Auto oltre i 20 anni, anche ad uso professionale: i requisiti per pagare metà il bollo

Si tratta di una novità introdotta con la Legge di Bilancio

Cinquanta per cento di sconto per le auto storiche, anche ad uso professionale, è previsto dalla nuova legge di bilancio. Attenzione, però, in questa categoria non rientrano tutte le auto circolanti, ma solo quelle che rispondono a determinate caratteristiche. Vediamo quali. Gli autoveicoli e motoveicoli di interesse storico e collezionistico devono avere:

  • un’anzianità di immatricolazione compresa tra i 20 e i 29 anni;
  • il certificato di rilevanza storica previsto dall’art. 4 del decreto del Ministero delle infrastrutture e trasporti 17 novembre 2009, rilasciato dagli enti di cui al comma 4 dell’art. 60 del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, recante il “Nuovo Codice della Strada”;

Per l’annotazione sulla carta di circolazione del riconoscimento di storicità occorre far riferimento alla data della “prima immatricolazione del veicolo in Italia o in altro Stato”, in armonia con il principio fissato nel comma 1 dello stesso art. 63 per i veicoli ultratrentennali.

Il diritto al riconoscimento della riduzione tariffaria viene, quindi, meno a far data dal completamento del ventinovesimo anno di anzianità di immatricolazione.

Un’altra condizione prescritta dalla norma è il possesso del “certificato di rilevanza storica e collezionistica del veicolo”. Detto certificato ”attesta la data di costruzione, la marca, il modello e le caratteristiche tecniche del veicolo, con specifica indicazione di tutte quelle utili per la verificadell’idoneità alla circolazione, la sussistenza ed elencazione delle originarie caratteristiche di fabbricazione, nonché specifica indicazione di quelle modificate o sostituite”, come dispone il citato art. 4, comma 1, del D.M. 17 dicembre 2009, recante “Disciplina e procedure perl’iscrizione dei veicoli di interesse storico e collezionistico nei registri, nonché per la loro riammissione in circolazione e la revisione periodica”.

Il certificato di rilevanza storica e collezionistica del veicolo deve essere rilasciato da uno dei seguenti registri:

  • ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT e Italiano Alfa Romeo, per gli autoveicoli;
  • Storico FMI, per i motoveicoli.

Detti registri sono individuati dall’art. 60, comma 4, del D.Lgs. n. 285 del 1992, il quale stabilisce che l’iscrizione in uno di essi è presupposto indispensabile affinché un veicolo rientri “nella categoria dei motoveicoli e autoveicoli di interesse storico e collezionistico”.

L’ulteriore condizione richiesta dal citato comma 1-bis dell’art. 63 della legge n. 342 del 2000, è che il riconoscimento di storicità sia riportato sulla carta di circolazione. I contribuenti interessati devono, pertanto, presentare la domanda di aggiornamento della carta di circolazione al competente Ufficio provinciale della Motorizzazione civile, così da ottenere l’annotazione prescritta dalla norma in esame.

Si hanno 60 giorni mettersi in regola con i documenti alla data di scadenza del bollo. Nella fase di prima applicazione della normaagevolativa l’azione dell’ente impositore deve essere improntata all’osservanza dei principigenerali dell’ordinamento tributario stabiliti dalla legge 27 luglio 2000, n. 212, recante“Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente”; pertanto le regioni, oltre ad assumere ogni idonea iniziativa volta a consentire la completa ed agevole conoscenza delle novità introdotte dalle norme in esame al fine di permettere ai contribuenti il corretto adempimento dell’obbligazione tributaria, dovranno riconoscere l’agevolazione anche acoloro che non siano stati in grado di ottenere la prescritta documentazione al momento della prima scadenza della tassa, ma abbiano assolto a tale obbligo nel termine di 60 giorniprescritto dall’art. 3, comma 2, della citata legge n. 212 del 2000. Occorre, infatti, considerare che l’annotazione relativa al riconoscimento distoricità sulla carta di circolazione dei veicoli costituisce un adempimento che non era stato mai richiesto in precedenza, per cui molti contribuenti non solo al 1° gennaio 2019 – data dientrata in vigore dell’art. 1, comma 1048, della legge n. 145 del 2018 – ma anche al 31 gennaio 2019 – data della prima scadenza della tassa – potevano non essere ancora in possesso di una carta di circolazione contenente la prescritta attestazione.