Crescere significa costruire

I risultati economici sono importanti. Ma per chi ha la responsabilità di guidare una struttura, ancora più interessante è capire che cosa c’è dietro quei risultati e che cosa consentiranno di fare domani.
La semestrale al 30 giugno ci restituisce una banca solida e in crescita. L’utile netto raggiunge 7,56 milioni di euro, il margine di interesse aumenta del 4,47%, le commissioni nette dell’11,53%, il margine di intermediazione del 10,43%. Nello stesso tempo le rettifiche per rischio di credito diminuiscono del 46%.
Sono risultati che considero importanti soprattutto perché confermano la validità di un percorso.
Da tempo insistiamo sulla necessità di sviluppare i servizi e rendere il nostro modello economico meno dipendente dall’andamento dei tassi. Oggi le commissioni nette coprono il 99,7% del costo del personale. È un risultato che ci pone ai vertici delle banche del Gruppo BCC Iccrea e che dimostra come sia possibile coniugare produttività e investimento sulle persone.
Al 30 giugno eravamo 182 dipendenti, quattro in più rispetto a un anno prima. Con le quattro nuove filiali entrano altri 35 colleghi. Ma anche questo dato va letto dentro un percorso più ampio: negli ultimi anni abbiamo continuato a inserire competenze, formare persone, rinnovare sedi e modificare progressivamente il modo in cui lavoriamo.
Perché una banca cresce davvero quando cresce la qualità della sua organizzazione.
Da questo punto di vista mi ha fatto particolarmente piacere il riconoscimento che abbiamo ottenuto all’Expo del Gruppo BCC Iccrea, dove il nostro mix di servizi alla clientela è risultato primo in Italia. Non considero il premio soltanto una soddisfazione, pur grande. Lo considero la conferma di un metodo.
Significa che anche una realtà delle nostre dimensioni può diventare un riferimento all’interno di un grande Gruppo se riesce a leggere i bisogni, costruire risposte e mettere insieme banca, mutualità e servizi in maniera innovativa.
Ed è esattamente ciò che dobbiamo continuare a fare.
Lo vediamo nelle filiali che rinnoviamo, come Cassano Magnago e Parabiago: non semplicemente spazi più belli, ma luoghi ripensati per un’attività bancaria nella quale diminuisce il peso dell’operatività tradizionale e aumenta quello della consulenza e della relazione.
Lo vediamo nella crescita dei servizi, nella capacità di accompagnare famiglie e imprese e nel lavoro quotidiano delle nostre persone. E naturalmente lo vediamo nell’ingresso di Cantello, Lavena Ponte Tresa, Luino e Varese Biumo, che aumenta dimensioni e complessità della banca e ci chiede di mettere alla prova tutto ciò che abbiamo costruito.
L’operazione arriva in un momento nel quale i nostri fondamentali ci consentono di affrontarla con serenità, ma sarebbe sbagliato considerarla un punto di arrivo. È piuttosto un acceleratore.
Una struttura più grande richiede processi migliori, maggiore capacità di coordinamento, competenze più diffuse e un livello ancora più alto di servizio. Richiede anche la capacità di sfruttare pienamente le opportunità offerte dall’appartenenza al Gruppo BCC Iccrea, mantenendo contemporaneamente quella rapidità di relazione e quella conoscenza diretta che rappresentano il vantaggio di una banca locale.
È questo equilibrio che dobbiamo continuare a cercare.
I numeri ci dicono che la strada intrapresa sta producendo risultati. I riconoscimenti ci dicono che alcune delle soluzioni che abbiamo costruito possono diventare un modello anche per altri.
Ma né gli uni né gli altri devono farci sentire arrivati.
Devono darci, semmai, ancora più voglia di costruire.

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