In un panorama bancario profondamente trasformato dalla digitalizzazione, dalle fusioni e dalla razionalizzazione delle reti distributive, le Banche di Credito Cooperativo si confermano un presidio essenziale per i territori italiani, soprattutto quelli più periferici e fragili. I dati aggiornati a dicembre 2025 raccontano infatti una doppia dinamica: da un lato la drastica riduzione degli sportelli bancari nel Paese, dall’altro il rafforzamento del peso delle BCC, sempre più punto di riferimento per famiglie, imprese e comunità locali.
Alla fine del 2014 le banche italiane e le filiali di banche estere disponevano complessivamente di 30.723 sportelli operativi. Undici anni dopo, a dicembre 2025, il numero è sceso a 19.140, con una contrazione del 37,7%, pari a oltre 11.500 sportelli in meno. Una riduzione che testimonia il profondo cambiamento del sistema bancario nazionale e che ha inciso soprattutto sulle aree interne e sui piccoli centri.
In questo contesto, le Banche di Credito Cooperativo hanno seguito una strada diversa. Pur in presenza di una generale contrazione della rete fisica, hanno aumentato il proprio peso relativo nel sistema. A dicembre 2025 le BCC contavano 4.100 sportelli, pari al 21,5% del totale nazionale, contro il 15% registrato nel 2016. Si tratta di una crescita di 6,5 punti percentuali, equivalente a un incremento relativo di circa il 43,3% della loro quota di mercato in meno di dieci anni. Nello stesso periodo, le banche in forma di società per azioni disponevano di 14.292 sportelli, pari al 74,6% del totale, mentre le Banche Popolari si attestavano a 633 sportelli, il 3,3%.
Il dato assume un significato ancora più rilevante se letto insieme all’aumento dei cosiddetti “deserti bancari”. A dicembre 2025 erano infatti 3.457 i Comuni italiani completamente privi di uno sportello bancario, il 44% del totale nazionale, con 75 Comuni in più rispetto all’anno precedente. In molti di questi territori, le BCC rappresentano ormai l’unico presidio bancario rimasto, garantendo l’accesso ai servizi finanziari e mantenendo un rapporto diretto con cittadini, imprese e amministrazioni locali.
La crescita del peso delle BCC non è quindi soltanto un indicatore statistico, ma riflette una precisa scelta strategica: continuare a investire nella prossimità in una fase in cui gran parte del settore bancario riduce la propria presenza fisica. Il modello cooperativo dimostra così una capacità di coniugare sostenibilità economica e funzione sociale, contribuendo a contrastare gli effetti dello spopolamento e della marginalizzazione delle aree interne.
In una fase caratterizzata da una maggiore selettività nell’offerta di credito, dai processi di concentrazione bancaria e dalla continua riduzione delle reti distributive, le Banche di Credito Cooperativo hanno confermato la loro funzione distintiva di sostegno all’economia reale. Il loro radicamento territoriale continua infatti a rappresentare un valore aggiunto per famiglie e imprese, favorendo la circolazione del credito nei territori e alimentando lo sviluppo delle comunità locali.
Più che semplici istituti di credito, le BCC si confermano così autentiche “banche delle comunità”, un lievito per l’Italia capace di generare coesione economica e sociale. Mentre il sistema bancario tradizionale arretra, il credito cooperativo rafforza la propria presenza e dimostra come la vicinanza ai territori possa rappresentare non un retaggio del passato, ma una risposta concreta alle sfide del futuro.

