A Varese sono basse le polveri sottili: seconda in Lombardia per qualità dell’aria

L’analisi di Legambiente su dati Arpa

Il risultato è arrivato grazie alla misurazione delle polvere sottili. Nel corso del 2019 Varese ha visto solo 17  giorni oltre il limite del pm10 (che è di 50 microgrammi al metro cubo), contro i 21 del 2018: meno della metà dei 35 giorni tollerati dalla direttiva europea. Meglio di lei fa solo Sondrio, con 9 superamenti in un anno. Milano, la peggiore, ne conta invece ben 72.

Varese è in terza posizione per quantità di pm10, un acronimo che significa Particulate Matter ≤ 10 µm, ovvero materiale particolato con dimensione inferiore o uguale a 10 micrometri. Varese ha fatto registrare una media di 23 microgrammi per metro cubo. meglio di lei solo Lecco e Sondrio, rispettivamente con 19 e 20 microgrammi al metro cubo di media. fanalino di coda regionale, anche qui, è Milano, con 32 microgrammi al metro cubo di media.

Perché è importante questo risultato

La pericolosità delle polveri sottili è legata alla loro caratteristica principale: la dimensione ridottissima che permette a queste microparticelle di superare le difese naturali del nostro organismo. Più queste particelle sono piccole, più riescono a introdursi nel corpo, fino a raggiungere oltre ai polmoni anche il flusso sanguigno.

Il particolato grossolano ad esempio ha dimensioni superiori ai 10 μm e quindi non è in grado di penetrare nel tratto respiratorio, mentre il PM10 è una polvere inalabile e quindi man mano che diminuisce la sua dimensione supera le naturali barriere del nostro corpo, si deposita nei bronchioli, in fondo ai polmoni fino agli alveoli e quindi entra in circolo nel sangue.

Esiste inoltre un secondo grado di pericolosità legato alle polveri sottili: essendo particelle invisibili ad occhio nudo, sono nemici invisibili che diventano ancor più pericolosi perchè facili da ignorare o sottovalutare, aspetto che rende l’esigenza di informare e sensibilizzare quante più persone possibili sulla pericolosità dell’aria impura che respiriamo, sia all’esterno che all’interno (in alcuni casi addirittura più inquinata).

La concentrazione e la conseguente inalazione di polveri sottili può avere un impatto sul nostro corpo manifestando effetti immediati come ad esempio irritazione a occhi, naso e gola e problemi di respirazione, mal di testa, stanchezza e bassa concentrazione. Ma non tutti manifestano problemi evidenti allo stesso modo. L’effetto del contatto con le polveri sottili può provocare malattie più gravi che si manifestano più nel lungo periodo. Studi epidemiologici hanno evidenziato associazioni tra le concentrazioni del PM10 e un incremento di mortalità e ricoveri ospedalieri per malattie cardiache e respiratorie. È stato inserito infatti dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) tra i cancerogeni di gruppo 1, cioè agenti sicuramente cancerogeni per l’uomo.