Leggende locali per Halloween: la regina longobarda Manigunda apparsa a Cairate

Immagine che il sindaco di allora, Paolo Mazzucchelli ha diffuso su Facebook. Sulla destra in trasparenza l'immagine della regina.
Secondo gli indagatori del paranormale, si aggira ancora oggi, immutata nei secoli e seducente, la regina longobarda Manigunda, che nel 737 fondò il monatero stesso

Realtà e sogno si mescolano nel monastero di Cairate, in provincia di Varese, dove, secondo la leggenda e secondo gli indagatori del paranormale, si aggira ancora oggi, immutata nei secoli e seducente, la regina longobarda Manigunda, che nel 737 fondò il monatero stesso, dopo essere guarita da una malattia bevendo l’acqua alla fonte della vicina Bergoro.

La principessa Manigunda era figlia del re Longobardo Liutprando e visse nell’VIII secolo. Purtroppo era tanto bella quanto sfortunata: soffriva di una patologia ai reni ed era molto fragile; per questo era solita a lunghi periodi a letto. Il suo stato cagionevole era motivo di timore da parte degli ospiti che si presentavano la padre come pretendenti e per questo la ragazza non ebbe modo di trovare il vero amore, ma solo pena e diffidenza. Le sue giornate passavano sempre uguali e le poche passeggiate che poteva permettersi le faceva accompagnata dal suo fedele cane, descritto come di grande stazza e dal pelo bianco. Manigunda era solita soffermarsi ad ammirare le coppie di innamorati e di sposi che passavano nelle vicinanze del castello e sospirare amaramente per la sua fragilità. Si crede che in seguito ad un malore la ragazza abbia fatto voto alla Madonna affinchè la guarisse e che un giorno venne condotta a Cairate dove bevve da una sorgente che aveva la fama di essere curativa; secondo la leggenda grazie a quell’acqua miracolosa la principessa non solo guarì dal suo malore momentaneo, ma riacquistò forza e vitalità.

Il mistero del fantasma della regina è nato dal ritrovamento, nel Cinquecento, di alcuni teschi e di un sarcofago che racchiudeva il corpo di una donna elegantemente vestita. Ed è stato rafforzato da una foto che ritraeva una figura evanescente, scattata da un operaio il 14 giugno 2012 durante i lavori di ristrutturazione del complesso. Senza contare che sono in molti ad assicurare di aver sentito piangere all’interno dell’edificio. Immagine che il sindaco di allora, Paolo Mazzucchelli ha anche diffuso su Facebook

La leggenda di Manigunda negli anni ha varcato i confini cairatesi. Tanto che in passato due gruppi di ricerca su fenomeni paranormali, l’Italian Paranormal Research di Forli e il Ghost Note Crew di Lecce, hanno unito gli sforzi per compiere rilevazioni all’interno delle varie stanze dell’antico monastero varesino. Il risultato che ne è emerso è sorprendente: gli investigatori del paranormale a caccia di Manigunda hanno minuziosamente analizzato le stanze dove erano un tempo le monache, utilizzando speciali rilevatori, grazie ai quali hanno avvertito ciò che definiscono “anomalie” e “segnali”. Tra di essi alcuni rumori di forte entità, che testimonierebbero la presenza del fantasma.