La Via Francisca torna al suo antico splendore

Regione e Provincia in campo per recuperare il percorso di 500 chilometri che da Costanza porta a Pavia passando per il territorio del Varesotto. Un'occasione per rilanciare il turismo e riscoprire le nostre radici

Un cammino antico diventa un’occasione di rilancio per i nostri territori. Succede con la riscoperta della Via Francisca del Lucomagno, un tracciato riconducibile al sistema delle vie Francigene che per secoli ha portato i pellegrini del Nord Europa fino a Roma. La Via Francisca, tracciato di circa 500 chilometri usato dai viandanti e dagli imperatori per viaggiare da Costanza a Pavia attraverso il passo del Lucomagno in Svizzera, attraversava proprio il Varesotto: oggi questa strada è già quasi totalmente percorribile in sicurezza a piedi o in bicicletta, e Regione Lombardia e Provincia di Varese intendono farne un polo di attrazione turistica. Un turismo che però sarà slow, a basso impatto e sostenibile, e contribuirà a valorizzare il nostro patrimonio paesaggistico e culturale.

22 saranno i comuni coinvolti nel progetto presentato sabato 30 aprile scorso proprio con una camminata da Ghirla a Ganna.

Gunnar Vincenzi, Presidente della Provincia di Varese, dichiara: «Ho seguito questa proposta con grande interesse fin dall’inizio e sono convinto che nella nostra provincia ci siano le professionalità e le competenze utili per fare di questa idea un progetto concreto e utile alla promozione del nostro territorio. La Via Francisca del Lucomagno non sarà solo un cammino, ma anche un filo ideale in grado di ricucire e far conoscere anche ai nostri cittadini la storia dei luoghi che abitiamo».
Adelaide Trezzini, dell’Association Internationale Via Francigena, commenta così: «L’entusiasmo e la fattiva collaborazione trovata in provincia di Varese da parte degli Enti è stata una bellissima sorpresa; questo tracciato che ripercorre, la via antica tra Roma e la Germania, e sicuramente ricco di potenzialità e speriamo che possa presto divenire completamente fruibile nel prossimo futuro».

Sempre Adelaide Trezzini racconta la genesi del progetto: «Dopo il grande successo riscosso in questi ultimissimi anni dalla Via Francigena di Sigerico con migliaia di pellegrini (non è esagerato!), l’Associazione Internationale Via Francigena si è accorta dell’assenza di itinerari che collegassero il mondo germanico direttamente a Pavia, grande capitale longobarda. Partendo da Costanza, importante mèta di numerosi concili, la via tocca San Gallo (monastero fondato da san Colombano, morto a Bobbio nel 615) e Disentis (monastero benedettino dall’VIII sec.), istituzioni fondamentali per la storia e la creazione dell’Europa di oggi. Negli anni ’80, trascorrendo per anni le vacanze estive a Disentis e, per rientrare a Lugano, si transitava per il Lucomagno: un parco naturale intatto senza ferrovia e senza autostrada! Con i suoi soli 1915 m, è il passo più basso di tutto l’arco alpino, e per questo motivo transitabile quasi tutto l’anno, mentre il Gran San Bernardo è aperto solo 4 mesi. Vediamo la Via Francisca in numeri. Tutto l’itinerario Costanza–Ponte Tresa di 390 km – interamente verificato dai nostri collaboratori – più il tratto italiano di circa 120 km, rappresentano 510 km fino a Pavia, cui si aggiungono i 690 km sino a Roma, arrivando a un totale di 1.200 km dal lago di Costanza. L’interesse di questo storico asse internazionale Germania-Roma, nel lontano passato per imperatori, papi, mercanti, soldatesche e pellegrini, è dimostrato da questi numeri, ed è altrettanto valido per i singoli pellegrini di oggi. Come per la Via Francigena di Sigerico, ci auguriamo che moltissimi viandanti possano apprezzare paesaggi mozzafiato dove si respira l’eternità, borghi e città sulla Via Francisca del Lucomagno, incoraggiati dalle amministrazioni, associazioni e popolazioni locali. Le vie di pellegrinaggio rappresentano il più efficace modo di scoprire e conoscere una nazione, ma soprattutto il più efficace veicolo di pace nel nostro mondo!»