Liuc: l’impresa? Un organismo vivo, che deve tendere al cambiamento

L’impresa deve essere sostenibile e crescere, non necessariamente a livello dimensionale, ma strategico e competitivo. E la crescita non può che passare attraverso la formazione continua, indispensabile per restare nel mercato

L’invito è stato rivolto soprattutto alle piccole e medie imprese dal l Rettore della LIUC, Federico Visconti. “Non esistono ricette o classificazioni per fare impresa – ha affermato Carlo Robiglio, residente Piccola Industria di Confindustria – perché l’impresa, elemento vivo che si collega all’imprenditore, è qualcosa che subisce continue metamorfosi in base alla vita di quest’ultimo. Certamente oggi è necessario sapersi confrontare con l’esistente e con l’evoluzione dei tempi e, a volte, fare un passo indietro rispetto alla gestione. Occorre avere una visione e – perché no – dei sogni, da realizzare con talenti e competenze. Ci vogliono resilienza e capacità di creare opportunità”. Robiglio si è soffermato anche, sollecitato dal Rettore, sull’importanza di coltivare la cultura d’impresa: “E’ un compito della rappresentanza, dunque è tra i doveri di Confindustria. E’ importante, ad esempio, far passare il messaggio che non vale più la massima del “piccolo è bello”: l’impresa deve essere sostenibile e crescere, non necessariamente a livello dimensionale, ma strategico e competitivo. E la crescita non può che passare attraverso la formazione continua, indispensabile per restare nel mercato”.

Angelo Vergani, CEO di Contract Manager, insiste sulla necessità per l’imprenditore di ritagliarsi un ruolo sempre più strategico, su orizzonti temporali lunghi, delegando ai manager le varie aree dell’azienda. Ci sono alcune criticità tipiche nell’impresa di famiglia: “Spesso in queste realtà il problema è rappresentato da familiari e soci con posizioni inamovibili, che finiscono per bloccare lo sviluppo  e per rendere difficoltoso  l’inserimento di manager esterni. Figure che possono aiutare invece a crescere e a fronteggiare sfide importanti come quella del digitale”. Ma che cosa serve, dunque, oggi alle nostre imprese per affrontare il cambiamento? “Anzitutto coltivare un sistema di valori, ma anche creare una squadra fatta di risorse con forti competenze e non da ultimo curare l’aspetto etico, perché oggi le organizzazioni stanno bene se sono legate da un’etica comune. Il match perfetto? Coerenza dei valori aziendali e apertura al nuovo”.