“Less is more”, Federcasse propone una nuova strada per semplificare le regole europee

Dal controllo degli atti tecnici alla riduzione della “inflazione normativa”, il rapporto indica quattro direttrici per migliorare il processo regolatorio.

Ridurre la complessità delle norme senza indebolire la tutela della stabilità finanziaria. È questo il principio alla base delle proposte raccolte nel rapporto “Less is more”, promosso con il contributo di Federcasse insieme alle principali associazioni bancarie europee, per ripensare il processo normativo dell’Unione europea nel settore dei servizi finanziari. L’obiettivo non è eliminare le regole, ma renderle più semplici, coerenti ed efficaci, evitando che la crescita della produzione normativa finisca per trasformarsi in un ostacolo alla competitività e all’operatività degli intermediari.

Negli ultimi anni il sistema regolamentare europeo è diventato sempre più articolato. Secondo il rapporto, l’aumento dei testi normativi, degli standard tecnici e degli strumenti di “soft law” – come linee guida, raccomandazioni e documenti interpretativi – ha generato un quadro difficile da leggere e da applicare, con maggiori costi amministrativi per gli operatori finanziari. La fotografia proposta dal documento evidenzia una vera e propria “inflazione normativa”: norme sempre più numerose e dettagliate, spesso soggette a continue modifiche e con un impatto crescente sull’organizzazione delle banche.

Un esempio citato dal rapporto riguarda il cosiddetto “pacchetto bancario” europeo: quello pubblicato nella primavera del 2024 era composto da circa 1.000 pagine e assegnava 139 mandati all’Autorità bancaria europea per l’elaborazione di standard tecnici e linee guida, mentre il precedente pacchetto del 2019 contava circa 500 pagine e 62 mandati. Secondo Federcasse e le associazioni coinvolte, questa crescita rischia di spostare una parte rilevante del potere normativo dai legislatori europei verso organismi tecnici, riducendo il controllo politico sulle scelte regolamentari.

La prima proposta del rapporto riguarda quindi la stabilizzazione e la semplificazione del quadro normativo. Tra gli interventi suggeriti vi sono una revisione delle regole già esistenti per eliminare sovrapposizioni e complessità inutili, una limitazione delle revisioni automatiche delle norme e una maggiore attenzione alle valutazioni d’impatto prima dell’introduzione di nuovi obblighi. L’idea è che ogni nuova regolamentazione debba considerare non soltanto gli obiettivi di stabilità e protezione dei consumatori, ma anche gli effetti sulla competitività del sistema economico europeo.

Un secondo ambito di intervento riguarda il rapporto tra istituzioni europee, autorità di vigilanza e soggetti interessati dalle nuove regole. Il documento propone consultazioni più efficaci e trasparenti, con tempi adeguati per raccogliere osservazioni e con un maggiore coinvolgimento degli operatori nella fase iniziale di definizione delle norme. Viene inoltre suggerita una maggiore chiarezza nella composizione e nel funzionamento dei gruppi di esperti che contribuiscono alla costruzione degli standard tecnici.

Particolare attenzione viene dedicata alle Autorità europee di vigilanza, come l’Autorità bancaria europea, l’Autorità degli strumenti finanziari e dei mercati e quella sulle assicurazioni. Secondo il rapporto, queste istituzioni hanno avuto un ruolo fondamentale nel rendere più uniforme l’applicazione delle regole europee, ma occorre evitare che linee guida e raccomandazioni, pur formalmente non vincolanti, producano nella pratica nuovi obblighi per gli intermediari. Per questo viene proposta una maggiore chiarezza nell’utilizzo degli strumenti di “soft law” e una verifica più rigorosa del rispetto dei principi di proporzionalità e sussidiarietà.

Un quarto elemento riguarda il rafforzamento dei controlli democratici e giuridici sugli atti tecnici. Il rapporto chiede di aumentare il ruolo di Parlamento europeo, Consiglio e Commissione nel controllo degli atti di livello tecnico, prevedendo strumenti più efficaci per intervenire quando gli organismi di vigilanza adottano disposizioni considerate non coerenti con il mandato ricevuto.

La filosofia di fondo del documento è sintetizzata nel titolo stesso: “Less is more”. Una regolamentazione più semplice non significa meno sicurezza, ma norme più comprensibili, applicabili e proporzionate. Per il mondo delle banche cooperative rappresentato da Federcasse, la semplificazione può diventare uno strumento per liberare risorse da destinare all’economia reale, mantenendo alta l’attenzione sulla tutela dei risparmiatori e sulla solidità del sistema finanziario.

Il rapporto si inserisce in un dibattito europeo più ampio sulla necessità di rendere il mercato unico più competitivo. La proposta è quella di trovare un equilibrio tra due esigenze: da una parte garantire regole comuni e controlli efficaci dopo le crisi finanziarie degli ultimi anni; dall’altra evitare che una stratificazione eccessiva di norme renda più difficile per banche e imprese accompagnare la crescita economica.

0 replies on ““Less is more”, Federcasse propone una nuova strada per semplificare le regole europee”