ISEE 2026: cambia il calcolo e si allarga la platea dei beneficiari

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(foto credits shutterstock)
Scala di equivalenza rivista e valore della prima casa meno penalizzante, favorite le famiglie con più figli

Con la Legge di Bilancio 2026 cambia il modo in cui viene calcolato l’ISEE, l’indicatore che misura la situazione economica delle famiglie e che determina l’accesso a numerosi bonus, contributi e prestazioni sociali. Le modifiche introdotte dal Governo puntano ad ampliare la platea dei beneficiari, intervenendo su due elementi centrali del calcolo: la scala di equivalenza, che tiene conto della composizione del nucleo familiare, e il valore della prima casa nel patrimonio immobiliare.

Il primo intervento riguarda proprio la scala di equivalenza, cioè il meccanismo che permette di adattare l’indicatore alla dimensione della famiglia. Più il nucleo familiare è numeroso, maggiore è la scala applicata e, di conseguenza, più basso risulta l’ISEE finale a parità di reddito e patrimonio. La Legge di Bilancio ha rafforzato questo sistema introducendo maggiorazioni più elevate per le famiglie con figli. Per la prima volta viene riconosciuta una maggiorazione anche ai nuclei con due figli, pari a 0,10 punti. Le famiglie con tre figli ottengono invece un incremento di 0,25 punti, quelle con quattro figli di 0,40 punti e quelle con cinque o più figli di 0,55 punti. Rispetto al sistema precedente tutte le maggiorazioni sono state aumentate di 0,05 punti, mentre l’introduzione della maggiorazione per le famiglie con due figli rappresenta una novità assoluta. L’effetto di questa modifica è quello di ridurre l’ISEE per i nuclei con figli, rendendo più facile l’accesso a bonus e agevolazioni oppure aumentando l’importo delle prestazioni già percepite.

La seconda modifica riguarda invece il patrimonio immobiliare e in particolare il modo in cui viene considerata la prima casa. Nel calcolo dell’ISEE esiste già una franchigia, cioè una quota del valore dell’abitazione principale che non viene conteggiata nel patrimonio della famiglia. In precedenza questa soglia era fissata a 52.500 euro. Con la nuova normativa la franchigia sale a 91.500 euro, con un aumento significativo che riduce il peso della casa di proprietà nell’indicatore economico. La soglia diventa ancora più alta per chi vive nei comuni capoluogo delle città metropolitane, dove il valore degli immobili è generalmente più elevato: in questi casi la franchigia può arrivare fino a 120.000 euro.

Anche il meccanismo di incremento della franchigia legato alla presenza di figli è stato modificato. In passato l’aumento della quota esclusa dal calcolo scattava per ogni figlio convivente successivo al secondo. Con la nuova normativa, invece, l’incremento viene riconosciuto già a partire dal secondo figlio. In pratica il valore dell’immobile escluso dal patrimonio aumenta di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Anche questa modifica contribuisce a ridurre l’ISEE delle famiglie con più figli e con una casa di proprietà, rendendo l’indicatore più aderente alle reali condizioni economiche dei nuclei familiari.

L’obiettivo delle due modifiche è rendere l’ISEE meno penalizzante per le famiglie numerose e per chi possiede l’abitazione in cui vive, ampliando così la platea dei beneficiari delle misure di sostegno. Tuttavia le novità non verranno applicate a tutte le prestazioni sociali. Nella fase iniziale il nuovo sistema di calcolo sarà utilizzato soltanto per cinque misure: l’Assegno di inclusione, il Supporto per la formazione e il lavoro, l’Assegno unico e universale per i figli a carico, il buono INPS destinato al pagamento delle rette degli asili nido e l’assegno una tantum previsto per ogni figlio nato o adottato.

Per queste prestazioni l’effetto sarà duplice. Da un lato alcune famiglie che prima risultavano sopra le soglie di accesso potrebbero rientrare nei requisiti grazie a un ISEE più basso. Dall’altro, i nuclei che già percepiscono questi sostegni potrebbero ricevere importi più elevati proprio per effetto della riduzione dell’indicatore economico. L’allargamento della platea e l’aumento degli importi comporteranno naturalmente un incremento della spesa pubblica. Secondo le stime, il costo aggiuntivo per lo Stato sarà pari a circa 489,42 milioni di euro già nel 2026, con una crescita progressiva negli anni successivi fino a raggiungere i 552,4 milioni di euro nel 2032.

Le modifiche all’ISEE rappresentano quindi un intervento mirato per rafforzare il sostegno alle famiglie, in particolare a quelle con più figli e a quelle che possiedono la casa in cui vivono, riducendo alcune distorsioni del sistema precedente e ampliando l’accesso alle principali misure di welfare.

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