Si completa il nuovo quadro attuativo per le Bcc. Una attuazione coerente è la prossima sfida

L’intero quadro normativo compone, nel suo insieme, un disegno riformatore del tutto originale e conferma il valore primario della mutualità bancaria incarnata nell’azione quotidiana delle BCC

Con la pubblicazione delle Disposizioni di Vigilanza sulle Banche di Credito Cooperativo, emanate dalla Banca d’Italia, si completa formalmente il quadro normativo primario e secondario relativo alla riforma del Credito Cooperativo italiano, definita con la legge n. 49/2016.

Dopo gli interventi di modifica sul Testo Unico Bancario e le Disposizioni di Vigilanza della stessa Banca d’Italia dedicate al nuovo istituto del Gruppo Bancario Cooperativo, le nuove Disposizioni vanno ora a disciplinare l’attività delle Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali e Casse Raiffeisen che aderiranno ai costituendi Gruppi Bancari Cooperativi, disciplinando temi rilevanti quali le azioni, l’acquisto della qualità di socio, la competenza territoriale, l’operatività prevalente con i soci e l’operatività fuori zona, le attività esercitabili, le modifiche statutarie e le trasformazioni.

L’intero quadro normativo compone, nel suo insieme, un disegno riformatore del tutto originale e conferma il valore primario della mutualità bancaria incarnata nell’azione quotidiana delle BCC, Casse Rurali e Casse Raiffeisen. Lo stesso Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ancora di recente aveva ribadito come la riforma “presenta tratti fortemente innovativi anche nel confronto con gli altri Paesi europei” ed ha lo scopo di consentire alle BCC e Casse Rurali di “continuare a sostenere l’economia reale preservando i valori della cooperazione e della mutualità”.

Le nuove Disposizioni di Vigilanza accolgono in diversi punti le indicazioni che Federcasse aveva espresso, nell’ambito delle Consultazioni avviate dalla stessa Banca d’Italia, in un “Position Paper” definito sulla base di un ampio processo di condivisione con le componenti del sistema del Credito Cooperativo, sin dallo scorso autunno.

Trovano, in particolare, specifico accoglimento le osservazioni relative:

  •  all’estensione della competenza territoriale delle BCC, rivista in un’ottica di maggiore flessibilità organizzativa;
  •  alla operatività con non soci e fuori dalla competenza territoriale, per tenere conto della rilevanza che assumeranno, nei nuovi Gruppi Bancari Cooperativi, le esposizioni infragruppo nell’ambito dei meccanismi di gestione della liquidità e di garanzia reciproca, pur salvaguardando le forme di impiego in essere alla data di entrata in vigore delle Disposizioni;
  •  ai soggetti che possono sottoscrivere le “azioni di finanziamento”, esplicitando anche i sistemi di garanzia istituiti tra Banche di Credito Cooperativo;
  •  alla non retroattività del nuovo requisito dimensionale necessario per l’apertura di sedi distaccate.

Per il Presidente di Federcasse Augusto dell’Erba, “giunge a termine un iter normativo complesso che ha impegnato le Autorità e il Credito Cooperativo in un confronto costante ed approfondito che ha consentito di ottenere un quadro normativo in grado di rendere più competitive le BCC senza snaturarne l’essenza cooperativa e mutualistica”.

“Per tale ragione – ha detto ancora dell’Erba – valutiamo favorevolmente il quadro normativo complessivo. La sfida sarà ora quella di attuare nel modo più coerente e lungimirante possibile la riforma di un settore dell’industria bancaria che nel 2017 ha erogato 25 miliardi di nuovo credito a famiglie imprese (con un ammontare complessivo di 131 miliardi di impieghi) e ha confermato una capacità di raccolta prossima ai 160 miliardi”.