La Torre Rondonaia di Villa Brentano a Busto Garolfo tornerà ad accogliere le rondini

Verranno riattivate alcune delle cavità destinate ad ospitare i nidi di rondone che si trovano lungo il muro perimetrale della torre.

Un accordo con la Lipu di Parabiago permetterà di vedere tornare le rondini nell’antica torre rondanaia di Busto Garolfo. Verranno riattivate alcune delle cavità destinate ad ospitare i nidi di rondone che si trovano lungo il muro perimetrale della torre. Anticamente ce n’erano più di 200. Questi uccelli sono importantissimi per la manutenzione del nostro ecosistema. Si cibano esclusivamente in volo di insetti, prevalentemente mosche e zanzare. È stato valutato che una città di medie dimensioni (100-150.000 abitanti) può ospitare circa 10.000 tra balestrucci, rondini e rondoni che nei 4-5 mesi di presenza arrivano a mangiare 63 tonnellate di mosche e zanzare. Sono efficienti insetticidi naturali, si cibano di circa 6.000 insetti al giorno. Per venire a nidificare qui, hanno volato per oltre 10 mesi senza mai posarsi a terra, partendo dall’Africa e attraversando deserti, mari e foreste. E’ importante riattivare dei nidi, in quanto le rondini sono fedeli ai propri nidi e tornando a occupare il medesimo sito per più anni di seguito. Le cavità nidificatorie erano state chiuse durante gli ultimi lavori di restauro del palazzo. La giunta di Busto Garolfo proprio a questo scopo ha deciso di sottoscrivere un accordo con la Lipu per ripristinare parte dei covatoi di cui è provvista la torre rondonaia e monitorarne il successivo utilizzo. Si prevede, inoltre, la possibilità di individuare su terreno di proprietà comunale un sito dove mettere a disposizione delle rondini del fango idoneo alla costruzione dei loro nidi.