Patto forte con Artigiani e Confidi per cogliere il meglio di Basilea 2

Il presidente della nostra Bcc, Silvano Caglio
Il presidente della nostra Bcc, Silvano Caglio

“Basilea 2: un’opportunità per il territorio”. Questo il titolo del percorso in due mosse organizzato in aprile dalla nostra Bcc e dalle Confartigianato Alto Milanese e della provincia di Varese, per approfondire le novità introdotte con gli accordi di Basilea 2 e tentare di individuare una soluzione comune alle esigenze degli artigiani e delle piccole e medie aziende del nostro territorio. Diciamo subito che la collaborazione con gli Artigiani e con i loro due Confidi è stata individuata come la strada maestra da seguire, attraverso un patto forte, che parte dalla “comune profonda conoscenza della realtà territoriale locale, che diventa segno distintivo di chi si mette davvero al servizio del territorio e opera per il suo rilancio, attraverso la crescita del sistema economico e sociale locale -come ha detto in conclusione di tutto Edmiro Toniolo, presidente della Confartigianato Alto Milanese-. In questa chiave, la collaborazione tra di noi e la Bcc diventa quindi la sola strada che la logica porta a seguire”. Ma torniamo a quanto fatto, ovvero al percorso organizzato su due mosse: un convegno pubblico, promosso in collaborazione con l’università dell’Insubria, che si è tenuto venerdì 8 aprile a Varese, al Collegio De Filippi; e un momento di approfondimento interno, aperto ai membri dei consigli di amministrazione della nostra banca, delle due Confartiganato e dei due Confidi, che si è svolto lunedì lunedì 18 aprile, a Busto Garolfo, nel salone don Besana.

Il presidente di Artigianfidi Varese, Lorenzo Mezzalira
Il presidente di Artigianfidi Varese, Lorenzo Mezzalira

L’incontro pubblico si è svolto sotto la presidenza di Giorgio Merletti, presidente dell’associazione artigiani di Varese, il quale ha sottolineato la grande attesa che c’è nel mondo delle imprese rispetto a Basilea 2 e alle posl’iniziativa pag. 9 – maggio ‘05 l’iniziativa maggio ‘05 – pag. 8 sibilità future di accesso al credito. Attesa testimoniata dalla sala gremita: oltre un centinaio di persone hanno infatti seguito con attenzione tutte le fasi della serata. “Per le nostre associazioni, ma soprattutto per i nostri Confidi -ha detto Merletti-, è arrivato il momento di fare delle scelte e di trovare degli interlocutori con cui avere veri rapporti di partnership, per garantire, sotto tutti i punti di vista, le nostre imprese. Perché ormai sono sempre di più le banche che sembrano aver chiuso i rubinetti del credito e con le quali sembra impossibile avere rapporti”. Per ragionare su queste tematiche, a Varese erano presenti Rossella Locatelli, docente di Economia degli intermediari finanziari nonché preside della Facoltà di Economia dell’Università dell’Insubria, e Cristiana Schena, docente di Finanziamento di aziende e Economia del mercato mobiliare dell’Università dell’Insubria. Ma prima del loro intervento, Giuliano Dini, direttore della filiale di Varese della Banca d’Italia, ha tentato di tranquillizzare la sala sugli effetti di Basilea 2.

Il presidente di Artigianfidi Legnano, Bruno Mazza
Il presidente di Artigianfidi Legnano, Bruno Mazza

“Gli accordi di Basilea porteranno un’evoluzione positiva nel mondo delle imprese e nei loro rapporti con le banche -ha detto Dini-, perché i rapporti si struttureranno sulla base di parametri oggettivi. Così il miglioramento del proprio rating diventerà un obietti- vo di efficienza e di efficacia, che spin- gerà le aziende a meglio strutturarsi sotto tutti i punti di vista”. “Sicuramente Basilea 2 rappresenta una modificazione culturale per ban- che e imprese -ha esordito la profes- soressa Rossella Locatelli nel suo intervento- e ha obiettivi più ampi rispetto al controllo del rischio del cre- dito: come la tutela della solvibilità delle banche e l’incentivazione della buona prassi all’interno delle aziende”. Quindi Locatelli è passata a spiegare il meccanismo del rating “che è una metodologia -ha detto- per assegnare un valore sintetico che si associa ad una determinata probabilità di insolvenza e, dunque, incide sull’offerta di credito e sul suo costo (in altre parole, il rating è il grado di rischio che le banche associano ad ogni cliente, ndr). La metodologia tiene in considerazione sia elementi quantitativi, come i dati di bilancio, gli indici, i dati della centrale rischi, sia elementi qualitativi, ovvero la forma societaria, la qualità del managment, le caratteristiche dei mercati di sbocco.

Rossella Locatelli, preside della facoltà di Economia dell'Insubria
Rossella Locatelli, preside della facoltà di Economia dell’Insubria

Ogni banca elabora il suo sistema di rating (che viene validato da Banca d’Italia, ndr), il quale definisce indicatori e soglie quantitative e, così facendo, si va a stabilire non tanto il razionamento del credito, quanto il suo costo. Perché a rating più bassi, corrisponderà un rischio più elevato e, quindi, un tasso più alto da pagare per ottenere il credito; le imprese con rating alti, invece, avranno un costo del denaro più basso”. A parlare delle sfide che aspettano i Confidi, dopo aver sottolineato l’importanza e il ruolo che hanno da sempre avuto nel sistema economico italiano, è stata la professoressa Cristiana Schena: “negli accordi di Basilea sono esplicitamente previste le garanzie consortili tipiche dei Confidi -ha spiegato Schena- e, quindi, si creano le condizioni per una rivitalizzazione del ruolo dei Confidi, a tutto vantaggio delle imprese. È una sfida ardua, ma da accettare, che passa, innanzitutto, attraverso la scelta per i Confidi se trasformarsi, o meno, in intermediari finanziari o banche, e che poi dà loro un ruolo determinante sui fronti della mitigazione del rischio di credito e dello sviluppo dei servizi”. La chiusura dei lavori di Varese è stata affidata al presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Silvano Caglio. “Le risoluzioni di Basilea sono un metodo, tutto sommato efficace, per rendere più flessibile e trasparente il sistema di valutazione del rischio, nell’ottica di rispondere in modo più preciso ed immediato alle diverse necessità delle imprese -ha detto Caglio-. Un metodo, quello del rating, che le banche locali hanno la possibilità di adattare ancor meglio al territorio, completando la valutazione e ritoccando il punteggio assegnato -in meglio o in peggio-, proprio grazie alla conoscenza diretta del sistema territoriale in cui si opera.

Cristiana Schena, docente di Finanziamento di aziende dell'Insubria
Cristiana Schena, docente di Finanziamento di aziende dell’Insubria

E Banca d’Italia ha riconosciuto questa possibilità solo alle Bcc, rafforzando con questa scelta la “differenza positiva” del nostro Il presidente della nostra Bcc, Silvano Caglio. movimento e riconoscendoci, una volta per tutte, come vere e uniche banche locali. Così facendo alle Bcc -e per quanto riguarda il nostro Nord Ovest, alla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate- è stato affidato un compito delicato e importante: dotarsi della capacità di individuare rapidamente i bisogni delle aziende, svolgere un ruolo maieutico per coordinare il passaggio nelle aziende ad un rigoroso controllo della gestione finanziaria, sostenere idee e progetti anche con la propensione ad ampliare la disponibilità di credito. In altre parole, ci è stato dato il compito di credere al territorio di cui siamo espressione, alla sua capacità di evolversi e di stare al passo con la competizione globale”. Chiudendo il convegno di Varese ed aprendo la sessione dei lavori di Busto Garolfo, davanti ai membri dei consigli di amministrazione delle due Confartigianato, di Confidi e della Bcc, il nostro presidente Caglio ha dunque ricondotto i due eventi all’interno “del percorso per dare valore al Nord Ovest che la mia Bcc, con le Confartigianato della provincia di Varese e dell’Altomilanese, hanno lanciato da più di un anno -ha detto Silvano Caglio-. Una strategia che ha la finalità di fare sistema e che porta la nostra Bcc a giocare fino in fondo la sua parte, schierandosi al fianco degli imprenditori e di tutte le forze sociali che hanno il comune obiettivo di una crescita complessiva del sistema a cui facciamo riferimento e per il quale tutti i soggetti hanno l’interesse ad operare. È, in altre parole, un problema di valori.

Il presidente di Confartigianato Alto Milanese, Edmiro Toniolo
Il presidente di Confartigianato Alto Milanese, Edmiro Toniolo

Per prima cosa, di valore del territorio in cui si opera, inteso come luogo in cui il globale viene ricollocato nella sua giusta dimensione. La sfida della globalizzazione è, secondo noi, una grande opportunità per il nostro sistema territoriale di scoprire al suo interno le risorse per proporre qualcosa di originale e di competere sul mercato mondiale. Ma se un territorio vuole diventare sistema, deve sapersi pianificare. Deve, cioè, fare delle scelte strategiche. E compito della politica è assumere le decisioni, ma compito ineludibile delle rappresentanze sociali, delle associazioni di categoria e del sistema bancario è di partecipare alla governance del territorio”. E in questa direzione si sono mossi i lavori di Busto Garolfo, con le professoresse Locatelli e Schena a sintetizzare le relazioni e le provocazioni lanciate nell’incontro di Varese e, quindi, gli interventi dei presidenti di Artigianfidi Varese, Lorenzo Mezzalira, e di Artigianfidi Legnano, Bruno Mazza. Entrambi gli interventi sono stati ancora interlocutori circa le scelte future. Si è però colto l’interesse forte ad operare con la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, per costruire metodologie e prodotti al servizio degli artigiani e delle piccole e medie imprese del territorio. In questa direzione sono andati anche gli interventi del direttore della nostra Bcc, Gianni Macchi, che ha sottolineato come “solo in un proficuo rapporto di scambio di conoscenze e di mutualità possiamo davvero essere di aiuto e di supporto alla crescita socioeconomica del territorio”.

Il presidente di Confartigianato Provincia di Varese, Giorgio Merletti
Il presidente di Confartigianato Provincia di Varese, Giorgio Merletti

Il tema della “condivisione del rischio” è stato ripreso anche nell’intervento del direttore generale dell’Associazione artigiani della provincia di Varese, Marino Bergamaschi, che ha spronato tutti a delle scelte forti e immediate. “Le nostre imprese hanno bisogno di punti di riferimento chiari -ha detto Bergamaschi-, e soltanto nel lavoro congiunto e nel rapporto continuo delle nostre organizzazioni saremo in grado di rispondere realmente alle loro richieste”. Quindi è stata la volta del “question time”, ovvero delle tante domande conseguenti alle provocazioni lanciate nel convegno di Varese. Quesiti a cui hanno cercato di dare una risposta le professoresse Locatelli e Schena. Quindi le conclusioni, come anticipato, di Edmiro Toniolo, presidente della Confartigianato Alto Milanese, che ha sottolineato come la collaborazione tra Artigiani, Confidi e Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate sia la strada “che la logica invita a seguire”.

 


0 replies on “Patto forte con Artigiani e Confidi per cogliere il meglio di Basilea 2”