Le imprese con meno di 50 dipendenti rappresentano il 99% del tessuto produttivo italiano. È soprattutto a queste realtà che si rivolge la sfida dell’intelligenza artificiale, una tecnologia che può contribuire a migliorare la competitività aziendale, ma la cui adozione richiede competenze, investimenti e risorse economiche. Una sfida particolarmente importante per un territorio come quello di Varese, caratterizzato da una forte vocazione industriale e da una significativa presenza di piccole e medie imprese.
Per accompagnarle in questo percorso, A2A e Confindustria Varese hanno organizzato l’incontro “L’AI trasforma le PMI: strumenti e risorse per affrontare il cambiamento”, che si è svolto il 1° ottobre. L’appuntamento rappresenta la quinta tappa di un ciclo di sei incontri promosso dal Gruppo A2A insieme alle rappresentanze territoriali di Confindustria, con conclusione prevista a novembre 2026.
A evidenziare il peso delle imprese di minori dimensioni è stato il presidente di A2A, Roberto Tasca, che ha richiamato anche i risultati economici del territorio varesino. Nel 2025, infatti, la provincia ha superato i 14 miliardi di euro di esportazioni, registrando una crescita del 21,7% rispetto all’anno precedente. Un incremento nettamente superiore a quello della Lombardia, pari all’1,8%, e alla media nazionale, attestatasi al 3,3%.
In termini percentuali, la crescita dell’export varesino ha superato di 19,9 punti quella regionale e di 18,4 punti quella italiana. Numeri che confermano la capacità delle imprese locali di competere sui mercati internazionali e che, secondo A2A, rendono ancora più importante investire nell’innovazione tecnologica per consolidare i risultati raggiunti.
«Le imprese con meno di 50 dipendenti rappresentano il 99% del tessuto produttivo italiano, un tessuto in cui l’intelligenza artificiale può diventare un alleato prezioso per la competitività», ha spiegato Tasca. «Il nostro obiettivo con questi incontri è mettere a disposizione delle PMI del territorio le competenze e gli strumenti maturati dal Gruppo, per trasformare un potenziale già evidente nei numeri in una trasformazione digitale diffusa e concreta».
L’accesso alle nuove tecnologie, tuttavia, non dipende soltanto dalla volontà delle aziende di innovare. Per le realtà più piccole, la disponibilità di finanziamenti e di competenze specialistiche rappresenta un elemento determinante. Proprio per questo l’incontro ha dedicato ampio spazio alle opportunità offerte dai fondi europei, nazionali e regionali, con particolare attenzione agli strumenti che possono sostenere gli investimenti nell’intelligenza artificiale.
Gianluca Fabbri, docente del Master in Management e Controllo dei Fondi Comunitari presso la Luiss Business School, ha approfondito il tema dei finanziamenti europei destinati all’innovazione e all’AI. Giacomo Bianchi, dell’EU Liaison Office di Bruxelles di Confindustria Varese, ha invece illustrato le opportunità offerte dai bandi a cascata per le PMI.
L’obiettivo dell’iniziativa è fornire alle imprese non soltanto informazioni sulle risorse disponibili, ma anche esempi concreti di applicazione delle nuove tecnologie, attraverso un sistema di collaborazioni che coinvolga grandi aziende, associazioni di categoria, università e istituzioni.
«L’Intelligenza Artificiale rappresenta una leva sempre più strategica per la competitività delle imprese, ma per trasformarne il potenziale in risultati concreti servono competenze, investimenti e strumenti adeguati», ha sottolineato Chiara Radrizzani, vicepresidente di Confindustria Varese. Fondi europei, formazione manageriale e strumenti dedicati all’innovazione possono infatti contribuire ad accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale, soprattutto nelle realtà produttive di dimensioni più contenute.
Durante l’appuntamento sono state presentate anche due esperienze aziendali: quella di Simplas S.p.A., illustrata dal managing director Massimiliano Terraneo, e quella di A2A Life Ventures, la nuova piattaforma per l’innovazione e la transizione ecologica del Gruppo A2A, raccontata dall’amministratore delegato Patrick Oungre.
La tappa varesina si inserisce dunque in un progetto che punta a rendere l’intelligenza artificiale uno strumento concretamente utilizzabile dalle piccole e medie imprese. Per un territorio che ha già dimostrato una notevole capacità di crescita sui mercati esteri, la sfida è ora affiancare alla forza dell’export una trasformazione digitale capace di coinvolgere anche le aziende con meno di 50 dipendenti, che costituiscono la parte predominante del sistema produttivo italiano.

