Dieci anni di desertificazione bancaria: nel Varesotto scomparsi 178 sportelli

Dal 2015 al 2025 le filiali sono scese da 425 a 247 e i comuni con almeno una banca da 96 a 66. In dieci anni il settore ha perso anche oltre mille addetti. Numeri che raccontano quanto stia cambiando il rapporto tra credito e comunità e danno ancora più significato alla scelta di continuare a investire nella presenza fisica

Non è soltanto una percezione. In provincia di Varese le banche stanno progressivamente scomparendo da una parte sempre più ampia del territorio. E bastano dieci anni di dati della Banca d’Italia per misurare le dimensioni di un cambiamento che sta ridisegnando la geografia del credito.
Alla fine del 2015 gli sportelli bancari in provincia erano 425. Al 31 dicembre 2025 ne rimanevano 247: 178 in meno, una riduzione del 42%. Nello stesso periodo i comuni nei quali era presente almeno una banca sono passati da 96 a 66. Trenta comuni hanno quindi perso completamente il servizio bancario e oggi meno della metà dei comuni della provincia dispone di uno sportello. Anche la densità è crollata: da 48 a 28 filiali ogni 100mila abitanti.
La contrazione non riguarda soltanto le insegne. Nel 2015 i dipendenti bancari nel Varesotto erano 3.095; dieci anni dopo sono 2.092: 1.003 posti di lavoro in meno, pari al 32%. E il processo non sembra essersi esaurito: soltanto tra il 2024 e il 2025 gli sportelli sono diminuiti da 252 a 247.
Dietro questi numeri ci sono certamente trasformazioni profonde. La digitalizzazione ha cambiato le abitudini dei clienti e reso possibile svolgere a distanza gran parte delle operazioni quotidiane; fusioni e concentrazioni hanno modificato il sistema bancario; la ricerca di efficienza ha spinto molti istituti a ridurre la rete fisica.
Ma quando chiude una filiale non scompare soltanto il luogo nel quale effettuare un bonifico o prelevare contanti. Si riduce anche la possibilità di avere vicino un interlocutore che conosce famiglie, imprese e attività economiche, soprattutto nei centri più piccoli e per chi ha meno dimestichezza con gli strumenti digitali.
È un tema sul quale, qualche mese fa, ci aveva invitato a riflettere anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti durante l’incontro che avevamo organizzato a Bodio Lomnago. Ricordando la Varese della sua giovinezza, con il Credito Varesino, la Popolare di Varese e le altre banche legate al territorio, aveva osservato quanto quel panorama sia cambiato. «Oggi non c’è più nulla di tutto questo», aveva detto, indicando nel Credito Cooperativo «l’unica realtà ancora profondamente radicata nel territorio» e concludendo: «Per fortuna che ci siete voi».
È dentro questa trasformazione che acquistano significato anche le scelte che raccontiamo tanto nelle pagine precedenti quanto in quelle che seguono. La tecnologia cambia la banca e continuerà a cambiarla. La sfida è fare in modo che innovazione e presenza non diventino alternative. Perché essere vicini non significa soltanto avere uno sportello: significa continuare ad avere persone che conoscono altre persone, imprese e comunità.

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