Il piano strategico triennale indica la rotta da seguire e gli obiettivi da raggiungere

Nel corso dell’assemblea, e anche da queste colonne, il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Silvano Caglio, ha più volte sostenuto che ormai la banca ha “cambiato rotta”. A sostegno del nuovo corso sono state presentate tutta una serie di iniziative ma, soprattutto, sono stati indicati i “porti” da raggiungere. E non si è trattato di indicazioni generiche o fumose ma, per la la prima volta nella storia della nostra Bcc, si è detto a chiare lettere, con grafici e numeri, quali sono gli obiettivi a cui questo consiglio di amministrazione vuole arrivare. Si tratta di un documento complesso, sicuramente ambizioso, che è stato redatto con l’aiuto di Paolo Innocenti, che è il responsabile del servizio studi e strategie della federazione lombarda della Bcc. Tutto è stato (per quanto possibile) pianificato come curva di crescita ed obiettivo da raggiungere, sia per quanto riguarda la raccolta, che per gli impieghi, che per ogni altro settore di attività della vita della nostra banca. Naturalmente, il tutto alla luce della situazione storica che stiamo vivendo e delle richieste sempre più pressanti che arrivano dal mercato e dalla clientela. Ecco allora che diventa importante capire il quadro di riferimento in cui ci stiamo muovendo, e di cui si parla nel piano strategico triennale. Il Credito Cooperativo, con le sue 470 Bcc, è il sesto gruppo bancario a livello nazionale. In Lombardia le Bcc sono 48, con 537 sportelli (3.168 a livello nazionale) e 4.893 dipendenti (24.346 in Italia). Sul territorio nazionale la raccolta diretta è di 73.650 milioni (14.995 in Lombardia), gli impieghi sono di 54.209 milioni di euro (11.748 in Lombardia), la raccolta indiretta ammonta a 30.645 milioni di euro (7.854 in Lombardia), mentre il patrimonio è di 10.845 milioni di euro (2.356 milioni in Lombardia). “Le fasi della crescita della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate si possono riassumere in tre momenti – ha spiegato Paolo Innocenti-. Nel 1999 l’aggregazione delle Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate; nel triennio 2000-2002 il consolidamento e la riorganizzazione; nel prossimo triennio, cioè fino al 2005, la crescita dimensionale e il rilancio commerciale”.

Sei le strategie indicate nel Piano per centrare gli obiettivi.

1. Il progetto sociale verso la comunità locale. Con il Progetto Soci, che viene considerato uno dei capisaldi di questo nuovo impegno, e l’attenzione a tutti i nuovi fermenti di idee e di iniziative che emergono dal territorio, con particolare cura alle piccole-medie imprese, agli artigiani e alle famiglie. In questa chiave vanno lette tutte le iniziative che, sulla scorta dell’Ad8 (il mutuo per le adozioni internazionali) e del Non6Solo (l’anticipazione dei futuri emolumenti ai dipendenti della Rimoldi Necchi), verranno messe in atto nei prossimi mesi.

2. Il potenziamento dei controlli interni. Con la mappatura e razionalizzazione dei processi organizzativi aziendali e l’implementazione dei controlli di linea, al fine di centrare l’obiettivo di un sistema di controlli interni sempre più integrato alle attività operative.

3. La valorizzazione del personale dipendente. Attraverso la formazione e il sistema incentivante. Sulla formazione, in particolare, Innocenti spiega che “l’obiettivo è quello di continuare l’attività esterna, a cui è stata data la giusta importanza soprattutto negli ultimi due anni, e attivare una serie di corsi interni”.

4. La crescita dimensionale e lo sviluppo territoriale. Il processo è ben illustrato nelle cartine e nelle didascalie annesse che si trovano su questa e sulle due pagine precedenti. In estrema sintesi: confrontando la situazione attuale (sotto a destra) con quella di arrivo nel 2005 (sotto a sinistra), balza subito all’occhio quanto il territorio di competenza della nostra Bcc sia destinato ad estendersi.

5. Il miglioramento della qualità del portafoglio credito. L’obiettivo è quello di mitigare il livello di rischiosità, operando per velocizzare e rendere più efficace il recupero delle sofferenze pregresse, affinando il processo di selezione dei crediti e rendendo più capillare il monitoraggio delle posizioni affidate.

6. L’aumento in redditività ed efficienza. Un traguardo che si raggiunge mediante l’intervento sui volumi, tassi e commissioni, nonché contenendo i costi. A tal fine si sta predisponendo un piano commerciale sia per la banca nel suo complesso, sia per la definizione delle politiche di aggressione nei territori di più recente presidio (Varese e Legnano) sia di nuovo insediamento (le aperture dei prossimi anni). Inoltre, riguardo ai costi, l’amministrazione sta procedendo a valutazioni sulla corretta allocazione delle risorse, alla razionalizzazione del patrimonio immobiliare e all’esternalizzazione di attività a basso valore aggiunto.

0 replies on “Il piano strategico triennale indica la rotta da seguire e gli obiettivi da raggiungere”