Univa e Assolombarda: Malpensa deve continuare a giocare un ruolo da protagonista

"Come Univa, ci siamo fatti parte attiva per impostare un dialogo allargato tra amministrazioni locali - in primis i Comuni del CUV - Regione Lombardia, Sea, parti sociali e mondo economico", Roberto Grassi

Malpensa deve continuare a giocare un ruolo da protagonista in questa congiuntura economica, supportando la logistica e i comparti produttivi e distributivi, nell’ottica di garantire la competitività sui mercati internazionali della nostra industria. Questo il pensiero di fondo espresso da Univa e Assolombarda nel corso del convegno “La ripresa parte da Malpensa: il cargo aereo, supporto strategico per le industrie e la logistica”, che ha avuto luogo presso la sede di Assolombarda in via Pantano a Milano. Si è voluto accendere i riflettori sul cargo aereo, un settore che si è dimostrato cardine nei momenti di maggiore difficoltà legati alla pandemia.

Del resto, il settore cargo aereo lombardo ricopre un’importanza straordinaria nel sistema economico e produttivo italiano. La pandemia ha messo a dura prova il comparto che, però, ha reagito registrando dati significativi: nel 2021 l’Aeroporto di Malpensa ha rilevato una crescita del settore del 45% sul 2020 e del 36% sul 2019. Una circostanza che ha portato l’aeroporto ad accogliere circa il 70% della merce in transito negli aeroporti italiani, superando le 740.000 tonnellate previste nelle stime del Masterplan fra il 2024 e il 2025. Tale scenario richiede, evidentemente, profonde riflessioni sulle esigenze di investimento e di sviluppo del cargo aereo per Malpensa, peraltro in coerenza con l’aggiornamento del Piano Nazionale degli Aeroporti avviato da ENAC.

“Il settore cargo aereo è strategico per la ripartenza dei nostri territori ed è stato decisivo durante la pandemia grazie alla sua capacità di adattamento e resilienza – ha commentato il presidente di Assolombarda, Alessandro Spada introducendo i lavori -. Dato il valore oggettivo del comparto, abbiamo molte perplessità sulla scelta di non prevedere risorse nell’ambito del PNRR per lo sviluppo degli aeroporti. Infatti, le necessità di ripensare le supply chain internazionali non possono prescindere da un attore fondamentale come Malpensa. Si tratta, del resto, di un punto di accesso e di snodo fondamentale per il mercato globale, che è necessario valorizzare adeguatamente al fine di consolidarlo come hub europeo rilevante. L’aeroporto risulta cruciale in questa difficile congiuntura economica caratterizzata dal conflitto ucraino, che ci sollecita ad avviare una profonda rivisitazione e revisione delle catene globali del valore e delle dinamiche di scambio internazionali, mettendo ancora di più al centro il trasporto aereo”.

“Non ci possiamo permettere – ha affermato il Presidente dell’Unione Industriali di Varese, Roberto Grassi – la strozzatura delle attività della Cargo City di Malpensa, soprattutto in questa fase nella quale le imprese stanno affrontando la sfida del riposizionamento nelle catene globali del valore e nella riorganizzazione delle filiere produttive internazionali. Chiediamo al sistema politico-istituzionale di supportare il Masterplan di Malpensa e il relativo allargamento e crescita dell’Area Cargo, così fondamentale per il futuro della nostra manifattura. Plaudiamo all’ottimo accordo raggiunto recentemente, su questo punto, in Regione, merito dell’impegno di tutti: amministrazioni locali, Regione Lombardia, Sea e parti sociali. Un’intesa che ora permetterà al Masterplan di arrivare sul tavolo del Governo con un largo consenso costruito sul territorio. È la prova che sviluppo economico, equilibrio ambientale, tutela sociale possono rientrare in un’unica visione di sviluppo. Sostenere Malpensa vuol dire fare politica industriale per il Paese. Se oggi non facciamo una scelta a favore di Malpensa, domani non dovremo stupirci di essere un Paese ai margini delle traiettorie internazionali di sviluppo”.

L’industria del nostro Paese, soprattutto del Nord Italia, della Lombardia e di Varese vivono di export. Per presidiare i mercati servono porte sul mondo e Malpensa è il nostro principale trampolino di lancio verso quei Paesi oggi a maggior tasso di crescita.

Stati Uniti, Brasile, Medio ed Estremo Oriente. Per alcuni comparti, persino l’Australia. Aree che dobbiamo presidiare coi nostri prodotti anche grazie all’area cargo di Malpensa. È qui che viene gestito il 70% del traffico merci aereo da e per l’Italia. Ma la strozzatura è vicina e non ce lo possiamo permettere. Soprattutto in questa fase nella quale le imprese stanno affrontando la sfida del riposizionamento nelle catene globali del valore e nella riorganizzazione delle filiere produttive internazionali.

Rischieremmo di frenare quella crescita della propensione all’export delle nostre aziende che in diverse fasi difficili ha fatto da àncora di salvezza economica e sociale per tutto il Paese. È questo un dato che non dovremmo sottovalutare. In tema di trasporti e logistica spesso, però, la politica italiana fa fatica a dotarsi delle giuste chiavi di lettura della modernità. Paghiamo su questo, così come su altri temi, lo scotto della riconcorsa di un consenso fine a se stesso.

Ne è prova il fatto che in questi decenni il dibattito sul trasporto aereo nel Paese si sia sviluppato intorno alla sola Alitalia. Con scelte sbagliate e spreco enorme di risorse pubbliche finite in un pozzo senza fine di un’azienda che, da tempo, non era più:

  • né strategica,
  • né salvabile.

A pagare le conseguenze di questa mancanza di visione è stata in questi anni soprattutto Malpensa che invece ha continuato nel tempo, nonostante mille difficoltà e bastoni tra le ruote, a creare valore per le imprese e per tutta la comunità.

È arrivato il momento della svolta e delle decisioni.

Le non scelte non pagano mai. Lo abbiamo visto anche in altri campi, ad esempio sull’energia. Guardiamo alla perdita di competitività che il nostro sistema-Paese sta subendo oggi a causa della mancanza, negli scorsi anni, di una politica energetica degna di questo nome.

Se oggi non facciamo una scelta a favore di Malpensa, domani non dovremo stupirci di essere un Paese ai margini delle traiettorie internazionali di sviluppo.

Chiediamo, quindi, al sistema politico-istituzionale di supportare il masterplan di Malpensa e, soprattutto, l’allargamento e la crescita delle attività dell’Area Cargo, così fondamentale per il futuro della nostra manifattura.

Sostenere Malpensa vuol dire fare politica industriale per il Paese.

E, come ogni politica industriale moderna, anche quella a sostegno di Malpensa deve essere condivisa e essere improntata alla sostenibilità.

Per questo, come Univa, ci siamo fatti parte attiva per impostare un dialogo allargato tra amministrazioni locali – in primis i Comuni del CUV – Regione Lombardia, Sea, parti sociali e mondo economico.

Plaudiamo all’ottimo accordo raggiunto recentemente in Regione, merito dell’impegno di tutti. Un’intesa che ora permetterà al Masterplan di Malpensa, con il relativo ampliamento dell’Area Cargo, di arrivare sul tavolo del Governo con un consenso largo costruito sul territorio.

È la prova che sviluppo economico, equilibrio ambientale, tutela sociale possono rientrare in un’unica visione di sviluppo.

Anzi, proprio grazie alla nascita di nuovi sistemi di volo, alla costruzione di una nuova generazione di velivoli e all’implementazione della Urban Air Mobility, Malpensa può rappresentare un driver fondamentale per la transizione ecologica sul fronte della mobilità aerea del futuro”.

“Il mercato del cargo è un asset strategico per tutto il territorio e per il Paese, lo ha dimostrato durante la pandemia quando, al contrario del trasporto passeggeri che ha subito una forte frenata, il comparto merci è stato un fattore fondamentale di resilienza del sistema economico e produttivo nazionale. – ha dichiarato Armando Brunini, Amministratore Delegato di SEA – Malpensa, per quanto riguarda il settore cargo, è già da anni il principale aeroporto italiano e potrà giocare un ruolo strategico anche a livello europeo grazie alla crescente domanda dell’e-commerce e della dinamicità del tessuto imprenditoriale italiano. SEA farà la sua parte per rendere questo sviluppo sostenibile”.

“Il cargo è stato il primo settore a recuperare i livelli 2019 pre pandemia – ha affermato il Presidente ENAC Pierluigi Di Palma – confermando così di essere stato il segmento che ha risentito in maniera minore dell’intera crisi del trasporto aereo, perché le merci hanno sempre continuato a viaggiare nonostante le restrizioni in vigore. Addirittura sono stati registrati incrementi, anche notevoli, su singoli aeroporti diventati, proprio nel contesto pandemico, scali di maggiore riferimento: e pensiamo, naturalmente, proprio a Milano Malpensa. Ora si tratta di accompagnare una nuova crescita e un ulteriore sviluppo, attraverso una rete di trasporto cargo intermodale, integrata e compatibile”.