«Il Gruppo Iccrea premierà le Bcc virtuose»

Dal convegno del 5 ottobre organizzato nell'ambito dei 120 anni della nostra banca le indicazioni del presidente del Gruppo Bancario: «L'autonomia bisogna meritarsela»

«Il nuovo gruppo avrà il compito di dare alle Bcc aderenti un indirizzo comune. Ma, soprattutto, farà da garante nei confronti di tutti e, come da normativa, controllerà ogni Bcc sulla base di indicatori oggettivi e verificabili da tutte le Bcc: fintanto che una banca rimane virtuosa, non ci sarà motivo di intervenire. Certo, ci si aiuterà tra Bcc, anche prestando il patrimonio, se sarà necessario. Ma il prestito dovrà però essere remunerato e, appunto, essere un prestito, quindi ritornare indietro. Così daremo vera autonomia alle Bcc. Prima della riforma non c’era vera autonomia: era, in realtà, un’autonomia finta, perché la singola Bcc contribuiva alle perdite delle altre banche senza avere nulla in cambio. Con il Gruppo non si perde ricchezza. Inoltre, su tutte le Bcc aderenti ci sarà l’attività preventiva di controllo del gruppo, che sottoporrà il processo di ognuno ad un maggior controllo: perché l’autonomia bisogna meritarsela». Parola di Giulio Magagni, presidente di Iccrea Banca. Che il primo dibattito pubblico tra vertici nazionali e esponenti locali del nascente Gruppo Bancario Cooperativo italiano fosse l’occasione giusta per comprendere meglio qualcosa di più sul nostro futuro, lo avevamo scritto anche su queste colonne. E la nostra banca ci credeva a tal punto da aver fatto di tale confronto il momento di apertura delle celebrazioni dei 120 anni di fondazione. «Il Credito Cooperativo a cavallo di tre secoli», questo il tema della serata, che, moderata dal vice direttore del Tg5 Giuseppe De Filippi, giovedì 5 ottobre ha visto sul palco dell’auditorium don Besana il presidente e il direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi e Luca Barni, e il presidente di Iccrea Banca, Giulio Magagni, mentre il suo direttore generale, Leonardo Rubattu, ha dovuto dare forfait all’ultimo momento perché bloccato da un cambiamento dell’agenda degli incontri fissati da Banca d’Italia proprio sul percorso di creazione del gruppo bancario.

Sollecitati dalle incalzanti domande del moderatore e davanti ad un attento pubblico di soci, esponenti di altre Bcc, dipendenti e stakeholder locali, i protagonisti del convegno hanno sviscerato tutti i temi sul futuro che aspetta il credito cooperativo e la nostra banca. E quando è arrivata la dichiarazione di Magagni con cui abbiamo aperto questo nostro articolo, palpabile è stata la soddisfazione sia del pubblico in sala sia di chi stava sul palco. «Rinunciare alla propria indipendenza e delegare al gruppo funzioni di indirizzo e controllo è una scelta importante, che ci porta a pretendere l’intervento diretto del gruppo su eventuali situazioni non virtuose -ha immediatamente sottolineato il nostro presidente, Roberto Scazzosi-. E averne adesso la certezza, ci conferma nella convinzione che il percorso che stiamo iniziando è davvero una grande opportunità di crescita per tutti. E se tutti operiamo nella medesima direzione andremo sicuramente verso un futuro migliore». «Del resto, non si può più prescindere dall’essere parte di un gruppo -ha osservato il nostro direttore, Luca Barni, sollecitato sull’argomento da De Filippi-. Ci sono delle sfide che una singola Bcc non può sostenere da sola, come per esempio gli investimenti sul digitale. Inoltre, ad esempio sul fronte dei costi, abbiamo bisogno delle economie di scala che il Gruppo potrà garantire. Sicuramente possiamo avere un grande plusvalore dall’essere parte del nuovo gruppo bancario cooperativo Iccrea, così come è stato tratteggiato questa sera. Perché il modello del “fare impresa” rappresenta l’operare quotidiano che abbiamo adottato da tempo e che adesso ci pone in una situazione di vantaggio. Il Gruppo prenderà le sue decisioni su criteri meritocratici e questo ci fa stare tranquilli sul fatto che potremo continuare a operare mantenendo fermo il paradigma della nostra Bcc, di ogni Bcc come plusvalore sul territorio in cui lavora».

La serata di giovedì 5 ottobre aveva preso il via con una veloce carrellata sui 120 anni della nostra Bcc, con De Filippi a stuzzicare presidente e direttore al fine di far emergere le peculiarità del nostro istituto. Il vice direttore de Tg5 si è dimostrato particolarmente interessato al tema dell’indipendenza della nostra Bcc dai poteri locali, del resto, non poteva essere diversamente, visto che questo è un tema  all’ordine del giorno del dibattito nazionale. «Dialoghiamo con tutti, facciamo quello in cui crediamo e che serve al territorio, ma ci manteniamo autonomi -ha detto Scazzosi-. In pratica, ascoltiamo i bisogni e cerchiamo di costruire risposte, avendo grande attenzione alla sostenibilità delle cose che facciamo, senza creare scorciatoie per nessuno. Riguardo alla governance, le scelte sono chiare e sotto agli occhi di tutti: nell’ambito di un territorio ci si conosce, la gente sa chi sei, e tutti sanno che nel nostro CdA non ci sono posti riservati a questa o a quella associazione di categoria, o a questo o a quel gruppo politico. Insomma, il metodo conta sempre. E l’ottimismo sul gruppo bancario cooperativo Iccrea deriva anche dal vedere quale metodo è stato scelto per costruirlo -ha aggiunto più avanti Scazzosi-. La particolarità del per corso che sta portando alla creazione del Gruppo Bancario, infatti, è che le decisioni non vengono calate dall’alto. All’interno del Gruppo sono stati aperti dei cantieri per ascoltare le Bcc; è un modo di operare diverso, è un metodo che non snatura l’essere banca del Credito Cooperativo». «Il nostro Gruppo bancario, che è già sottoposto alla vigilanza della Bce e ha già tutti i parametri per poter operare, ha un patrimonio di oltre 15 miliardi, e sottolineo, è tutto italiano. È un caso unico in Italia. E non ci passa per la testa di arrivare ad una quotazione in borsa: sono rimasto basito nel leggere che invece qualcun altro pensa di farlo -ha infine precisato Magagni, cogliendo un altro tema del dibattito nazionale-. Il nostro è un progetto che stiamo facendo in funzione delle nostre radici e con la volontà di traghettare le Bcc verso altri 200 e più anni di storia». Chiosando e rispondendo alla domanda sul futuro e sul nuovo gruppo, infine, il nostro presidente Scazzosi ha chiarito: «Ad ogni persona che incontro per strada dico sempre: non pensate di vedere il Credito Cooperativo tra vent’anni uguale a quello che avete visto negli ultimi 120. Ma sicuramente lo vedrete meglio. Perché, in questo nuovo contesto ogni cosa, anche i vostri risparmi, sarà maggiormente tutelata».

MAGAGNI

QUI HO TROVATO L’ENTUSIASMO CHE SERVE AL NUOVO GRUPPO

Parlando con il presidente e il direttore della Banca di Busto Garolfo e Buguggiate ho capito che stanno affrontando il loro ruolo con positività, non solo per la fase attuale ma anche per quella futura. Stanno facendo bene il proprio mestiere sul territorio e guardando alla loro banca proiettata dentro il gruppo: come già parte integrante di un gruppo. Ho visto entusiasmo. Ho visto due uomini del credito cooperativo che hanno colto benissimo l’essenza di questa riforma e stanno operando per proiettarla sulla loro banca. Non è sempre così. Sovente, infatti, trovo atteggiamenti di rassegnazione, diffidenza e perplessità, a volte addirittura di immobilismo, nella speranza che tutto cambi perché nulla cambi. Invece il gruppo prenderà forza e sarà capace di dare veramente una risposta solo se tutti quelli che partecipano a questo gruppo saranno convinti che è lo strumento essenziale per il futuro di tutte le nostre banche. Come lo sono il presidente e il direttore di Busto Garolfo e Buguggiate. E il loro entusiasmo per me è importante, perché mi dà fiducia e voglia di andare avanti. Quello del nuovo gruppo è un progetto complesso e faticoso, ma è una grande opportunità. Se siamo bravi a costruirla, a coglierla e a crearla non con un progetto industriale ma con i piedi e le radici nel mondo della nostra storia, che è quello della cooperazione, non possiamo sbagliare. L’errore lo si farebbe solo pensando che tutto quello che sta succedendo sia un po’ gattopardesco, ovvero che tutto cambia per rimanere come prima. Ovviamente, non sarà così.

DE FILIPPI

«ORA POTETE DIRE: ABBIAMO UNA BANCA E SENZA PAURA DELLE INTERCETTAZIONI»

Giuseppe De Filippi, vice direttore del Tg5, con la sua battuta finale ha ben colto il senso della presenza e del modo di agire che in questi 120 anni hanno sempre contraddistinto la nostra banca: al servizio della famiglie, delle imprese e delle comunità, senza nulla da nascondere e con l’orgoglio di portare a testa alta la propria specificità e i propri valori. Una famiglia, la nostra, che ha voluto simbolicamente accogliere al suo interno proprio De Filippi, donandogli la doppia C in oro, simbolo del Credito Cooperativo.

SCAZZOSI

DUE GRUPPI SONO UNA SCELTA SBAGLIATA ICCREA CI GARANTISCE SICUREZZA E SOLIDITÀ

Ritengo non corretta la scelta fatta da altre Bcc di non aver voluto dar vita ad un gruppo unico. Perché in un momento di difficoltà bisogna fare economie e politiche di aggregazione che tengano in considerazione costi, vantaggi e benefici delle varie opzioni. Fare due gruppi, come sta accadendo, non è certo una scelta che va nella direzione della razionalizzazione e della sinergia e, in più disperde quel patrimonio di reputazione che come Credito Cooperativo ci siamo costruiti in oltre un secolo di attività. Noi abbiamo deciso di aderire ad Iccrea perché è una realtà che esiste da sempre, è una banca che è sottoposta alla vigilanza della Banca centrale europea e che è solida sia per capitale sia per struttura organizzativa. È, quindi, una realtà veramente forte, con la quale abbiamo sempre lavorato e con la quale riteniamo di non poter interrompere mai i nostri rapporti. Tra l’altro, la solidità di Iccrea rappresenta per noi un motivo di grande sicurezza.

BARNI

STARE NEL GRUPPO AUMENTERÀ I BENEFICI LASCIANDO BEN SALDE LE NOSTRE RADICI

Sono anni che lavoriamo con Iccrea, veicolandone i prodotti, acquistando alcuni servizi e agendo di concerto in compartecipazione del rischio su determinati finanziamenti di grande livello, quindi conosciamo bene i vantaggi di stare all’interno di questo gruppo. Sappiamo come lavorano e abbiamo fiducia che la partenza del gruppo aumenterà i benefici che già oggi otteniamo. Inoltre, la certezza che il nostro nuovo gruppo non farà l’errore di omologarsi agli altri gruppi bancari, ma manterrà al centro la specificità del credito cooperativo e i suoi valori, che fanno davvero la differenza nel rapporto con la clientela, ci dà grande sicurezza per il futuro. Quindi è certo che la nostra Bcc manterrà radici ben piantate su questo territorio, continuando ad essere un plus valore per le nostre comunità di riferimento, così come faranno tutte le altre Bcc che, assieme a noi, si accingono ad intraprendere il cammino per la costituzione del Gruppo bancario cooperativo Iccrea.