Quali sono i 21 criteri che hanno diviso l’italia in tre zone

Gli indicatori elaborati dall’algoritmo che divide l'Italia in tre zone sono stati scelti più di sei mesi fa, inseriti nel decreto approvato il 30 aprile scorso

Su cosa sono state basate le decisioni del governo? I 21 criteri adottati per dividere l’Italia in zone sono basati sulla capacità di monitoraggio, l’accertamento diagnostico e la gestione dei contatti e, sui risultati relativi alla stabilità di trasmissione e sulla tenuta dei servizi sanitari. Gli indicatori elaborati dall’algoritmo che divide l’Italia in tre zone sono stati scelti più di sei mesi fa, inseriti nel decreto approvato il 30 aprile scorso

Vediamoli assieme

  1. Numero di casi sintomatici notificati per mese;
  2. Numero di casi notificati per mese con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI).
  3. Numero di casi notificati per mese con storia di trasferimento/ricovero in reparto di terapia intensiva (TI);
  4. Numero di casi notificati per mese in cui è riportato il comune di domicilio o residenza/totale di casi notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
  5. Numero di checklist somministrate settimanalmente a strutture residenziali sociosanitarie (opzionale).
  6. Numero di strutture residenziali sociosanitarie rispondenti alla checklist settimanalmente con almeno una criticità riscontrata (opzionale).
  7. Percentuale di tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte le attività di screening e il «re-testing» degli stessi soggetti per mese.
  8. Tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi.
  9. Tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento (opzionale).
  10. Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracing.
  11. 11. Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento.
  12. 12. Numero di casi confermati di infezione nella regione per cui sia stata effettuata una regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti/totale di nuovi casi di infezione confermati.
  13. 13. Numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni.
  14. 14. Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata ISS.
  15. 15. Numero di casi riportati alla sorveglianza sentinella COVID-net per settimana (opzionale).
  16. 16. Numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata COVID-19 per giorno.
  17. 17. Numero di nuovi focolai di trasmissione;
  18. 18. Numero di nuovi casi di infezione confermata da SARS-CoV-2 per Regione non associati a catene di trasmissione note.
  19. 19. Numero di accessi al PS con classificazione compatibile con quadri sindromici riconducibili a COVID-19 (opzionale).
  20. 20. Tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva per pazienti COVID-19
  21. 21. Tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti COVID-19.