All’Università dell’Insubria arrivano 800mila euro dall’Europa

Arrivano dal programma europeo Horizon 2020 per due progetti di ricerca

In totale ammontano a oltre ottocentomila euro i finanziamenti ricevuti nell’ambito del programma europeo Horizon 2020 da due progetti di ricerca, in due aree disciplinari diverse, ma entrambi coordinati da professoresse dell’Università degli Studi dell’Insubria.

Il progetto “RAIS”, “Real-time Analytics for the Internet of Sports” vede un consorzio di sei organizzazioni per un budget totale ottenuto di 3.612.494,88, di cui 523 mila euro alla professoressa Elena Ferrari, docente di Informatica, del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate dell’Università degli Studi dell’Insubria. «Il progetto si occuperà di Internet of Things (IoT) ed in particolare di sviluppare nuove tecnologie per la gestione e l’analisi real time di big data, in grado di superare i limiti di quelle attuali, basate su un paradigma centralizzato, che non è scalabile ai milioni di dispositivi elettronici del mondo Iot – spiega la professoressa Ferrari -. Il dominio di sperimentazione delle soluzioni sviluppate sarà quello dell’Internet of Sports. All’unità di ricerca dell’Università dell’Insubria è affidato il compito di assicurare sicurezza e privacy all’intera architettura».  Il progetto, di durata quadriennale, comprende una serie di partner accademici, tra cui KTH (Svezia), FORTH (Grecia), MIT Boston (USA), Università di Cambridge (UK), Università di Cipro, oltre ad una serie di partner industriali specializzati nello sviluppo di soluzioni Iot.

La professoressa Genciana Terova, docente di Biotecnologie delle Produzioni Animali e di Biotecnologie Alimentari del Dipartimento Biotecnologie e Scienze della Vita, ha visto finanziato il progetto “AquaIMPACT”, dal titolo “Genomic and nutritional innovations for genetically superior farmed fish to improve efficiency in European aquaculture”. Al Progetto, della durata di 4 anni, sono stati destinati oltre 6 milioni di euro suddivisi tra 22 partner di 10 Paesi europei: all’Università degli Studi dell’Insubria andranno circa 287 mila euro. Obiettivo del progetto è quello di superare problematiche relative all’alimentazione sostenibile, aumentando la competitività degli allevamenti europei di salmone, trota, orata e branzino, quindi soddisfare la domanda dei consumatori di prodotti ittici garantendo la sicurezza alimentare e nutrizionale con prodotti di alta qualità ed un impatto ambientale limitato. AquaIMPACT svilupperà prodotti e servizi basati su tecnologie genomiche innovative, migliorando la sostenibilità ambientale dell’acquacoltura, promuovendo pratiche industriali di bioeconomia circolare, con un utilizzo più efficiente delle risorse naturali. «Il gruppo dell’Insubria in particolare – spiega la professoressa Terova – affronterà lo studio della risposta di geni coinvolti nel metabolismo proteico e lipidico, la risposta immunitaria innata legata alla nutrizione, quindi il microbiota intestinale ed il suo ruolo nel controllare il benessere del pesce. Molti dei risultati attesi potranno trovare applicazione anche per la salute umana, in particolare nella prevenzione di patologie croniche e degenerative legate all’alimentazione».