Terremoto, ecco la caciotta solidale fatta con il latte delle zone colpite

L'iniziativa di Coldiretti sostiene la ricostruzione e la ripresa produttiva delle stalle del Centro Italia. Si potrà comprare ad Agrivarese domenica 18 settembre
Arriva la caciotta solidale salva mucche, resa possibile da una mobilitazione straordinaria per garantire ogni giorno la mungitura e l’alimentazione delle mucche sopravvissute, raccogliere quotidianamente il latte su strade dissestate o chiuse, organizzare la trasformazione nella cooperativa dove è diretto ora gran parte del latte proveniente dalle stalle delle aree terremotate, da Amatrice a Norcia.
La prima iniziativa con un impatto economico diretto sul territorio per fermare l’abbandono con il lavoro per la popolazione, che nelle campagne terremotate significa soprattutto salvare le stalle è stata realizzata dalla Coldiretti che ha offerto la possibilità di acquistarle per la prima volta nella Capitale in via di San Teodoro 74 nel mercato di Campagna Amica al Circo Massimo per poi estendere l’opportunità nei mercati degli agricoltori in tutta Italia.

A Varese la caciotta solidale si potrà acquistare domenica 18 settembre, per tutta la giornata, ad Agrivarese, la fiera dell’agricoltura che si tiene ai Giardini Estensi.
Sarà riconoscibile dall’etichetta “Aiutaci ad aiutarli” e sarà in vendita con una pezzatura di 1,3 kg al prezzo di 10 euro.
Il progetto per valorizzare e difendere nella ricostruzione l’identità del territori colpiti è nato grazie ad una rete di solidarietà coordinata dalla Coldiretti con la collaborazione della cooperativa Grifo latte che nonostante le difficoltà ha garantito continuità nel ritiro e nella trasformazione del latte mentre l’Associazione Italiana Allevatori (AIA) sulla base delle richieste ha consegnato carrelli per la mungitura e generatori di corrente e i Consorzi Agrari d’Italia (CAI) sono impegnati a fornire cibo per l’alimentazione degli animali. La caciotta della solidarietà – sottolinea la Coldiretti – è prodotta con il latte di Amatrice, Norcia e Leonessa e viene venduta al prezzo di 10 euro nei mercati di Campagna Amica dove è riconoscibile da una speciale etichetta per il sostegno alle aree terremotate “Aiutaci ad aiutarli”. “Neanche una goccia di latte deve essere più gettata per far vivere le stalle e garantire il presidio di un territorio dove l’agricoltura e l’allevamento sono una risorsa imprescindibile per contrastare lo spopolamento e l’abbandono e dare un futuro alla popolazione” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “Far vivere le stalle significa far ripartire l’economia e l’occupazione e contrastare l’abbandono in un territorio senza alternative all’agricoltura”.
Sono quasi mille le aziende agricole delle campagne terremotate dove si sono verificati danni strutturali alle case, alle stalle e ai fabbricati rurali che hanno costretto a gettare il latte, perdite di mercato per la difficile collocazione del prodotto, costi aggiuntivi per la sistemazione degli animali con seimila pecore e mucche presenti nella zona ora anche colpita dal maltempo fino al crollo delle presenze negli agriturismi per la paura del sisma. Solo ad Amatrice il 90% delle stalle sono danneggiate con crolli che hanno provocato molte morti tra gli animali che sono stati costretti a “sfollare” dalle stalle inagibili ed hanno bisogno di un riparo ma sono anche necessari per sopravvivere acqua potabile, mangimi, generatori di corrente, refrigeratori, carrelli per la mungitura, pali e filo elettrificato per le recinzioni. Gli allevatori senza casa non li possono certo abbandonare e c’è bisogno di roulotte e unità abitative per stare vicini agli animali che – sottolinea la Coldiretti – devono mangiare tutti i giorni e le mucche vanno munte due volte al giorno. Ma si temono anche – precisa la Coldiretti – furti ed abigeato nelle campagne isolate dove più difficile è l’attività di controllo della forza pubblica.
Occorre riconoscere la specificità dell’attività agricola e procedere al più presto –  sottolinea Moncalvo – alle verifiche dei danni con sostegni per la ricostruzione e per la perdita dei redditi. Moratoria dei debiti da parte degli Istituti di credito, sospensione delle bollette e delle scadenze fiscali e tributarie, anticipo delle risorse dovute dall’Unione Europea sono misure necessarie – conclude Moncalvo – per lenire una situazione di grave difficoltà e creare i presupposti per interventi di carattere strutturale riducendo al minimo la burocrazia.
Per consentire ad agricoltori, cittadini, strutture economiche e cooperative lungo tutta la Penisola di collaborare in questa azione di solidarietà è stato aperto uno specifico conto corrente denominato “COLDIRETTI PRO-TERREMOTATI” (IBAN: IT 74 N 05704 03200 000000127000) dove indirizzare la raccolta di fondi.