Caritas Ambrosiana: il bilancio di un anno di aiuti e gli impegni per il 2024

Volontari Caritas all'accoglienza dei profughi in Polonia
Volontari Caritas all'accoglienza dei profughi in Polonia
Dalla Terra Santa all'Ucraina, per non dimenticarsi della Libia, della Siria, del Marocco, dei paesi Africani, e dei nostri poveri.

Il 2023 è stato un anno di gravi, in alcuni casi catastrofiche emergenze umanitarie, determinatesi (o protrattesi) in diverse aree del mondo e dovute a cause naturali, più spesso all’infausta azione dell’uomo. Caritas Ambrosiana, in accordo con Caritas Italiana, e all’interno della rete Caritas Internationalis, ha attivato raccolte fondi, ha finanziato azioni d’urgenza e progetti di aiuto, soprattutto si è disposta – come è nello stile d’azione Caritas rispetto alle grandi emergenze – a programmare interventi di medio e lungo periodo, che dureranno nei prossimi mesi e anni. «È nostro costume, e soprattutto nostro compito statutario – dichiara Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana –, non limitarci al soccorso dettato dall’emozione, ma metterci a fianco di persone vulnerabili e comunità sofferenti, per stabilire relazioni di conoscenza, fraternità e aiuto, che in una prospettiva di lunga relazione possano dare frutti di ricostruzione materiale e ritessitura sociale, ma soprattutto esiti di giustizia, tesi a eliminare le cause che producono e alimentano disuguaglianze, violenze, violazioni dei diritti umani».

Di seguito, i principali fronti d’aiuto, che Caritas Ambrosiana presidierà anche nel 2024.
TERRA SANTA. Il conflitto a Gaza continua e ha provocato lutti anche nella compagine di Caritas Gerusalemme (2 operatori uccisi, con le rispettive famiglie, a causa di bombardamenti israeliani) e nella comunità cristiana (il 16 dicembre un cecchino dell’esercito israeliano ha ucciso a sangue freddo due donne e ferito altre persone nella parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza, dove la maggior parte delle famiglie cristiane si è rifugiata dall’inizio della guerra). Una decina di giorni fa un Centro sanitario di Caritas Gerusalemme a Gaza City è stato parzialmente distrutto da bombardamenti nell’area circostante. Nonostante ciò, e nonostante le attività a Gaza siano rallentate, il team di Caritas Gerusalemme dimostra una determinazione incrollabile, fornendo aiuti ai civili sfollati e rimasti senza casa, soprattutto durante il periodo di tregua, grazie a tre cliniche mobili.

Dopo la ripresa dei bombardamenti israeliani, Caritas Internationalis ha chiesto un cessate il fuoco immediato, per far fronte alla catastrofe di Gaza. Ma anche la situazione in Cisgiordania è molto tesa e Caritas Gerusalemme si sta organizzando per aumentare gli aiuti in quell’area.

I fedeli ambrosiani possono contribuire agli sforzi Caritas tramite i Regali Solidali in vista del Natale, oltre che con la raccolta fondi. I proventi delle due iniziative serviranno a sostenere la ripresa (a Gaza) e il rafforzamento (in Cisgiordania) delle azioni di Caritas Gerusalemme, concentrate storicamente sul fronte sanitario, oltre che sull’erogazione di aiuti di prima necessità.

LIBANO. Nel paese imperversa una crisi politica ed economica durissima, acuita anche dagli effetti dei conflitti nei paesi circostanti e della devastante esplosione al porto di Beirut dell’agosto 2020. Caritas Ambrosiana continua ad aiutare Caritas Libano, molto attiva nel sostegno alle famiglie impoverite distribuendo cibo, aiuti e sussidi economici per l’acquisto di medicine o il pagamento di visite mediche e ricoveri ospedalieri, oltre che nell’assistenza (a Beirut) agli sfollati dal sud del Libano, fronte di tensione tra Israele ed Hezbollah.

SIRIA. Il 6 febbraio un terremoto catastrofico ha colpito ampie regioni al confine tra Turchia e Siria. In quest’ultimo paese, dopo un decennio di guerra civile, le conseguenze più devastanti si sono verificate ad Aleppo, Lattakia e Idleb. La rete internazionale Caritas è subito intervenuta per portare aiuto; Caritas Ambrosiana ha inviato fondi per sostenere Caritas Siria in un progetto che ad Aleppo e Lattakia coinvolge più di 200 famiglie, le quali hanno perso tutto a causa del sisma. Alcuni nuclei riceveranno formazione professionale e potranno frequentare tirocini, altri (soprattutto negozianti) fondi per ricostruire e riabilitare la propria attività, altri riceveranno sussidi per coprire le difficoltà dovute alla fase di disoccupazione.

Per il 2024, Caritas Ambrosiana sta studiando interventi di ricostruzione. Scuole danneggiate, centri di salute, strutture di accoglienza, altri servizi comunitari: insieme a Caritas Italiana e ad altre Caritas diocesane, verranno individuati interventi concreti sui cui concentrare gli sforzi.

MAROCCO. La rete Caritas collabora con Caritas Marocco e altre organizzazioni della società civile dai giorni successivi al forte terremoto che l’8 settembre ha colpito la regione montana dell’Alto Atlante e Marrakech (circa 3 mila morti, migliaia di feriti e persone senza alloggio, ingenti danni materiali). L’azione Caritas si concentra nella provincia di Ouarzazate, area relativamente isolata, in cui la popolazione non ha potuto beneficiare dello stesso livello di risposta, da parte del governo, assicurata ad altri territori, e dove non sono presenti altre organizzazioni umanitarie.

Caritas fornisce tende adeguate alle rigide temperature invernali, materiali per l’igiene e la cucina, servizi igienici, sostegno psicosociale, sostegno alle persone con disabilità e a bambini in terapia oncologica e alle loro famiglie. Nel 2024 seguiranno interventi per la riattivazione delle attività economiche e la ricostruzione di abitazioni ed edifici comunitari.

UCRAINA. L’aiuto ai profughi della guerra scatenata dalla Russia in Ucraina è proseguito per tutto il 2023 anzitutto nella diocesi di Milano. Caritas Ambrosiana supporta, anche economicamente, l’accoglienza condotta dalle cooperative del suo sistema e da numerose parrocchie, volta a ospitare e inserire in diversi territori e con diverse formule circa 650 persone (dato aggiornato a ottobre).

All’estero, Caritas Ambrosiana ha scelto di concentrare gli aiuti ai profughi sulla Repubblica di Moldova, grazie al collaudato partenariato con la locale associazione Missione Sociale Diaconia. In Moldova, grande una volta e mezza la Lombardia, si è registrato il più alto numero di ingressi di profughi ucraini (988 mila, di cui 37% donne e 45% minori, dati Unhcr) in rapporto alla popolazione residente. Nel 2024 proseguiranno (grazie a un budget di 350 mila euro) la fornitura di aiuti umanitari, soprattutto per affrontare le rigide temperature invernali, e interventi di accoglienza e supporto psicologicoin comunità per donne con figli neonati. Verranno inoltre aperti un servizio di curae baby sitting per bambini da 2 a 6 anni (prezioso per madri che lavorano) e un nuovo centro diurno a Cahul, nel sud del paese, dedicato ai bambini rifugiati, attrezzato con computer e connessione internet per la scuola online, dotato dei materiali didattici necessari per il doposcuola e ispirato al modello del centro Anastasis di Balti, inaugurato a maggio 2022.

ETIOPIA.  Le aree colpite dalla guerra civile 2020-2022 (500 mila morti e più di 2 milioni di sfollati interni), in cui la rete Caritas è impegnata sin dall’inizio del conflitto, sono segnate da ulteriori gravi problemi di origine climatica e sanitaria. La siccità affligge le regioni di Afar, Amhara e Tigray, mentre l’infestazione di locuste del deserto aggrava il rischio di insicurezza alimentare e rappresenta una minaccia per raccolti e pascoli. La convergenza di questi shock con epidemie di colera, malaria e morbillo aggrava la vulnerabilità di numerose comunità e di tanti sfollati interni.

Gli interventi Caritas si sono concentrati, inizialmente, sulle necessità prioritarie, garantendo cibo, acqua, prodotti per l’igiene, medicinali, costruzione di servizi igienici. Gradualmente si sono avviate azioni (distribuzione di sementi, attrezzi agricoli e animali, ma anche piccoli finanziamenti) per la ripresa delle coltivazioni e dell’allevamento; non sono mancati interventi per il sostegno psicologico post-traumatico e iniziative per favorire il dialogo e la convivenza pacifica.

Sinora Caritas Ambrosiana ha contribuito per 128 mila euro e proseguirà il suo sostegno nel 2024.

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