Gli stranieri e le banche: servizi diversificati e innovazione supportano l’inclusione

Cresce e diventa sempre più differenziata la relazione che gli stranieri hanno con i servizi bancari. Ciascun correntista ha almeno due strumenti di pagamento.

Non solo servizi di conto corrente, ma anche strumenti di pagamento e soluzioni di cash management, cioè per la gestione dei flussi finanziari aziendali, e sul versante sia degli investimenti sia della protezione. La diversificazione dei prodotti e servizi bancari e l’offerta di soluzioni multicanali e innovative supportano i processi di inclusione: alla luce dei nuovi comportamenti e bisogni che si strutturano rispetto all’inserimento economico e sociale nel territorio, la relazione che i cittadini stranieri hanno con i servizi bancari cresce e diventa sempre più articolata. In particolare, i servizi di pagamento sono diventati il traino per l’inclusione finanziaria dei nuovi cittadini. Non è un caso, quindi, se proprio questa è la componente che ha subito l’incremento maggiore: ciascun correntista è titolare di due strumenti di pagamento (erano poco più di uno nel 2011).

I dati emergono dall’ultima rilevazione realizzata da ABI nell’ambito dell’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei Migranti gestita dal Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI), secondo cui cresce il possesso di prodotti e servizi bancari per tutte le categorie.

L’indagine si basa sui dati forniti dagli operatori finanziari (banche e BancoPosta) relativi a migranti residenti, appartenenti a 21 nazionalità (pari all’88% del totale immigrati non Ocse residenti in Italia con l’aggiunta della Polonia). A questa si affianca l’analisi condotta su un campione rappresentativo di migranti sul territorio, avvenuta grazie al coinvolgimento delle comunità straniere.

Conti correnti e carte con IBAN

Secondo l’indagine, a fine 2017, il 72% dei migranti adulti residenti in Italia è titolare di conto corrente di cui il 47% è intestato a donne straniere, con una crescita di 10 punti percentuali rispetto al 2014. Crescita questa che vede le donne migranti protagoniste del processo di bancarizzazione, con tassi di crescita, nello stesso arco temporale, superiori a quelli maschili.

In crescita è la percentuale dei conti correnti aperti da più di 5 anni, pari al 44,3% nel 2017 (era il 41,2% nel 2014). A ciò si aggiungono le carte con IBAN non collegate ad un conto corrente presso la stessa banca (oltre 1,1 milione), con una incidenza del 32,6%, doppia rispetto al 2014 quando era pari al 16,6%.

Internet banking

Sempre più “evoluta” risulta essere la relazione con la banca e innovativa la scelta dei canali: il 57,5% dei correntisti utilizza l’internet banking (era il 21,8% nel 2011). Ciò conferma il rapido processo di adeguamento da parte dei cittadini stranieri in termini di accesso alla rete e, più in generale, della preferenza espressa per il ricorso ad una multicanalità che consenta flessibilità senza limiti di tempo e di luogo.

Il “passaparola”

Il passaparola e la relazione di prossimità sono i principali fattori di scelta della banca. Dall’indagine emerge che il 41% dei clienti sceglie la banca basandosi sul passaparola sulle condizioni e sui servizi offerti. Infatti, per il 57% dei migranti intervistati, chi influisce rispetto alla propria decisione sono gli amici e i familiari in Italia, per il 19% il datore di lavoro o i colleghi.