Busta paga maggiorata per chi lavora il 2 giugno

Il due giugno è considerato a tutti gli effetti una giornata festiva, in Italia da oltre vent'anni, e come tale va trattato anche in busta paga.  

Lo stabilisce la legge e viene regolamentato dai vari contratti di lavoro collettivi: chi lavora il 2 giugno ha diritto ad essere pagato di più, gli spetta la percentuale di maggiorazione sulle ore festive lavorate. L’ammontare varia a seconda del contratto nazionale di categoria. Il due giugno è considerato a tutti gli effetti una giornata festiva, in Italia da oltre vent’anni, e come tale va trattato anche in busta paga.

Chi non lavora il 2 giugno 

Anche chi ha un contratto fisso, ma il due giugno non lavora ha diritto a ricevere qualcosa in più. Se non c’è la prestazione lavorativa, il lavoratore che non viene retribuito ogni mese in modo fisso (ad esempio, un operaio o un somministrato) ha diritto a ricevere il trattamento di festività equivalente ad un sesto della retribuzione settimanale.

Per chi viene retribuito in maniera fissa ogni mese ci sono due possibilità, occorre vedere se il due giugno sia domenica no, per questa festività il sabato viene considerato un giorno lavorativo normale

  • se la festività non coincide con la domenica il dipendente non ha diritto ad una maggiorazione poiché la festività infrasettimanale non lavorata rientra nello stipendio;
  • se la festività coincide con la domenica c’è diritto ad una quota di retribuzione aggiuntiva, stabilita dai contratti collettivi.

Chi è in cassa integrazione o in un periodo di fondo di integrazione salariale

Quando la festività cade in settimana, il trattamento è a carico dell’azienda per i dipendenti:

  • a orario ridotto;
  • sospesi a zero ore settimanali da non più di due settimane e non retribuiti in misura fissa mensile ma a seconda delle ore.

Il trattamento è a carico della cassa (cioè dell’Inps) per i dipendenti:

  • sospesi a zero ore settimanali da oltre due settimane e non retribuiti in misura fissa mensile ma a seconda delle ore;
  • sospesi a zero ore settimanali da non più di due settimane e retribuiti in misura fissa mensile.