Dal Presidente Ciampi unʼiniezione di fiducia

L'editoriale del direttore della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate

In un periodo di grande smarrimento e di perdita di fiducia verso i punti di riferimento storici, voglio ringraziare il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, per la sagacia e la profondità di alcuni suoi recenti interventi. Discorsi attorno al mondo economico, che hanno brillato per chiarezza e puntualità di giudizio, e che sinteticamente qui ripercorro per condividerli con tutti i lettori della Voce. “La fiducia è essenziale per la vitalità della nostra economia”. Questo, in sintesi, il senso della prima riflessione. Infatti, se si ingenera confusione, se i risparmitori sono disorientati, il rischio è che si inaridisca il flusso finanziario che alimenta gli investimenti. E, purtroppo, questo è successo: lo hanno dimostrato alcune vicende recenti. Ecco perché occorre saggezza e, soprattutto, rispetto delle regole deontologiche da parte di chi esercita pubbliche funzioni. Il bene primario da tutelare è dunque la fiducia, e il rapporto di collaborazione tra banche, risparmiatori e imprese, deve essere riportato al centro del modo di agire. E qui si inserisce la seconda riflessione del Presidente Ciampi, che ha sottolineato il valore delle Banche di Credito Cooperativo, che da 120 anni sono punti di riferimento decisivi per milioni di famiglie e imprese. Perché i valori di cui è portatore il settore del credito cooperativo trascendono il fatto economico, per assurgere a elementi dell’ordinato sviluppo della convivenza civile e della maturazione di una coesione sociale fondata sulla solidarietà e sulla partecipazione. Valori profondamente radicati nella coscienza e nella storia del nostro Paese. perché, per dirla con Ciampi: “fare banca in modo cooperativo è stato decisivo per migliaia di comunità, per milioni di famiglie e di imprese”.

di Gianni Macchi

Col vento in poppa

morandiA gonfie vele, si direbbe in termini marinareschi. Il Progetto Soci sta navigando bene e speriamo che il vento continui a soffiare come ha fatto fino ad ora. Le attività crescono, gli sforzi si moltiplicano, ma la tenacia e il lavoro dellʼequipe del Progetto non vengono mai meno e si tramutano in continuazione a seconda delle esigenze. La nostra presenza è sempre attenta, ma mai ingombrante. Le pagine che seguono di questo numero de La Voce ne sono una prova. La nostra Bcc, nel nome della compagine sociale, si sta muovendo come sempre in maniera incisiva. Stiamo percorrendo correnti inesplorate con la consapevolezza che i piccoli problemi sono da mettere in conto, ma che si possono superare senza dilemmi se lʼintento comune è il medesimo: il bene dei Soci e del nostro Credito cooperativo. Penso allʼiniziativa della B.A. Film Commission (di cui trovate unʼampia recensione allʼinterno del giornale). Una proposta arrivata fino al nostro ufficio, al secondo piano di via Manzoni, senza che nessuno sapesse di che cosa si trattasse. Produzione cinematografica? A Busto Arsizio? In pochi si sarebbero presi la briga di andare a fondo al progetto, di guardare con occhio critico e interessato le modalità della proposta. La routine prevede, in molti frangenti, di navigare in acque già conosciute, dove le correnti sono ben controllate dalla “ciurma”. Ma quanto abbiamo deciso di assecondare con la nostra partecipazione è qualcosa che pennella perfettamente il quadro della mentalità della nostra Bcc: crescita del territorio, aiuto alle imprese, sviluppo di nuove forme imprenditoriali sinergiche al territorio. La B.A. Film Commission ha in sé tutte queste prerogative, ed è il segno che la nostra banca vuole essere il riferimento per la crescita delle nostre comunità. Si tratta, naturalmente, di un esempio fra i tanti. Non è un lampo in una serata buia, ma una precisa attenzione che dimostriamo, quotidianamente, anche nei confronti delle associazioni, più o meno grandi, presenti sul nostro territorio e alle quali dedichiamo – e garantiamo – sempre maggiore impegno. A gonfie vele, si diceva. Ma non basta che il vento continui a soffiare nella giusta direzione; è necessario anche un nostromo duttile, intuitivo e pronto alla critica.

di Alberto Morandi

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