Le aziende famigliari resistono meglio alla crisi di altre

Evidenziano una migliore tenuta e capacità di reazione delle aziende di famiglia nella difficile fase economica che stiamo vivendo a causa della pandemia

Le imprese familiari si sono rivelate più solide e stabili rispetto alle imprese non familiari. Lo ha riscontrato una survey di FABULA, il Family Business Lab della LIUC – Università Cattaneo. Infatti, pur avendo riscontrato per oltre il 60% dei casi un calo della domanda con riflesso sui fatturati e sui redditi 2020 (ancora oltre il 60% delle aziende familiari dichiara un calo del fatturato 2020 e, oltre il 40%, un calo del reddito), è possibile mettere in luce alcuni aspetti positivi che denotano segnali di ottimismo per il futuro.

Le imprese familiari infatti:

  • hanno lamentato problemi di liquidità inferiori (35% delle aziende rispondenti rispetto al 56% delle non familiari nel 2020; 25% versus 60% nelle previsioni 2021);
  • meno frequentemente hanno messo in atto azioni di modifica della clientela (45% vs 65% nel 2020; 49% versus 76% nel 2021) e del prodotto (46% versus 56% nel 2020; 50% versus 76% nelle previsioni 2021);
  • hanno reagito prontamente mettendo in atto pratiche di smartworking, per oltre il 70% dei casi nel 2020, anche se la percentuale è prevista in riduzione nel 2021 (circa il 57%);
  • hanno coinvolto maggiormente le nuove generazioni, per oltre i 50% dei rispondenti nel 2020 e contano di farlo in misura ancora maggiore nel 2021 (59% circa);
  • hanno dato maggior spazio a manager non familiari nel 2020, in circa il 30% dei casi, ma la percentuale prevista sale al 35% nel 2021;
  • si attende un aumento del fatturato estero nel 2021 per oltre il 60% dei rispondenti e in misura maggiore rispetto alle aziende non familiari (53%); per oltre l’80% dei casi si attende una ripresa del fatturato nel 2021 e per quasi il 70% una ripresa del reddito ante imposte nel 2021(le percentuali sono analoghe per le imprese familiari e non familiari);
  • per oltre il 75% non ritengono che la crisi attuale rappresenti una minaccia per la sopravvivenza (rispetto al 60% delle non familiari) euna percentuale ancora maggiore (77%) vede la crisi come un’opportunità di miglioramento