Il Festival dell’Economia di Trento si prepara a tornare dal 20 al 24 maggio nel capoluogo trentino per la sua ventunesima edizione, confermandosi come uno degli appuntamenti più rilevanti del panorama culturale ed economico europeo. Un’edizione ambiziosa, capace di affrontare i nodi cruciali del nostro tempo, ma anche di aprire uno sguardo sulle opportunità e sulle speranze, in particolare quelle legate alle nuove generazioni, sempre più al centro del dibattito.
La presentazione ufficiale, ospitata al Mudec e condotta dalla giornalista del Sole 24 Ore Filomena Greco, ha messo in luce il filo conduttore di un Festival che punta a coniugare approfondimento e partecipazione. Il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha sottolineato come il Festival si inserisca in una stagione di grande vitalità per il territorio: dalle Olimpiadi e Paralimpiadi fino a questo appuntamento, il Trentino si propone come luogo di incontro internazionale, capace di valorizzare conoscenza e dialogo. Un evento che, ha evidenziato Fugatti, riesce a mantenere un alto livello scientifico pur restando accessibile e popolare, con l’auspicio che il contesto internazionale possa evolvere in modo più favorevole entro la prossima primavera.
Il programma si svilupperà lungo cinque giornate dense di incontri, dibattiti e confronti, con un’attenzione particolare ai grandi temi dell’attualità: il mercato globale, i nuovi centri di potere economico e tecnologico e le trasformazioni geopolitiche. In questo scenario si inserisce la riflessione proposta dal direttore del Il Sole 24 Ore Fabio Tamburini, che ha evidenziato come il Festival voglia affrontare anche il crescente peso delle grandi multinazionali, ormai paragonabile a quello degli Stati, e le incertezze di un mondo attraversato da conflitti e instabilità. Ma accanto a queste criticità, l’edizione 2026 introduce un elemento di equilibrio: uno sguardo fiducioso verso i giovani, chiamati non solo a partecipare ma a essere protagonisti attivi del confronto.
Il coinvolgimento delle nuove generazioni rappresenta infatti uno dei pilastri del Festival, in stretta connessione con l’Università di Trento e con il tessuto culturale della città. Il rettore Flavio Deflorian ha sottolineato l’importanza di dare senso alla complessità contemporanea attraverso la cultura e lo studio, rispondendo alla domanda di significato che arriva dai giovani. In un’epoca segnata da un eccesso di informazioni, ha evidenziato, la sfida è costruire una comprensione condivisa della realtà.
Accanto al Festival, tornerà anche il Fuorifestival, pensato per ampliare il coinvolgimento e intercettare nuovi pubblici, in particolare quelli più giovani, con format innovativi e linguaggi più accessibili. Come ha spiegato l’amministratore delegato del Gruppo 24 ORE Federico Silvestri, il lavoro dietro la manifestazione è continuo e corale, paragonabile a quello di un’orchestra che affina nel tempo le proprie melodie per offrire un’esperienza sempre più coinvolgente.
Il Festival si conferma così non solo come un luogo di analisi economica, ma come uno spazio di dialogo tra istituzioni, imprese, mondo accademico e società civile. Un modello reso possibile anche dalla capacità di accoglienza del territorio, come ha evidenziato il presidente di Trentino Marketing Gianni Battaiola, che ha descritto i visitatori come “cittadini temporanei”, parte integrante della comunità durante i giorni della manifestazione.
L’attenzione all’innovazione rappresenta un altro elemento chiave del programma, come ricordato dal vicepresidente della Provincia Achille Spinelli, che ha richiamato la tradizione trentina nella ricerca e gli investimenti in ambiti strategici come l’intelligenza artificiale, sviluppati in collaborazione con l’Università e con centri di eccellenza come la Fondazione Bruno Kessler.
Anche il sindaco di Trento Franco Ianeselli ha evidenziato il legame tra il Festival e la dimensione storica e culturale della città, sottolineando come il dialogo con gli studenti e le nuove generazioni sia diventato un elemento strutturale delle politiche locali. Una visione condivisa anche dall’amministratore delegato di Trentino Marketing Maurizio Rossini, che ha ribadito l’impegno per un evento sempre più sostenibile, accessibile e capace di offrire ai giovani spazi concreti di partecipazione.
Il programma dettagliato, illustrato da Fabio Tamburini e Federico Silvestri, promette dunque un’edizione ricca e articolata, capace di intrecciare analisi e speranza, criticità e prospettive. Per cinque giorni, Trento tornerà a essere un punto di riferimento internazionale, un luogo in cui interrogarsi sul presente e immaginare il futuro, con la consapevolezza che proprio dalle nuove generazioni possono arrivare le risposte più decisive.

