La Voce della Banca diventa digitale

La comunicazione della Bcc con i soci compie un altro passo in direzione dell’innovazione e della multimedialità. Con il 2016 il nostro giornale, La Voce, si trasformerà in un portale online, più aggiornato e ricco di news, approfondimenti e contenuti foto e video. Le macchine per la stampa, comunque, non si fermeranno del tutto: nelle filiali della nostra Banca si potranno comunque sfogliare le copie cartacee della rivista, che rimarrà così un biglietto da visita “fisico” del mondo dei soci BCC. Ma sarà sull’online che si giocheranno le novità più interessanti, secondo un progetto che sta ricevendo in questi giorni i tocchi finali e che sarà presentato nelle prossime settimane. «Con la trasformazione della Voce in giornale digitale vogliamo centrare obiettivi di miglioramento, risparmio e arricchimento. Ci adeguiamo così al mondo attuale, in cui l’informazione vive anche sulla rete e sui social. Il digitale ci dà l’opportunità di proporre contenuti sempre più ricchi, aggiornati, facili da consultare e adatti ai tempi in cui viviamo». Parola del presidente Roberto Scazzosi, che sintetizza così i motivi per cui la BCC di Busto Garolfo e Buguggiate sta rimodellando la comunicazione con i propri soci, anche alla luce di come cambiano le loro abitudini. Perché a indicare la strada sono stati proprio i lettori della Voce. Nel numero di ottobre era stato lanciato un sondaggio di readership, uno strumento necessario per ricevere un feedback sul profilo, sulle modalità di fruizione, sulle opinioni e  sui desideri dei destinatari del giornale. La nostra Banca ha ricevuto 932 risposte, il 7% tramite il modulo spedito per posta tradizionale o riconsegnato in filiale, il 93% inviate online, compilando i moduli sul sito www.bcc-lavoce.it. E già questo è indicativo di quanto l’uso del web sia ormai pane quotidiano per la quasi totalità del campione preso in considerazione, per quanto composto da persone, in maggioranza, non certo “native digitali” (più del 70% delle persone che hanno risposto ha superato i 45 anni).
05Se La Voce, così come la conosciamo, risulta apprezzata da un pubblico fedele –quasi il 95% dei lettori ritiene che la BCC debba avere il proprio periodico, l’80% legge La Voce per intero o quasi, mentre il 20% dà sempre almeno un’occhiata–, questo stesso pubblico risulta pronto ad abbracciare la rivoluzione del web: complessivamente l’87% leggerebbe approfondimenti online o si dice interessato alla cosa, il 25% dei lettori circa si dichiara pronto a una Voce esclusivamente digitale e un altro 25% apprezzerebbe l’integrazione tra carta e web. «Proprio questa seconda strada è quella su cui si è scelto di ragionare –conferma il direttore generale Luca Barni– per ottenere la massima visibilità della nostra Banca sul territorio di riferimento. La nostra scelta riflette i cambiamenti che negli ultimi anni hanno interessato  la nostra società, cambiando il rapporto che con il web e con l’informazione online hanno gli italiani in generale e le realtà locali in particolare. Le aziende, le istituzioni, gli stakeholder attorno a noi fanno già sentire forte e chiara la propria voce online e ora la nostra BCC, dopo essere sbarcata con successo sui social con il proprio profilo istituzionale, fa un passo avanti in direzione del digitale anche per quanto riguarda l’informazione ai soci». Va evidenziato infatti che l’informazione territoriale dell’Altomilanese e del Varesotto, su cui facciamo il punto nelle prossime pagine, si è dimostrata ben attrezzata di fronte alla rivoluzione del digitale e ha risposto con slancio alle nuove sfide. Pensiamo all’esempio di Varesenews, che è stata una delle prime testate online italiane e in 18 anni ha fatto scuola, fino a diventare promotrice di un festival di giornalismo unico nel suo genere, Glocal, di cui quest’anno si è tenuta la quarta edizione e che ha portato da noi tanti personaggi di spicco del mondo della comunicazione e del giornalismo. L’informazione locale, che tanto spesso rappresenta un veicolo di azione civile e di impegno civico, grazie al web può incontrare un pubblico ancora più ampio e, puntando non alla contrapposizione ma all’integrazione con la carta, offrire un approccio sempre più interessante alle notizie. Ciò che occorre è una mentalità pronta a cavalcare i cambiamenti velocissimi che investono il mondo della comunicazione, dove non si fa in tempo ad analizzare e sviscerare un “nuovo” fenomeno che questo diventa già vecchio, superato dalla realtà. Lo spiega bene il direttore di Varesenews Marco Giovannelli, che intervistiamo nelle prossime pagine: «Sono convinto che siamo solo all’inizio. Nel mondo dell’informazione online non si può mai dire di poter essere “arrivati”. Io credo che le società di successo in questo campo siano tali perché considerano se stesse, costantemente, delle start-up. Questo è stressante, è vero, perché ci si sente sempre precari, ma così ci si allena al cambiamento, e il cambiamento è la realtà con la quale dobbiamo confrontarci». Un approccio che la BCC abbraccia anche nel comunicare con la propria base sociale.

Sempre più italiani usano la rete per la lettura dei giornali

È ciò che dice l’Istat nel rapporto “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”, pubblicato all’inizio del 2015 e che fa riferimento ai dati raccolti nel corso dell’anno precedente. Quasi la metà degli italiani (47,1%) legge un quotidiano almeno una volta a settimana (il 36,5% lo legge almeno cinque giorni su sette). In forte crescita è il numero di persone che utilizza la rete per la lettura di giornali, news o riviste: dall’11% del 2005 si è passati al 31% del 2014. Siamo al di sotto della media europea, che corrisponde al 45%. La tendenza alla lettura sul web è diffusa soprattutto nella fascia dei 18-44enni e la Lombardia è una delle regioni con la quota più alta di lettori online (intorno al 37%). A informarci, invece sulla vendita delle copie cartacee e digitali dei quotidiani italiani sono le rilevazioni di ADS. La diffusione complessiva carta + digitale dei giornali italiani si aggira attorno a quota quattro milioni. Gli abbonamenti alle edizioni digitali dei quotidiani italiani a settembre 2015 erano 507mila, +2,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Nello stesso periodo, intanto, la diffusione delle copie cartacee nel perimetro di ADS è calata del 7,6% (-229 mila unità).