Caritas Ambrosiana prende il via a febbraio il progetto per la formazione degli studenti alla cittadinanza responsabile

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Il percorso prevede lezioni in aula e attività di volontariato sui temi della pace, della giustizia sociale e della sostenibilità con docenti e operatori sociali.

Formare gli studenti alla cittadinanza responsabile, dando un volto e un nome ai grandi problemi, dai conflitti all’esclusione sociale alla sostenibilità, dopo averli analizzati con rigore accademico. Questo è l’obiettivo del percorso ideato da Università Cattolica e Caritas Ambrosiana che è stato presentato in ateneo nel corso del seminario di studio Nel cambio d’epoca: pace, giustizia sociale, sostenibilità. Cristianesimo, diritti sociali, nuove sfide. Un’iniziativa che costituisce un ponte ideale tra le celebrazioni dei 50 anni di nascita di Caritas Italiana (1971) e Caritas Ambrosiana (1974), e che costituisce pertanto l’avvio delle iniziative di riflessione e commemorazione che l’organismo caritativo della diocesi di Milano proporrà nel 2024.

Il percorso per gli studenti, intitolato Pace, giustizia sociale, sostenibilità: conoscere e sperimentare le sfide di oggi attraverso la solidarietà, mira a far crescere fra le nuove generazioni la consapevolezza su grandi temi che riguardano la società contemporanea e sono anche al centro del magistero di Papa Francesco, coniugando lo studio dei fenomeni e l’impegno per affrontarli. L’aspetto qualificante della proposta – che ne fa un’esperienza pilota – sta infatti nell’aver associato la conoscenza scientifica al contributo del sapere che nasce dal confronto quotidiano con la realtà e di aver unito alla riflessione, un’attività di servizio.

Concretamente, gli studenti incontreranno in aula sia i docenti dell’Ateneo, specializzati in diverse discipline, sia alcuni operatori di Caritas Ambrosiana. E dopo aver assisto alle lezioni potranno offrire il loro contributo, come volontari, all’interno dei centri di accoglienza, mense sociali, case-famiglia.

«Non abbiamo mai pensato, in 50 anni di impegno pedagogico e operativo – osserva Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana –, di riuscire a sradicare totalmente la povertà e a sostenere tutte le fatiche che attanagliano le persone. Però abbiamo fortemente creduto, e continuiamo a credere, di poter dare un contributo alla rimozione delle cause profonde, anche culturali, delle povertà e delle disuguaglianze e alla crescita di un costume diffuso di cura, accoglienza, rispetto.

I tanti conflitti odierni, la faticosa ricerca di un cambio di rotta per contrastare il cambiamento climatico, gli innumerevoli esempi di ingiustizia sociale e mancato accesso da parte di interi gruppi sociali a diritti fondamentali, ci spingono oggi non tanto a celebrare il passato, quanto a cercare alleanze significative e consapevoli, per affrontare sfide future sempre più complesse. Un’alleanza in cui crediamo è quella tra generazioni diverse, in cui schiere di volontari di ogni età incontrino e lascino spazio alla creatività e all’innovazione proposte dai giovani. Il percorso di formazione e le esperienze di servizio che lanciamo oggi costituiscono un’occasione concreta per far incontrare e “contaminare” chi ha fatto e continua a fare, e coloro che faranno il nostro domani».

«L’Università Cattolica ha sempre riconosciuto il dialogo con gli attori sociali e l’impegno nelle iniziative di solidarietà come elementi integranti della propria missione culturale e spirituale – dichiara il rettore Franco Anelli -. Con parole efficaci Aldo Moro, che fu presidente della Federazione degli universitari cattolici, osservava che l’università, per non sapere di chiuso e di antico, deve essere messa al ritmo agile, anche se irregolare, della vita. Ne è un esempio proprio questa iniziativa progettata, non per caso, insieme a Caritas Ambrosiana, alla quale siamo profondamente legati e con la quale abbiamo condiviso negli anni numerose imprese. Con il suo impegno efficace e apprezzato dentro la realtà a Milano e nelle altre diocesi, la Caritas offre all’accademia un accesso diretto alla concretezza dei fenomeni sociali, alla vivacità delle comunità, all’urgenza dei bisogni. Ne deriva, tra l’altro, l’opportunità di una comprensione profonda delle dinamiche sociali, preclusa a chi si limita a studiarle osservandole dall’esterno, senza farsene parte».
In particolare, tre sono i laboratori previsti.
Il tema “Pace, migrazioni da paesi in conflitto” sarà affrontato dal professore Riccardo Redaelli che insegna “Storia e istituzioni dell’Asia” alla Facoltà di Scienze Politiche e dirige il Centro di Ricerche sul Sistema Sud e il Mediterraneo Allargato (CRiSSMA) insieme al professore Camillo Regalia, psicologo sociale e dei processi migratori alla Facoltà di Scienze della Formazione. I docenti saranno affiancati da alcuni operatori di Caritas Ambrosiana impegnati nell’accoglienza di cittadini stranieri. L’attività di volontariato si svolgerà a Casa Suraya, la struttura alle porte di Milano che ospita profughi, famiglie e donne singole richiedenti asilo.
Le lezioni su “Giustizia sociale, grave emarginazione” saranno tenute da Elena Marta docente di Psicologia Sociale e di Psicologia di Comunità alla Facoltà di Psicologia a Brescia con gli operatori dell’aree “Grave Emarginazione Adulta” e “Carcere e Giustizia”. La parte esperienziale del workshop si svolgerà al centro diurno per senza dimora “La Piazzetta” e alla Casa Famiglia dell’Associazione Ciao che ospita insieme ai bambini le mamme che hanno terminato la pena e si avviano all’autonomia.
L’ultimo laboratorio su “Sostenibilità, ecologia integrale” sarà coordinato dai professori Roberto Zoboli (pro-rettore per la ricerca scientifica e la sostenibilità ordinario di Politica economica alla Facoltà di Scienze Politiche a Milano e direttore della Alta Scuola per l’Ambiente a Brescia e Pierluigi Malavasi (ordinario di Pedagogia alla Facoltà di Scienze della Formazione a Brescia dove insegna tra le varie materie anche formazione alla transizione ecologica). Ad affiancarli in aula ci saranno gli operatori dell’area povertà energetica di Caritas Ambrosiana e della cooperativa sociale Vesti Solidale. L’attività di volontariato associata a queste lezioni si svolgerà in due luoghi: il Refettorio Ambrosiano, che prepara e offre pasti per persone in difficoltà, con una particolare attenzione al recupero del cibo e al valore della bellezza dell’ambiente e delle relazioni nel percorso di reinserimento sociale, e l’associazione Nocetum, cooperativa agricola che integra nelle sue attività una comunità educativa.
La partecipazione all’iniziativa è aperta alle iscritte e agli iscritti a un corso di laurea triennale, magistrale o a ciclo unico presso la sede di Milano dell’Università Cattolica. I posti disponibili sono 24, ovvero 8 per ciascuno dei tre percorsi.

Per saperne di più sul progetto e candidarsi: https://centridiateneo.unicatt.it/cesi-progetti-in-italia-caritas

I workshop (lezioni e attività di volontariato) inizieranno a febbraio e termineranno a maggio 2024. A conclusione dell’esperienza, le studentesse e gli studenti realizzeranno dei video che saranno presentati tra settembre e novembre 2024 in occasione dell’evento sui 50 anni di Caritas Ambrosiana.

 

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