Transizione ecologica è possibile. Ue e Banche uniti per realizzarla

"La transizione ecologica non è un dispetto, ma un favore per le aziende: le aiutiamo ad andare nella direzione giusta per il futuro", così ne ha parlato Leonardo Becchetti

E’ possibile realizzare la transizione ecologica. Alla presentazione del festival dell’ecosia civile il Direttore del Festival e cofondatore di NeXt (Nuova Economia X Tutti) Leonardo Becchetti spiega come:  «E’ possibile concretizzarla. La transizione ecologica non è un dispetto, ma un favore per le aziende: le aiutiamo ad andare nella direzione giusta per il futuro, l’unica che le consentirà di essere ancora competitive domani.

Una partita fondamentale per la transizione si gioca in Europa, ed è quella delle regole del commercio internazionale che assomiglia talvolta ad un campionato con poche regole dove vincono le squadre più fallose (i prodotti più convenienti ma meno sostenibili socialmente ed ambientalmente). L’UE che vuole essere all’avanguardia nella lotta alle emissioni sta pensando, giustamente, ad un border adjustment tax per proteggersi dal dumping di chi va o produce all’estero a costi più bassi dei nostri perché non rispetta le nostre regole su ambiente e lavoro. Trasformare, quindi, il mercato internazionale in un campionato con regole, dove vince la squadra più virtuosa. Non vanno creati dazi e barriere verso un paese, ma vanno premiati i Paesi terzi più virtuosi nella produzione: questo è il commercio internazionale civile, uno degli argomenti che affronteremo a Firenze nel corso del Festival.

Questa “macroeconomia civile” che lega performance economica e solidarietà tra persone e stati è l’essenza del tema dell’economia civile. Quando guidiamo un’automobile non guardiamo solo al contachilometri puntando a massimizzare la velocità ma ci preoccupiamo di olio, gomme e tenuta di strada. Crescita, produttività, occupazione sono giustamente temi all’ordine del giorno, ma possono essere legati con dignità del lavoro, sostenibilità ambientale, qualità e soddisfazione di vita oppure con il loro contrario. Economia civile è cercare di percorrere la prima strada e non la seconda. Per questo nel festival ne discuteremo con premi Nobel, ministri, esponenti della società civile, racconteremo buone pratiche e parleremo di come parole come generatività e resilienza si collegano con soddisfazione di vita ma anche successo sociale ed economico. Ora serve discernimento, con le istituzioni che dovranno impegnarsi per alimentare questi nuovi percorsi di crescita. Ne parleremo al Festival, sperando di trovare nel Parlamento Europeo un valido alleato» ha concluso Becchetti.

Il Festival dell’Economia Civile è nato da un’idea di Federcasse (l’Associazione Nazionale delle Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali, Casse Raiffeisen) che lo promuove insieme a Confcooperative, organizzato e progettato con NeXt (Nuova Economia Per Tutti) e SEC (Scuola di Economia Civile) e con il contributo di Fondosviluppo, il Festival Nazionale dell’Economia Civile si è ormai accreditato come un evento di interesse nazionale e internazionale sullo sviluppo sostenibile, la rigenerazione dei territori e della comunità e la valorizzazione delle buone pratiche imprenditoriali, amministrative e formative.