Da un’azienda di Gorla Minore il nuovo vicepresidente della Piccola Industria di Confindustria

All’interno dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese le imprese con meno di 100 dipendenti rappresentano l’88% della compagine associativa

La nomina è arrivata questa mattina durante l’elezione della nuova squadra che andrà ad affiancare il neo-Presidente della Piccola Industria nazionale, Giovanni Baroni. L’imprenditore varesino Andrea Bonfanti è stato nominato Vicepresidente della Piccola Industria di Confindustria con la delega sui temi “Innovazione, Ricerca e Sviluppo”. La sua elezione è avvenuta questa mattina durante il Consiglio Centrale della Piccola Industria di Confindustria che è stato chiamato a esprimersi sulla squadra del nuovo Consiglio di Presidenza che andrà ad affiancare nel suo mandato biennale (2021-2023) il neo-Presidente nazionale, Giovanni Baroni.

 

Andrea Bonfanti è Direttore Commerciale della Bonfanti Borse Srl, azienda di Gorla Minore che dal 1945 opera nel settore della produzione e vendita di borse e accessori per la moda. Un ruolo, quello che riveste nell’impresa di famiglia, a cui si affianca da tempo l’impegno per la causa associativa. Attualmente Andrea Bonfanti è anche Vicepresidente del Comitato per la Piccola Industria dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, componente del Consiglio Generale di Univa, componente del Comitato Regionale della Piccola Industria di Confindustria Lombardia. È anche componente effettivo del Consiglio dei Probiviri di Assopellettieri, l’associazione di categoria di Confindustria che rappresenta le imprese italiane della pelletteria.

 

“La nomina di Andrea Bonfanti alla Vicepresidenza della Piccola Industria di Confindustria – commenta Roberto Grassi, Presidente dell’Unione Industriali varesina – è una notizia che ci riempie d’orgoglio e che conferma la capacità del nostro territorio di esprimere figure di livello in grado di ricoprire i più importanti incarichi della rappresentanza, a vantaggio di tutto il made in Italy. Siamo di fronte a sfide epocali come quelle dell’innovazione, della digitalizzazione, della formazione, della sostenibilità e dell’internazionalizzazione. Anche la piccola industria può e deve saper essere protagonista di queste nuove frontiere di sviluppo e abilitatrice di progresso e benessere diffuso sul territorio, così come lo è sempre stata nei passaggi chiave della nostra storia economica, industriale e sociale. In questa sfida l’associazionismo imprenditoriale assume un ruolo fondamentale di guida e di condivisione di idee”.

 

La Piccola Industria, sia a livello locale, sia nazionale, all’interno del Sistema Confindustriale, rappresenta le imprese con meno di 100 dipendenti. Per quanto riguarda Univa si tratta dell’espressione più fedele dello spaccato imprenditoriale. La Piccola Industria, infatti, all’interno della compagine associativa dell’Unione Industriali si ritaglia una quota dell’88% delle imprese. Di più: il 74% ha meno di 50 addetti, mentre le imprese con più di 200 addetti è al 4%. Uno scenario che rispecchia quello di tutto il Paese. L’82,8% delle imprese associate all’intero Sistema Confindustria ha meno di 50 addetti, il 14,4% si attesta tra i 50 e i 250 dipendenti, mentre la quota che va oltre il 250 si ferma al 2,8%.

 

Tra le principali linee d’azione portate avanti ogni anno dal Comitato per la Piccola Industria di Univa c’è la più importante manifestazione di orientamento allo studio del territorio rivolta agli studenti delle scuole medie: il Pmi Day. Nell’edizione 2021 che si è chiusa solo qualche settimana fa, 4.300 ragazze e ragazzi e 200 loro docenti sono stati coinvolti in 6 tour virtuali che con dirette streaming, servizi video e talkshow digitali hanno aperto le porte dell’industria locale a momenti di confronto e conoscenza a pochi mesi dalla scelta del percorso di studi superiori da frequentare.