Besano: riapriranno al pubblico le miniere chiuse alla fine degli anni Cinquanta

Le miniere furono chiuse perché l'estrazione dello scisto bituminoso si era rilevata antieconomica

Le miniere di Besano riapriranno al pubblico. Sono state chiuse alla fine degli anni Cinquanta. Da qui si cavava lo scisto bituminoso, materiale organico utilizzato nella produzione di borotalco e pomate all’ittiolo, ma già sfruttato alla fine dell’Ottocento per ricavarne olio di illuminazione per le lampade.

Le miniere furono chiuse perché l’evoluzione tecnologica ed economica ha poi reso antieconomico l’estrazione dello scisto, causando l’abbandono della miniera. Stessa sorte subì la produzione dall’altro versante della montagna, in Svizzera, dove anche lì lo scisto è presente in grande quantità.

Besano, si trova alle pendici del Monte San Giorgio,  è patrimonio Unesco  perché conserva, nel sottosuolo,  resti unici e inestimabili del Triassico che ci parlano di ittiosauri, ammoniti e specie ormai estinte.

Le miniere, per quanto ora non accessibili, sono ben visibili dall’esterno e raccontano ai passanti una storia fatta di fatiche e di sacrifici.

Qui le rocce venivano tagliate ed estratte per cavare lo scisto bituminoso, un materiale organico con il quale si produceva olio per l’illuminazione e l’ ittiolo, un medicamento che ancora oggi viene utilizzato a scopo dermatologico.

Fu proprio grazie a queste attività estrattive che si scoprirono, nell’Ottocento, i fossili.

Adesso il comune ha intenzione di riaprirle. Le miniere, nell’intenzione dell’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Leslie Mulas, saranno riaperte al pubblico e costituiranno un’attrazione inedita, che rivelerà non solo ai residenti della zona, ma anche a scolaresche, turisti ed appassionati, la storia dell’estrazione mineraria e quella del ritrovamento dei fossili.

Il video girato da alcuni amatori all’interno delle miniere: https://www.youtube.com/watch?v=ZvbTdBYSW38

 

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