In Puglia nasce SfruttaZero, la salsa di pomodoro che combatte il caporalato

Una passata di pomodoro di qualità, prodotta senza lo sfruttamento del lavoro: un progetto reso possibile grazie al crowdfunding per dire no alla sopraffazione e alla schiavitù nei campi

La salsa di pomodoro prodotta in Puglia diventa etica e solidale. È questo il risultato della realizzazione del progetto SfruttaZero, un insieme di autoproduzioni di salsa di pomodoro, di tipo cooperativo e mutualistico, promosso da precari e migranti in vari territori della regione Puglia, con il coordinamento di tre associazioni: iamo tre realtà del Sud Italia: Diritti a sud di Nardò (Lecce), Netzanet-Solidaria di Bari eOsservatorio Migranti Basilicata/Fuori dal Ghetto di Palazzo San Gervasio e Venosa (Potenza).

Finanziato grazie al crowdfunding, il progetto ha portato alla creazione di una filiera pulita del pomodoro, dalla semina alla trasformazione, in cui le associazioni vigilano affinché tutte le persone coinvolte siano retribuite in modo equo e possano godere di condizioni di lavoro dignitose. Il prodotto viene distribuito attraverso canali alternativi alla grande distribuzione: ruppi di acquisto solidale, in mercatini locali, ristoranti, mense popolari e all’interno della rete Fuori Mercato e di Genuino Clandestino.
“Vogliamo che l’oro rosso, da simbolo di sopraffazione e caporalato in Puglia e Basilicata, diventi simbolo di emancipazione, riscatto e speranza di un futuro diverso” dicono i responsabili del progetto.