Grazie alla donazione di un privato nasce a Parabiago il museo del ciclismo

Libero Ferrario in un'immagine della Gazzetta dello Sport del 15 giugno 1924
Il sindaco: "Ringraziamo Renato Colombo per la cura che ha avuto nel conservare questa collezione".

Renato Colombo di Parabiago ha donato alla sua città una collezione di biciclette e materiale vario relativo al ciclismo datato dal 1900 fino ad oggi. “Si tratta di un patrimonio dal grande valore storico e culturale per la nostra città, – ha detto il sindaco della Città di Parabiago, Raffaele Cucchi – soprattutto perché mantiene viva la memoria di un’identità sportiva che annovera campioni del mondo iridato come Libero Ferrario (fu il primo italiano a vincere il campionato del mondo su strada, titolo che vinse nel 1923 a Zurigo) e Giuseppe Saronni (Goodwood 1982). Un particolare ringraziamento anche ad Antonio Patanè per la collaborazione che sta dimostrando nel dare vita a questo nuovo museo della città. Ringraziamo Renato Colombo per la cura che ha avuto nel conservare questa collezione. “.

Con l’approvazione da parte del Consiglio Comunale dello scorso 27 settembre, il “Museo del Ciclismo” diviene a tutti gli effetti un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della comunità e aperta al pubblico. Il Direttore del Museo è stato identificato con il Dirigente del Settore Servizi alla Persona del Comune di Parabiago, mentre spetterà al Sindaco indicare una persona dotata dei requisiti e dei titoli necessari a rivestire il ruolo di “conservatore” del museo al quale compete la responsabilità scientifico/culturale della gestione della collezione.

Parabiago è sport” dice lo slogan che accompagna le iniziative sportive della città, e niente di più vero quando si parla della storia del ciclismo, una disciplina che a Parabiago ha visto crescere campioni e passione. Alle soglie del 2020, quindi, l’Amministrazione Comunale istituisce il Museo Civico del Ciclismo ove verranno raccolti numerosi reperti dal valore storico e culturale legati, appunto, al mondo e alla storia del ciclismo; nei fatti, un’autentica collezione.