Il Tarliso di Busto Arsizio, nato dal riutilizzo di ritagli di stoffa locali, compie 35 anni

La maschera prende il nome da un tipo di tessuto inventato dai bustocchi agli inizi dell'800 e usato come fodera dei materassi.
Quest’anno ricorre anche il 35° compleanno del Tarlisu, la maschera ufficiale della città di Busto Arsizio. Il Tarlisu (traliccio) è, assieme alla Bumbasina, una delle maschere tipiche della città di Busto Arsizio dal 1983. L’ideatore delle maschere è stato Giovanni Sacconago, il patron del carnevale bustocco, scomparso nel 2013.  La maschera prende il nome da un tipo di tessuto inventato dai bustocchi probabilmente agli inizi dell’800 (o anche prima) e usato come fodera dei materassi. Tale tessuto ebbe un notevole successo e venne esportato in tutto il mondo insieme alla bumbasina (tela per fare lenzuola), grazie soprattutto all’opera dal pioniere bustese dell’esportazione cotoniera italiana, Enrico dell’Acqua La Bumbasina invece, prende il nome da una stoffa grezza, la bombasina, inventata a Busto Arsizio nel Medioevo e famosa in tutte le corti d’Europa, in particolare in Germania. Veniva adibita alla fabbricazione di lenzuola, simboleggiando l’attività dei cotonifici bustocchi. Così si legge sul sito della famiglia Sinaghina: “Era il Gennaio 1983 quando la Famiglia Sinaghina iniziava ad organizzare il Carnevale per il settimo anno consecutivo, ma il Presidente (Giovanni Sacconago, ndr) aveva il desiderio di creare un simbolo per la propria città senza più ripetere i Carnevali anonimi. Ricordandosi che nel 1948 alcuni giovani avevano sfilato con dei vestiti da stoffa per materassi, e che l’anno seguente il ‘Tarlisu’ era stato già eletto come Maschera Bustocca, riprendendo quella tradizione fece costruire da una ditta un pupazzo che voleva essere il simbolo della città tessile e lo chiamò “Tarlisu”. La proposta fu accolta con entusiasmo dal Sindaco Angelo Borri e con delibera n. 313 del 16.2.1983 la Giunta Municipale deliberò di proclamare a tutti gli effetti il Tarlisu maschera tipica della città di Busto Arsizio. Da qui prese avvio una serie di iniziative sempre più importanti tese alla riscoperta delle tradizioni locali. Venne naturale abbinare, 21 anni dopo, al Tarlisu anche una figura femminile, che fu identificata nella Bumbasina, nome del tessuto grezzo utilizzato in particolare per fare lenzuola”.
Torna il Carnevale Bustese, ovviamente con le sue maschere, il Tarlisu e la Bumbasina, per un momento di festa che ogni anno si rinnova grazie alla collaborazione con le associazioni e le scuole (Famiglia Sinaghina, Federcasalinghe, Accademia Bustese Pattinaggio, Cuffie Colorate, Parrocchia Sant’Anna, parrocchia Santa Croce, Club Boschessa, Associazione Piccole Mani – Parrocchia S. Michele, oratorio san Luigi, Bumbasina run, radio Bustolive, scuola dell’Infanzia Bianca Garavaglia, scuola Collodi), coordinate dall’Amministrazione comunale e dal Distretto Urbano del Commercio.
Programma

Giovedì 15 febbraio dalle 15 alle 18 le sale del Museo del Tessile ospiteranno laboratori per bambini a cura del servizio di Didattica Museale dal titolo “Calze Pazze!”. I bambini sono invitati a portare una vecchia calza che sarà trasformata in un “personaggio”. Ingresso gratuito previa prenotazione all’indirizzo didattica.prenotazioni@comune.bustoarsizio.va.it entro il 13 febbraio.

Venerdì 16 febbraio dalle 15 alle 18 le sale del Museo del Tessile ospiteranno laboratori per bambini, a cura del servizio di Didattica Museale, dal titolo “Buon Compleanno Tarlisu!”. Ai bambini sarà presentata la storia del Tarlisu in occasione dei suoi 35 anni. A seguire un momento di gioco con stoffe e tessuti (primo turno: dalle ore 15 alle 16.30 bambini dai 4 ai 7 anni, secondo turno: dalle ore 16.30 alle 18 bambini dagli 8 ai 12 anni). Ingresso gratuitosu prenotazione all’indirizzo didattica.prenotazioni@comune.bustoarsizio.va.it entro il 13 febbraio specificando nomi ed età dei bambini partecipanti.

Sabato 17 febbraio alle ore 15 si svolgerà la tradizionale sfilata composta da ben 11 carri allegorici delle associazioni e dei gruppi folkloristici. Protagonisti saranno come sempre il carro del Tarlisu (in apertura, preceduto dai podisti del gruppo sportivo Bumbasina run) e quello della Bumbasina (in chiusura), oltre ai carri delle associazioni e degli oratori e ai gruppi mascherati che seguiranno il corteo a piedi. La sfilata partirà da via Zappellini, percorrerà la via Volta, poi le piazze Chieppi, Manzoni e De Gasperi per raggiungere corso Europa, via Cavallotti, via Bramante, via Mazzini in piazza Trento Trieste e poi via Daniele Crespi, piazza Garibaldi e via Fratelli d’Italia. Nel percorso sono previste due soste di dieci minuti circa: una in Corso Europa e l’altra in piazza Trento Trieste. Per questa edizione torna il premio Giovanni Sacconago che sarà attribuito ai i carri più spettacolari dalla giuria composta dal sindaco Emanuele Antonelli, dall’assessore allo sviluppo del territorio Paola Magugliani, dal presidente del Distretto del Commercio Bruno Ceccuzzi, dal presidente della famiglia Sinaghina Rolando Pizzoli e da Alessandra Sacconago. I tre carri migliori per allestimento, costumi, coreografia, accompagnamento musicale e numero dei partecipanti (anche a piedi) saranno premiati con una targa offerta dalla famiglia Sinaghina. La proclamazione dei vincitori e la consegna delle targhe saranno effettuate al termine della sfilata in via Fratelli d’Italia. Il carro vincitore aprirà la sfilata dell’edizione 2019. In caso di pioggia, la sfilata avrà luogo domenica 18 febbraio. Sempre sabato 17, alle ore 21.30 le sale del Museo del Tessile ospiteranno un momento di feste per i più giovani, la “Silent disco – Carnival edition”, organizzata dall’associazione Le Officine.