Gli oratori feriali crescono e sono senza barriere

2 milioni di bambini li frequentano quest'estate. Aperti alla diversità, sono una risposta ai problemi sociali, risorsa per il territorio e scuola di vita. Da noi il tema di quest'anno è "Perdiqua! Si misero in cammino"

Crescono i numeri degli oratori estivi. Quest’anno, secondo il FOI – Forum Oratori Italiani, aprono le loro porte durante le vacanze scolastiche ottomila strutture, che accolgono due milioni di bambini e adolescenti e impegnano più di 350mila volontari e animatori impegnati.
La ricerca precedente, datata 2001, contava 2mila strutture in meno rispetto a oggi. Nel Nord se ne contano ben 5.200, con la Lombardia a fare la parte del leone con tremila strutture; ma anche la presenza al Centro e al Sud sta crescendo.

I nostri oratori fanno capo alla Diocesi di Milano (che in totale ha 300mila bambini iscritti e 50mila educatore ed animatori): le attività sono iniziate lunedì 13 giugno e quest’anno seguiranno il tema “Perdiqua! Si misero in cammino” che gioca sul viaggio come metafora dell’esistenza umana.
Spiega don Samuele Marelli della Pastorale Giovanile FOM: «Lo slogan dell’Oratorio estivo 2016 ci impegna a fare strada nel cammino, in questo viaggio che è la vita, pronti ad assumerci la responsabilità di educare e di accompagnare con la sola pretesa di stare accanto e camminare insieme». Si ripercorrerà quindi l’esperienza dell’esodo del popolo di Israele: «I luoghi attraversati dal popolo di Israele -continua don Marelli- sono gli stessi che attraverseremo simbolicamente durante l’Oratorio estivo, per capire quali sono le circostanze della vita che ci rendono più forti e non ci fanno perdere la via. Sarà come percorrere nuovamente il viaggio dall’Egitto alla Terra promessa, attraversando il mar Rosso, vivendo l’esperienza del deserto, lasciandosi orientare e guidare dalla presenza di Dio sul monte».

Don Riccardo Pascolini, presidente del FOI, spiega su Avvenire.it che gli oratori feriali sono «Una vera casa aperta a tutti, in cui imparare a conoscersi e a stimarsi». Oggi gli oratori non accolgono più soltanto i bambini e le bambine iscritti al catechismo, ma sono pronti ad accogliere anche ragazzini di diversa religione, all’insegna dello stare insieme e del rispetto reciproco, senza distinzioni di genere, lingua, età, provenienza o estrazione sociale.
Chi li ha frequentati da bambino, e ora vi accompagna i propri figli, sa bene quanto l’offerta formativa degli oratori si sia affinata e qualificata con attività ludiche e formative di ogni tipo, ma senza perdere mai di vista i valori fondanti e i momenti di riflessione spirituale.
La formazione coinvolge in modo particolare gli educatori, che durante l’anno si impegnano in corsi ad hoc per essere pronti ad affrontare le 3-5 settimane estive in cui si prenderanno cura dei più piccoli.

Gli oratori estivi sono anche una risposta alle esigenze sociali del territorio: «La parrocchia, anche la più piccola, magari anche quella che durante l’anno non ha attività specifiche di vita oratoriana – prosegue il presidente del Foi – si sente interpellata in questi mesi estivi dell’anno comprendendo che nel territorio, da parte delle famiglie , vi è una richiesta di risposte concrete alla “gestione” dei figli una volta terminata la scuola, ma non ancora iniziato il periodo di vacanze dal lavoro per i genitori stessi». In molti casi si verifica un’alleanza virtuosa con le istituzioni e con gli altri attori della comunità, che sostengono l’attività degli oratori con convenzioni, contributi e altre iniziative per fare rete con diverse realtà del territorio.