No slot: Rescaldina limita gli orari di apertura delle sale giochi per salvare i ragazzi

L’orario di funzionamento sarà limitato tra le ore 9 e le ore 12 e tra le ore 18.00 e 23.00, in modo da non poter intercettare i ragazzi in uscita da scuola.

Rescaldina cerca di combattere in tutti i modi il dilagare del gioco d’azzardo sul suo territorio. Il Sindaco ha recentemente emesso una ordinanza finalizzata alla regolamentazione degli orari delle sale giochi e del funzionamento degli apparecchi collocati in altre tipologie di esercizi commerciali. L’orario di funzionamento quindi sarà limitato tra le ore 9 e le ore 12 e tra le ore 18.00 e 23.00, in modo da evitare che queste sale siano aperte negli orari di uscita dalle scuole dei ragazzi, al fine di limitare il più possibile al diffusione del gioco d’azzardo. Sono previste sanzioni fino a 450€ e giorni di chiusura o di sospensione nel caso di reiterati comportamenti scorretti.

Gli esercenti dovrano attenersi pertanto agli orari indicati dandone adeguata informazione alla clientela.

Si precisa inoltre che gli apparecchi collocati in esercizi commerciali di qualsiasi tipo, durante l’orario di “non funzionamento” dovranno essere spenti tramite appostito interruttore elettrico.

La Polizia Locale rimane a disposizione degli esercenti, per qualsiasi informazione o approfondimento.

In Lombardia, le le imprese del gioco sono aumentate dell’8,2% passando da 1.121 a 1.213. Sono aumentate le attività di gestione di apparecchi a moneta o a gettone che consentono vincite in denaro che passano da 483 a 530 e rappresentano il 43,7% del settore e le altre attività connesse con le lotterie e le scommesse che passano da 451 a 497.  Milano è prima con 440 attività (+6,8%), Brescia seconda con 179 (+22,6%) e Bergamo terza con 135 (+12,5%).

In Italia sono 10.418 le attività legate al gioco. Un settore che cresce dell’11% in un anno e del 48,2% in cinque anni. Per numero complessivo di attività prima Napoli con 1.250 (12% sul peso totale italiano e 7,5% in più rispetto al 2016). Seguono Roma con 863 (+17,6%) e Milano con 440 (+6,8%). Tra le prime dieci province anche Bari, Salerno e Torino. In un anno crescono soprattutto Nuoro (+75%), Sassari (+50%) e Agrigento (+48%).