Nuova versione del Padre Nostro in tutte le parrocchie della diocesi di Milano

«Comprendere, celebrare e vivere sono la modalità corretta per aprirsi alla novità, che non cancella la tradizione ma la rende attuale attraverso un linguaggio e una ritualità più facilmente accessibili alla cultura odierna»

Nelle parrocchie della Diocesi di Milano si reciterà il Padre nostro nella nuova traduzione dalla Conferenza episcopale italiana, in cui l’espressione «non ci indurre in tentazione» si trasforma in «non abbandonarci alla tentazione». A stabilirlo è stato l’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini.

La decisione è stata presa per mettere la Chiesa di Milano in sintonia con le altre diocesi, a partire da quelle lombarde, ed evitare disomogeneità all’interno della stessa terra ambrosiana, nella quale alcune parrocchie, per motivi storici, seguono il rito romano.

Insieme al “Padre nostro” cambieranno anche molte altre formule che i fedeli usano nelle Messe: ad esempio la formula penitenziale “Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli” prevederà ora l’espressione inclusiva «fratelli e sorelle»; nel “Gloria” non si userà più l’espressione «uomini di buona volontà» ma «uomini, amati dal Signore»; altri cambiamenti sono previsti nell’invito alla comunione e in alcune preghiere eucaristiche. In allegato una scheda.

Con il motu proprio “Magnum Principium” (3 settembre 2017) papa Francesco aveva sottolineato la necessità di procedere a una revisione della traduzione con la preoccupazione di rendere «fedelmente il senso del testo originale» nella convinzione che la fedeltà non coincide con una mera letteralità formale, ma si esprime nel rispettare il senso del testo originale.

«Comprendere, celebrare e vivere sono la modalità corretta per aprirsi alla novità, che non cancella la tradizione ma la rende attuale attraverso un linguaggio e una ritualità più facilmente accessibili alla cultura odierna», spiega mons. Fausto Gilardi, responsabile del Servizio per la pastorale liturgica.

L’Arcivescovo, in attesa della nuova edizione del messale ambrosiano, ha approvato il “Rito della Messa per le Comunità di rito ambrosiano”. Il testo riporta l’ordo Missae e le preghiere eucaristiche con le modifiche apportate al messale romano e comuni alla liturgia ambrosiana.

I criteri seguiti nella revisione della traduzione del rito della Messa sono: invariabilità delle risposte dei fedeli ai saluti e agli inviti alla preghiera da parte del sacerdote, correzione di alcuni testi in base  alla nuova versione della Sacra Scrittura, ritocchi migliorativi in base all’esperienza  di questi  quasi quaranta anni (1983)  e in coerenza  con scelte già operate per il rito del Matrimonio e delle Esequie.

Tra i cambiamenti testuali comuni più significativi recepiti nel testo ambrosiano:

1) La formula penitenziale Confesso a Dio onnipotente prevede il modulo inclusivo fratelli e sorelle. Questo modulo, esplicitato come opportuno anche nelle varie monizioni lungo la celebrazione, ritorna doveroso nelle preghiere eucaristiche al momento della commemorazione dei defunti;

2) Il canto (recitazione) del Gloria, cambia l’espressione uomini di buona volontà con uomini, amati dal Signore. Per l’esecuzione in canto, le melodie in uso si adattano al nuovo testo senza particolari difficoltà (si può provare, ad es. con il Gloria del maestro Luigi Picchi, in CD 25).

3) Le Preghiere Eucaristiche II, III e IV – come pure, in Appendice, le Preghiere Eucaristiche della Riconciliazione e la Preghiera Eucaristica «Per varie necessità» nella sua quadruplice forma – si presentano con diverse revisioni testuali per una migliore corrispondenza dell’italiano all’originale latino. Per fare solo alcuni esempi:

– nella Preghiera Eucaristica II: “l’effusione dello Spirito Santo” diviene “la rugiada dello Spirito Santo”; “offrendosi liberamente alla sua passione” diviene “consegnandosi volontariamente alla passione”; “e tutto l’ordine sacerdotale” viene specificato con “i presbiteri e i diaconi”; “ricordati… e di tutti i defunti che si affidano alla tua clemenza: ammettili a godere la luce del tuo volto” diventa “Ricordati… e, nella tua misericordia, di tutti i defunti: ammettili alla luce del tuo volto”;

– nella Preghiera Eucaristica III: “da un confine all’altro della terra” diviene “dall’oriente all’occidente”; “Ora, ti preghiamo umilmente: manda il tuo Spirito a santificare i doni che ti offriamo” diviene “Ti preghiamo umilmente: santifica e consacra con il tuo Spirito i doni che ti abbiamo presentato”; “Celebrando il memoriale del tuo Figlio, morto per la nostra salvezza, gloriosamente risorto e asceso al cielo” diviene “Celebrando il memoriale della passione redentrice del tuo Figlio, della sua mirabile risurrezione e ascensione al cielo”; “Egli faccia di noi un sacrificio perenne a te gradito” è esplicitato in “Lo Spirito Santo faccia di noi, un’offerta perenne a te gradita”; “il collegio episcopale, tutto il clero” diviene “l’ordine episcopale, i presbiteri, i diaconi

4) La preghiera del Signore (Padre nostro) rende di uso liturgico, nella parte finale, la nuova versione della Bibbia CEI 2008: «… come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male». Ciò ha comportato anche l’adattamento al nuovo testo della melodia ufficiale riportata sul Messale.

5) L’invito alla comunione, che prevede la risposta dei fedeli O Signore, non sono degno…, è riformulato come segue: «Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo. Beati gli invitati alla cena dell’Agnello».

Con il Rito della Messa viene pubblicata anche un’Appendice con le due Preghiere Eucaristiche della Riconciliazione e la Preghiera Eucaristica «Per varie necessità» nella sua quadruplice forma, secondo la revisione testuale della terza edizione del Messale Romano. È così accolta in modo ufficiale anche nel Rito Ambrosiano la Preghiera Eucaristica «Per varie necessità».