A chi spetta il credito di imposta per il Pos

Per incrementare l'uso della moneta elettronica il governo ha istituito un credito di imposta del 30% sulle commissioni dei Pos

Si parte dal primo luglio prossimo. Il governo riconosce un credito d’imposta agli esercenti attività d’impresa, arti o professioni pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate con pagamento da parte dei clienti mediante carte di credito, di debito o prepagate. a condizione che i ricavi e i compensi relativi all’anno d’imposta precedente non superino i 400.000 euro.

L’agevolazione sarà utilizzabile solo in compensazione a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa. Nel dichiarativo 2021, periodo d’imposta 2020, sarà previsto un apposito codice “credito d’imposta ” per indicare l’entità del credito spettante.

L’agevolazione non sarà tassata né ai fini reddituali né ai fini IRAP.

Il 29 aprile 2020, l’Agenzia delle entrate ha reso noto i dati da comunicare. I soggetti prestatori dei servizi di pagamento POS o altre infrastrutture di pagamento, operanti su tutto il territorio nazionale, comunicano:

  • codice fiscale dell’esercente;
  • mese e l’anno di addebito;
  • numero totale delle operazioni di pagamento effettuate nel periodo di riferimento;
  • numero totale delle operazioni di pagamento riconducibili a consumatori finali nel periodo di riferimento;
  • importo delle commissioni addebitate per le operazioni di pagamento riconducibili a consumatori finali;
  • l’ammontare dei costi fissi periodici che ricomprendono un numero variabile di operazioni in franchigia anche se includono il canone per la fornitura del servizio di accettazione.

In previsione di ciò, la trasmissione deve essere effettuata tramite il Sistema di Interscambio Dati (SID). Trasmissione da effettuarsi entro il 20 del mese successivo al periodo di riferimento.