Meccatronica: la professione del futuro per i nostri giovani

Confindustria da Varese lancia un appello per sostenere le scuole tecniche. Serve personale specializzato. Le aziende cambiano, ma hanno bisogno di giovani che abbiano voglia di lavorare. Il futuro qui è assicurato.

Il lavoro che verrà, secondo Confindustria Varese, sta cambiando. Sono le professionalità tecniche le più ricercate. Il futuro dei nostri giovani, hanno convenuto Pierangelo Albini, Direttore Lavoro, Welfare e Capitale Umano di Confindustria,  e Barbara Colombo, di Ficep Spa, si chiama ITS, Istruzione Tecnica Superiore. Quella post-diploma che già oggi garantisce tassi medi di occupabilità dei ragazzi superiori all’80%. “La maggiore difficoltà attuale è trovare le persone giuste. Per questo bisogna assolutamente puntare sull’education e su una formazione di alta qualità”, spiega Pierangelo Albini.

Gli Itis sono percorsi di Specializzazione Tecnica Post Diploma, riferiti alle aree considerate prioritarie per lo sviluppo economico e la competitività del Paese, realizzati secondo il modello organizzativo della Fondazione di partecipazione in collaborazione con imprese, università/centri di ricerca scientifica e tecnologica, enti locali, sistema scolastico e formativo. Un’opportunità di assoluto rilievo nel panorama formativo italiano in quanto espressione di una nuova strategia che unisce le politiche d’istruzione, formazione e lavoro con le politiche industriali del Paese. La risposta italiana alla domanda delle imprese, attraverso un’offerta formativa altamente qualificata, di nuove ed elevate competenze tecniche per promuovere i processi di innovazione e trasferimento tecnologico, nella logica della Smart Specialization.

“Industria 4.0 non è solo investimento di macchine, ma un vero e proprio nuovo scenario che prevede una riorganizzazione della fabbrica e del progetto produttivo e che richiede una formazione non solo del lavoratore ma dell’imprenditore stesso. ha sottolineato Annamaria Simonazzi, professoressa di Economia de “La Sapienza”. E’ necessario avere una forza lavoro adeguata alle nuove esigenze, acquisendo in azienda le competenze necessarie e superando divari, come quello della disparità di genere.

Ficep Spa ha investito nella formazione per avere del personale qualificato. “Abbiamo creato un’Accademy interna per la formazione dei lavoratori,  – ha spiegato Barbara Colombo – ma il problema in generale è che non ci sono abbastanza giovani che vogliono lavorare nel manifatturiero e mancano alcune competenze specifiche, come quella meccatronica. Sicuramente serve una nuova cultura: le famiglie dovrebbero capire che il lavoro è cambiato ed è bello e affascinante e dovrebbero rivalutare gli istituti tecnici, che tra l’altro sono un fiore all’occhiello del territorio”.