Trasformare alcuni spazi del “Progetto Baracca” di Capolago in sale dedicate alla musica, alla didattica e all’inclusione, mettendole a disposizione dei giovani, della scuola e di percorsi di musicoterapia. È l’obiettivo de “La musica che include”, il nuovo progetto di crowdfunding promosso dalla Banda Musicale G. Verdi di Capolago Aps sulla piattaforma Ginger, con una raccolta da 4mila euro che resterà aperta fino al 1° ottobre 2026, che permetterà di ristrutturare un primo spazio. La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate una volta raggiunto attraverso le donazioni il 70% dell’obiettivo, metterà a disposizione il restante 30%, oltre a sostenere i costi legati alla piattaforma e alla formazione necessaria per affrontare il percorso di crowdfunding. «In questo modo il contributo della banca diventa un moltiplicatore dell’impegno della comunità. – spiega Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate – È proprio questa capacità di mettere insieme associazioni, cittadini, scuola e realtà locali che vogliamo favorire come banca di comunità. La mutualità per una Bcc non è un principio astratto: significa aiutare le comunità a costruire insieme risposte concrete ai propri bisogni e creare le condizioni perché un buon progetto possa diventare patrimonio di tutti».
La campagna, impostata con la formula “O tutto o niente”, punta in una prima fase alla realizzazione di una sala musicale polifunzionale, ma guarda già più lontano. Gli spazi potenzialmente disponibili sono infatti tre e l’intenzione della Banda è procedere progressivamente alla loro riqualificazione, destinando eventuali somme raccolte oltre il primo obiettivo alla sistemazione delle altre aule. Per partecipare alla raccolta fondi andate qui: https://www.ideaginger.it/progetti/la-musica-che-include.html
«Il progetto è quello di rivitalizzare l’ex Scuola Baracca e noi, come Banda, ci stiamo impegnando naturalmente soprattutto sulla parte musicale – spiega Marco Ambrosetti, presidente della Banda Musicale G. Verdi di Capolago –. La nostra idea, però, è quella di andare oltre l’attività musicale in senso stretto e sviluppare anche la dimensione sociale. Metteremo a disposizione le aule per realizzare progetti di musicoterapia e attività in collaborazione con la Scuola Anna Frank di Varese, con la quale proprio da settembre partirà una collaborazione, oltre a usarle per le nostre lezioni. Da ottobre ricominciano i corsi della scuola allievi della nostra banda, che, per adesso, sono ancora nella vecchia sede, ma che quando sarà possibile sposteremo nei nuovi spazi».
L’obiettivo immediato è rendere completamente agibile e fruibile la prima delle tre aule individuate. Gli interventi riguarderanno sia l’efficienza energetica sia la qualità acustica, due aspetti indispensabili per consentire allo spazio di ospitare attività musicali e percorsi rivolti anche alle persone più fragili.
«In teoria abbiamo tre aule che potremmo mettere a disposizione per laboratori e incontri di musicoterapia – prosegue Ambrosetti –. Partiamo dalla prima, che vogliamo rendere idonea dal punto di vista musicale. I locali hanno soffitti alti circa quattro metri e quindi intendiamo realizzare una controsoffittatura: questo permetterà di migliorare l’acustica, ma anche di ridurre i consumi energetici per il riscaldamento. A questo si aggiungerà l’insonorizzazione necessaria per poter svolgere nel modo migliore le diverse attività».
Una volta completata, la sala avrà infatti più funzioni. Sarà utilizzata per percorsi individuali di musicoterapia destinati a bambini e adulti con fragilità o disabilità, offrendo un ambiente protetto e isolato dai rumori esterni. Diventerà inoltre uno spazio per la didattica sviluppata insieme alla Scuola Secondaria Anna Frank di Varese, con lezioni individuali e laboratori extrascolastici. Infine, potrà essere utilizzata dai giovani musicisti e dalle piccole band del territorio che necessitano di uno spazio attrezzato dove provare.
«Queste aule saranno utilizzate in futuro anche dagli alunni della Scuola Anna Frank, oltre che dai nostri allievi, per le prove, per i corsi e per tutte quelle attività che possono nascere attorno alla musica – sottolinea il presidente della Banda –. Il primo obiettivo è questa prima aula. Se riuscissimo a raccogliere risorse ulteriori, potremmo andare avanti e rendere progressivamente fruibili anche le altre due».
Il budget individuato per la prima sala è di 4mila euro. Cinquecento euro saranno destinati alla realizzazione della controsoffittatura e all’isolamento termico, così da abbassare l’altezza del locale, contenere i costi di riscaldamento e migliorare contemporaneamente la resa acustica. La voce economicamente più significativa, pari a 2.500 euro, riguarda l’insonorizzazione delle pareti, necessaria per proteggere le attività dai rumori esterni e creare condizioni adeguate anche alle sedute di musicoterapia. I restanti mille euro serviranno per la strumentazione e gli arredi: una tastiera, una chitarra acustica, piccoli amplificatori e uno strumentario ritmico Orff utilizzabile anche nelle attività terapeutiche.
Alla base del progetto c’è infatti l’idea che la musica possa diventare non solamente occasione di formazione artistica, ma anche strumento di relazione, inclusione e sostegno. «Non vogliamo limitarci a creare una semplice sala prove – evidenzia Ambrosetti –. L’obiettivo è avere un luogo che possa cambiare in funzione delle persone che lo utilizzano e delle loro necessità. La musica può essere uno strumento di crescita per i ragazzi, un’opportunità per stare insieme e, attraverso la musicoterapia, anche un mezzo concreto per lavorare con le fragilità».
Determinante per raggiungere l’obiettivo sarà il meccanismo previsto grazie alla collaborazione con la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. Alla comunità viene chiesto di arrivare con le proprie donazioni al 70% dei 4mila euro necessari, pari a 2.800 euro. Una volta raggiunta questa soglia, la Bcc interverrà mettendo a disposizione il restante 30%, pari a 1.200 euro, consentendo così di completare il budget. La banca sostiene inoltre integralmente i costi della piattaforma di crowdfunding e quelli dei corsi di formazione collegati all’iniziativa, permettendo alle risorse raccolte di essere indirizzate concretamente verso il progetto.
La tabella di marcia prevede di procedere rapidamente una volta conclusa la campagna. Dopo la chiusura della raccolta, fissata per il 1° ottobre 2026, si passerà all’ordine dei materiali e della strumentazione. Nel mese di ottobre sono previsti i lavori di insonorizzazione e predisposizione degli spazi, mentre a gennaio la sala dovrebbe essere allestita e collaudata, per arrivare all’inaugurazione ufficiale e all’avvio dei primi laboratori e delle sedute di musicoterapia.
La Banda Musicale G. Verdi di Capolago, da sempre impegnata nella diffusione della cultura musicale bandistica, intende così ampliare la propria presenza nella comunità facendo della musica anche un veicolo di welfare e inclusione sociale. La collaborazione con la Scuola Anna Frank permetterà inoltre di avvicinare ancora di più l’attività della Banda alle nuove generazioni, offrendo agli studenti occasioni di apprendimento ed espressione fuori dai tradizionali spazi scolastici. «L’iniziativa della Banda Musicale G. Verdi di Capolago ha un valore particolare perché parte dalla musica per arrivare molto più lontano: significa offrire spazi ai giovani, creare nuove opportunità educative, collaborare con la scuola e aprire la strada a percorsi di musicoterapia rivolti anche alle persone più fragili. Trasformare questi locali in luoghi aperti e accessibili significa investire nelle relazioni e nella qualità della vita di un territorio», continua Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate.
«Crediamo molto nella possibilità di dare una nuova vita a questi locali – conclude Ambrosetti –. La prima sala rappresenta il punto di partenza. Se la comunità risponderà positivamente e riusciremo ad andare oltre l’obiettivo della raccolta, le ulteriori risorse saranno utilizzate per continuare a sistemare le altre aule. L’idea è costruire passo dopo passo uno spazio nel quale la musica possa essere davvero aperta a tutti».
È questo, in fondo, il significato dello slogan scelto per “La musica che include”: trasformare l’intervento su uno spazio fisico in un investimento sulle persone. Insonorizzare una stanza, in questa prospettiva, significa anche provare a “insonorizzare il rumore dell’isolamento”, creando a Capolago un luogo nel quale formazione musicale, giovani, scuola, fragilità e inclusione possano incontrarsi e dove, come ricorda la campagna, “ogni nota e ogni persona conta”.

