Alla Liuc nasce il corso in responsabilità sociale di impresa

La svolta in Italia è arrivata con il Decreto Legislativo 254/2016, che obbliga enti di interesse pubblico rilevanti ad effettuare una rendicontazione non finanziaria.

La LIUC sin Castellanza è tra le prime Università italiane ad aver pensato e realizzato un corso specifico per gli studenti della laurea magistrale in responsabilità sociale di impresa. Un tema sempre più attuale e richiesto dal mercato del lavoro. Duplice l’obiettivo: da un lato prepararli con largo anticipo ad affrontare questa dimensione sempre più attuale delle realtà aziendali, dall’altro far conoscere un mondo che può rappresentare una concreta opportunità lavorativa.

Quanto conta oggi per un laureato in Economia conoscere le basi della responsabilità sociale d’impresa, la strategia di sviluppo sostenibile, una corporate governance integrata e la struttura dei report di informazione non finanziaria? Moltissimo. Ce lo dicono le aziende stesse, che negli ultimi anni sono a caccia di professionisti con competenze specifiche in questo ambito.

Il corso, dal titolo “La responsabilità sociale d’impresa e l’informativa non finanziaria” rientra nel piano di studi della laurea magistrale in Economia Aziendale e Management.

“Il tema – spiega il prof. Alessandro Cortesi, Ordinario di Contabilità e Bilancio e coordinatore del percorso in Amministrazione  controllo e libera professione – è oggi di grande attualità ma in realtà già dagli anni ‘30 dello scorso secolo ci si è iniziati ad interrogare sulla responsabilità sociale delle imprese e negli anni ‘60 sono stati redatti, specie in Francia e Germania, i primi resoconti e bilanci sociali, strumenti di informazione quantitativa e qualitativa a valenza sociale. La svolta in Italia è arrivata con il Decreto Legislativo 254/2016, che obbliga enti di interesse pubblico rilevanti ad effettuare una rendicontazione non finanziaria”.

ll corso si prefigge di far comprendere agli studenti come la rendicontazione non finanziaria consenta agli stakeholder di valutare la capacità delle imprese di produrre valore nel lungo termine e come questa possa essere considerata un vantaggio reputazionale e competitivo e non solo un obbligo informativo.

Nella prima parte del corso saranno presentate le basi dell’informazione non finanziaria, nel quadro della strategia seguita dall’azienda e della corporate governance, ma anche i principali standard di rendicontazione e il quadro normativo di riferimento previsto dal Decreto Legislativo 254/2016. La seconda parte sarà dedicata invece al ruolo svolto dalla funzione di Internal Audit nel processo di rendicontazione non finanziaria e all’attività di Assurance.

Il corso – spiega la docente responsabile del corso, Silvia Fossati – avrà un taglio estremamente pratico: alle lezioni più teoriche seguiranno esercitazioni e lavori di gruppo, in cui gli studenti potranno cimentarsi nel definire la struttura e i contenuti di un bilancio di sostenibilità di imprese appartenenti a settori diversi, con l’obiettivo di imparare a comunicare al meglio le performance in tema ambientale, sociale e di governance, nel rispetto degli standard di riferimento. Non mancheranno testimonianze e analisi di casi per vedere applicati nel concreto i concetti appresi”.

Valore aggiunto dell’iniziativa, il contributo in qualità di docente di PierMario Barzaghi, partner responsabile delle problematiche sociali, etiche ed ambientali per KPMG Italia. “Entro i prossimi due anni – spiega Barzaghi – è prevedibile l’estensione dell’obbligatorietà della rendicontazione di sostenibilità anche per le realtà aziendali di medie dimensioni. Le imprese avranno quindi sempre più bisogno di professionisti esperti su questi temi: se è vero infatti che sono nati profili specifici come il Chief Sustainability Officer, è altrettanto vero che mancano persone adeguatamente formate”.

Una necessità che si manifesta in modo sempre più urgente anche a causa della complessa situazione emergenziale: “Il Recovery Fund – continua Barzaghi – si è portato con sé una grande attenzione per i temi sociali e ambientali. Una sfida importante per tutte le aziende”.