Volontariato: possibile accantonare il 5 per mille non speso a causa della pandemia

Lo chiarisce il governo nella nota 3142 di quest'anno.

Gli enti del Terzo settore beneficiari del contributo a titolo di cinque per mille per gli anni finanziari 2018 e 2019, potranno inserire al punto 6 (“Accantonamento”) del modello di rendiconto, l’importo che a 12 mesi dalla data di percezione del contributo risulti ancora da spendere per cause legate all’emergenza epidemiologica, limitandosi a riportare nella relazione illustrativa, come motivazione dell’accantonamento, la dicitura “Accantonamento emergenza Covid-19”, non essendo necessario, nell’ottica della semplificazione degli oneri amministrativi dettata dal vigente contesto emergenziale, alcun ulteriore supporto motivazionale o documentale.

Conformemente alle linee guida sulla rendicontazione attualmente presenti sul sito istituzionale di questo Ministero (https://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/Terzo-settore-e-responsabilita-sociale- imprese/focus-on/Cinque-per-mille/Documents/Linee-guida-2013-indirizzi-aggiornati.pdf), le somme accantonate dovranno essere spese entro 24 mesi dalla data di percezione ed essere inserite nel relativo rendiconto.

L’eventuale restituzione delle somme, in applicazione del dettato dell’articolo 13, comma 1, lettera c) del D.P.C.M. del 23 aprile 2010, legata al mero decorso del termine di cui all’articolo 12, comma 1 del medesimo decreto, finirebbe, difatti, per privare l’azione sussidiaria degli enti del Terzo settore del fabbisogno finanziario necessario anche a fronteggiare gli effetti, di breve e medio periodo, generati dalla pandemia sulle singole comunità di riferimento, frustrando la finalità di sostegno perseguita dal legislatore.

Successivamente, una volta impiegate le somme accantonate (entro 24 mesi dalla data di percezione), gli enti saranno tenuti ad inviare a questa Amministrazione il modello di rendiconto dell’accantonamento, allegando allo stesso una relazione descrittiva che esponga nel dettaglio le spese inserite.