L’educazione finanziaria come leva di autonomia, partecipazione e cittadinanza economica. È questo il messaggio lanciato da Augusto dell’Erba nel convegno di Idee, donne del credito cooperativo. Un tema che riguarda non soltanto la gestione delle risorse personali, ma il modo stesso in cui le persone partecipano alla vita economica e sociale del Paese.
«L’educazione finanziaria, questo è importante sottolinearlo, non si limita ad essere un mezzo per gestire le proprie risorse, ma si pone come opportunità per edificare autonomia, fiducia e partecipazione», è stato ricordato durante l’incontro. Un percorso che assume una dimensione più ampia rispetto alla semplice conoscenza di strumenti bancari o finanziari. «È da questo fondamento che può scaturire un autentico progresso civile, economico e culturale, in grado di collocare la persona e la sua dignità al centro di un nuovo paradigma di sviluppo sostenibile ed equo», è stato sottolineato, «capace di sostenere il protagonismo attivo e consapevole delle donne e delle generazioni più giovani».
Augusto Dell’Erba ha evidenziato la dimensione strategica della questione. «È un tema strategico, quello della parità. Ogni anno viene svolto e declinato con modalità diverse e mi sembra particolarmente interessante che quest’anno ci sia questa collaborazione che prende tante forme e che vede protagoniste comunque le donne, le giovani socie, i soci della Fondazione Terzo Millennio e anche con un contributo ovviamente da parte di Federcasse».
Secondo Dell’Erba, l’educazione finanziaria è diventata oggi un passaggio essenziale per rafforzare l’autonomia delle persone e la loro partecipazione alla vita economica. «È un tema che è diventato essenziale. Lo ripeto, per promuovere l’autonomia, la partecipazione, la piena cittadinanza economica. E non è un caso che noi proponiamo insieme alle donne, alle giovani donne, ma anche ai giovani, ai giovani soci, di prendere questa leadership e questa responsabilità».
Nel quadro delle iniziative promosse dal sistema del Credito Cooperativo, l’alfabetizzazione finanziaria viene considerata un vero e proprio bene collettivo. «L’educazione finanziaria è un bene comune», ha affermato il presidente di Federcasse, «soprattutto caratterizzata, come lo fa il Credito Cooperativo, rappresenta una leva strategica essenziale di potenziamento sia individuale sia collettivo. Elevare l’alfabetizzazione finanziaria è particolarmente importante soprattutto quando ci sono difficoltà e anche incertezze».
Il punto centrale è la consapevolezza. «La consapevolezza significa non sudditanza, significa non dipendenza e quindi già un’educazione all’autonomia in generale. Ma l’autonomia, in particolare per quanto riguarda le questioni economiche, le questioni finanziarie, le questioni più semplicemente di rapporti con le banche, è veramente di grande attualità», ha spiegato Dell’Erba. Un impegno che il sistema delle Banche di Credito Cooperativo porta avanti attraverso numerose iniziative sul territorio. «Noi lo facciamo con uno stile, con un coinvolgimento e anche con una vastità di iniziative, con tanta creatività che emerge a tutti i livelli, cominciando dai territori».
La riflessione si inserisce in un contesto nel quale i dati mostrano ancora forti squilibri nelle competenze finanziarie tra uomini e donne e tra generazioni. Numeri che fotografano una realtà complessa e che richiedono un’azione educativa diffusa. «Sappiamo che c’è un triste primato soprattutto per quanto riguarda le donne con riferimento alle conoscenze finanziarie», è stato ricordato nel corso dell’incontro.
Secondo i dati di Edufin del Ministero dell’Economia e delle Finanze, soltanto il 22% delle donne italiane gode oggi di forme di indipendenza economica e autonomia. Una donna su tre è priva di un reddito proprio e meno della metà possiede una formazione adeguata in educazione finanziaria, contro il 65% degli uomini.
Il divario emerge anche nel mercato del lavoro e nelle condizioni economiche complessive. Il tasso di occupazione femminile si attesta al 59%, mentre le pensioni percepite dalle donne risultano mediamente inferiori del 36% rispetto a quelle degli uomini. «Pensate quanto è grave questo gap», è stato osservato durante il confronto.
Anche sul fronte dell’alfabetizzazione finanziaria generale il Paese presenta criticità. L’Italia si colloca infatti nella parte bassa delle classifiche internazionali, con un gender gap stabile di circa cinque punti: il livello di alfabetizzazione finanziaria è pari al 54% per le donne contro il 59% degli uomini.
Un quadro confermato anche da una recente ricerca finanziata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e realizzata dalle associazioni dei consumatori. Lo studio evidenzia come il 53% degli uomini dichiari competenze finanziarie elevate, contro il 43,6% delle donne.
Ma le difficoltà riguardano anche le nuove generazioni. «I giovani sono più esposti», è stato sottolineato nel corso dell’incontro. Tra i ragazzi tra i 18 e i 24 anni solo il 50% tiene traccia delle proprie entrate e uscite, contro il 77% delle persone oltre i 65 anni. Ancora più significativo è il dato sulla comprensione degli strumenti finanziari: soltanto il 20% dei giovani tra i 18 e i 34 anni legge e comprende senza difficoltà le condizioni di prestiti, carte di credito e strumenti di pagamento digitali o elettronici.
Numeri che spiegano la scelta di rafforzare l’impegno educativo coinvolgendo non solo il mondo femminile ma anche i giovani soci delle realtà cooperative. L’obiettivo è costruire una comunità più consapevole e capace di affrontare le trasformazioni dell’economia contemporanea.
Per il sistema del Credito Cooperativo l’educazione finanziaria rappresenta dunque molto più di una competenza tecnica: è uno strumento di emancipazione personale e di crescita sociale. Un percorso che, mettendo al centro la persona e la sua dignità, punta a costruire una società più equa, partecipata e consapevole.

