Rating di legalità: si amplia il bacino delle imprese che lo possono chiedere

Tra le novità anche l'obbligo di fare la richiesta per il rating on line a partire dal 1° gennaio 2020

Le imprese legittimate a richiedere il rating di legalità non sono più soltanto quelle iscritte da almeno due anni nel Registro delle Imprese ma anche quelle iscritte nel Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative (R.E.A.), in aggiunta all’impresa individuale e collettiva la bozza include tra i richiedenti anche l’impresa “controllata o sottoposta ad attività di direzione e coordinamento da parte di altra società o ente”.

Resta la norma che richiede che l’impresa per la quale di chiede il rating abbia raggiunto un fatturato minimo di due milioni di euro nell’ultimo esercizio chiuso nell’anno precedente alla richiesta di rating, riferito alla singola impresa o al gruppo di appartenenza e risultante da un bilancio regolarmente approvato dall’organo aziendale competente e pubblicato ai sensi di legge.  Inoltre, alla data della richiesta di rating, l’impresa deve risultare iscritta, da almeno due anni, nel registro delle imprese da almeno due anni o nel Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative (R.E.A.)

La richiesta per ottenere il rating di legalità può essere fatta solo on line a partire dal 1° gennaio 2020. Le imprese devono inviare apposita domanda sottoscritta dal legale rappresentante e redatta mediante compilazione del formulario pubblicato sul sito dell’Autorità utilizzando l’apposita piattaforma Webrating.

Che cosa viene richiesto

I soggetti appartenenti all’impresa (titolare, procuratore, direttore tecnico)  non devono avere a proprio carico misure di prevenzione personali o patrimoniali e cautelari, viene previsto anche l’insitore ( cioè colui che viene preposto dal titolare all’esercizio dell’impresa); non devono, inoltre, aver subito un procedimento penale al termine del quale sia stato emesso un decreto penale di condanna divenuto irrevocabile e in ogni caso vengono ora contemplati ulteriori reati che determinano l’esclusione dal rating quali l’usura, la bancarotta fraudolenta e il trasferimento fraudolento di valori; non devono neppure essere state pronunciate sentenze di condanna o misure cautelari a carico dell’impresa come conseguenza degli illeciti amministrativi dipendenti dai reati di cui al D.Lgs. n. 231/2001.

E’  prevista la sospensione dell’efficacia del rating di cui si domanda il rinnovo, qualora dovessero emergere elementi o comportamenti significativi ai fini della valutazione dell’impresa in termini di rispetto dei principi di legalità e delle regole di diligenza; vengono proposte nuove sanzioni quali la revoca del rating ovvero il divieto di presentare una nuova domanda laddove l’impresa violi gli obblighi informativi ai quali è tenuta.