La mostra per sensibilizzare sulla violenza alle donne arriva al monastero di Cairate

"I muri del silenzio" propone un percorso unico
”Spesso sento dire: mi faccio i fatti miei. Credo che, a volte, sia doveroso farsi anche i fatti degli altri. Non è tollerabile che la violenza trovi un’indegna alleata nell’omertà e nel disinteresse di chi dovrebbe invece tendere la mano”, così Giusy Versace riassume l’essenza di questa mostra e del progetto che vi è dietro contro la violenza sulle donne

L’esposizione continua il suo percorso di sensibilizzazione e di denuncia contro ogni forma di omertà, cercando di tenere accesi i riflettori sempre. Dopo essere stata inaugurata a Roma alla Camera dei Deputati nel 2019, e successivamente a Milano a Palazzo Lombardia e al grattacielo Pirelli, a Gorla Maggiore e ad Assago, la mostra continua il suo percorso di sensibilizzazione e di denuncia contro ogni forma di omertà.

L’esposizione è costituita da 75 volti fotografati persone comuni ma anche nomi illustri della politica e dello spettacolo come Lorella Cuccarini, Attilio Fontana e Beppe Sala, è arrivata al monastero di Cairate grazie all’impegno di Terziario Donne di Confcommercio Varese e in particolare grazie all’impegno della responsabile provinciale Cristina Riganti, anche lei fotografata dall’artista veneta.

I MURI DEL SILENZIO è un progetto fotografico di Mjriam Bon, realizzato da Giusy Versace, a sostegno delle donne vittime di violenza. ” È “violenza contro le donne” ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, recita l’Art. 1 della Dichiarazione ONU sull’eliminazione della violenza contro le donne.

Muri e silenzi. I muri di chi non vede o di chi fa finta di non vedere. I silenzi di chi non sente o fa finta di non sentire, di chi non parla perché ha paura, perché si vergogna. È questo il focus del mio progetto. – -spiega Mjriam Bon –  Un progetto che nasce dalla volontà di rappresentare attraverso volti diversi, una delle problematiche più difficili del nostro tempo : l’omertà.
Ma non intesa nel senso comune a cui siamo abituati ad associare questa parola, bensì nel senso più profondo ed intimo. Quell’omertà “uditiva e visiva” che porta chi subisce violenza, o chi né è testimone, a tacere non riuscendo ad abbattere quei muri che oltre a non far parlare, non fanno sentire, né vedere.
Resto sempre basita, ad ogni notizia che racconta qualsiasi tipo di violenza, ma quella sui minori mi sconvolge sempre nel profondo. Non riesco a comprendere, non trovo ragione.
Credo nella fotografia per ricordare, e nella sua incredibile forza per denunciare e sensibilizzare.
Credo che l’omertà vada presa di petto, perché ci sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa, soprattutto quando si tratta di innocenti.
Far finta di non vedere o di non sentire è solo un modo per nasconderci. Uscire allo scoperto è l’unica via per aiutare ed aiutarci”.
La mostra è visitabile il sabato e la domenica al monastero di Cairate fino al 31 gennaio, dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30.
La raccolta fondi per le vittime di violenza continua.
Dona scrivendo a info@imuridelsilenzio.it