Credito Cooperativo lombardo, raccolta oltre i 36,5 miliardi: crescono i finanziamenti a famiglie e imprese

Le Banche di Credito Cooperativo rafforzano il proprio ruolo nell’economia regionale: impieghi in aumento del 5,6% e una quota di mercato del 21,5% nei finanziamenti alle piccole imprese. Il presidente Alessandro Azzi: «La sfida è diventare mentori e partner per lo sviluppo delle PMI».

Il Credito Cooperativo lombardo consolida la propria presenza sul territorio e conferma il ruolo strategico nel sostegno all’economia regionale, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese e alle famiglie. I dati relativi al primo semestre del 2026 fotografano un sistema bancario in crescita, capace di coniugare solidità finanziaria, vicinanza alle comunità locali e attenzione alle nuove sfide della trasformazione economica.

Nei primi sei mesi dell’anno, le Banche di Credito Cooperativo della Lombardia hanno superato i 36,5 miliardi di euro di raccolta diretta, mentre gli impieghi destinati a imprese e famiglie hanno oltrepassato i 25,5 miliardi di euro, registrando un incremento del 5,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Numeri che testimoniano la capacità del sistema cooperativo di continuare a sostenere il tessuto produttivo lombardo, in una fase in cui le aziende sono chiamate ad affrontare investimenti sempre più impegnativi sul fronte dell’innovazione, della digitalizzazione e della sostenibilità.

Particolarmente significativo è il peso delle BCC nel finanziamento delle realtà imprenditoriali di minori dimensioni. Il Credito Cooperativo detiene infatti il 21,5% delle quote di mercato relative agli impieghi alle piccole imprese lombarde, confermandosi un interlocutore di riferimento per un segmento produttivo che rappresenta una componente fondamentale dell’economia regionale.

La forza delle BCC risiede soprattutto nel radicamento territoriale e nella conoscenza diretta delle esigenze delle imprese. Un modello di banca di prossimità che assume un valore ancora maggiore alla luce della progressiva riduzione degli sportelli bancari in numerose aree del Paese. In Lombardia, infatti, è in crescita il numero dei Comuni nei quali il Credito Cooperativo costituisce l’unica presenza bancaria, garantendo la continuità di servizi finanziari essenziali per cittadini, attività commerciali e imprese.

Una presenza che non si limita all’erogazione del credito, ma contribuisce a mantenere vivo il rapporto tra sistema bancario e comunità locali, contrastando il rischio di esclusione finanziaria nei territori meno serviti. In questo scenario, le BCC sono chiamate a rafforzare ulteriormente la propria funzione di accompagnamento allo sviluppo economico, superando il tradizionale ruolo di finanziatori.

A delineare le prospettive del settore è Alessandro Azzi, presidente della Federazione Lombarda delle Banche di Credito Cooperativo, che sottolinea la necessità di un’evoluzione del rapporto tra banche cooperative e sistema imprenditoriale.

«La sfida, per le BCC, è evolvere, ancora di più, da finanziatori a veri e propri “mentori” e partner per lo sviluppo delle PMI, con particolare attenzione alle peculiarità e alle esigenze delle micro e delle piccole imprese», ha dichiarato Azzi, come riportato sul sito della Federazione Lombarda.

Un cambiamento di prospettiva che punta a trasformare la relazione bancaria in una collaborazione più ampia e continuativa, capace di affiancare gli imprenditori nelle decisioni strategiche e nei percorsi di crescita. Le priorità riguardano settori destinati a incidere profondamente sulla competitività delle aziende nei prossimi anni.

«Penso, per esempio, agli investimenti nel campo dell’efficientamento energetico, dell’automazione e dell’intelligenza artificiale (preservando la centralità dell’umano), della cyber sicurezza e – da ultimo ma non per ultimo – della formazione del capitale umano, per accrescere solide competenze interne alle aziende», ha evidenziato il presidente.

La transizione digitale e quella ambientale rappresentano infatti due passaggi decisivi soprattutto per le imprese più piccole, che spesso devono confrontarsi con risorse finanziarie e organizzative limitate. In questo contesto, la disponibilità di un partner bancario capace di comprendere le caratteristiche delle singole attività può fare la differenza nell’accesso agli investimenti e nella pianificazione di progetti di medio e lungo periodo.

Secondo Azzi, il sistema del Credito Cooperativo dispone delle competenze necessarie per rispondere a queste esigenze. «Le BCC, supportate dalle Capogruppo e dalle Federazioni Locali, hanno la sensibilità, gli strumenti e l’esperienza per accompagnare le imprese nella transizione digitale e sostenibile, proponendo modelli di finanza paziente e personalizzata, supportando le filiere, le reti territoriali».

Il riferimento alla finanza paziente evidenzia una delle caratteristiche distintive del modello cooperativo: la possibilità di costruire relazioni durature con le imprese, valorizzandone le prospettive di sviluppo e non soltanto le necessità finanziarie immediate. Un approccio particolarmente importante per le micro e piccole aziende, che costituiscono una parte rilevante del sistema economico lombardo e che hanno bisogno di strumenti calibrati sulle proprie dimensioni e capacità di investimento.

I risultati del primo semestre 2026 confermano dunque la centralità del Credito Cooperativo nel panorama bancario regionale. La crescita degli impieghi, l’incidenza nei finanziamenti alle piccole imprese e il presidio dei Comuni nei quali le BCC rappresentano l’unico punto di riferimento bancario delineano un sistema che continua a investire sulla prossimità.

La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questo radicamento in un vantaggio concreto per la competitività del territorio, accompagnando le imprese non soltanto nell’accesso al credito, ma anche nelle scelte che ne determineranno il futuro. Un percorso nel quale innovazione tecnologica, sostenibilità e valorizzazione delle competenze umane saranno sempre più strettamente legate al ruolo delle banche cooperative nello sviluppo dell’economia lombarda.

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