Il futuro dello sviluppo economico italiano passa dalla capacità di trasformare il risparmio in credito per l’economia reale e dal ruolo di un sistema bancario che operi nell’interesse generale. È questo il filo conduttore dell’intervento di Augusto Dell’Erba, presidente di Federcasse, che ha preso la parola a un convegno organizzato a Grosseto da Banca Tema insieme alla Fondazione Polo universitario grossetano. «Ci facciamo tante domande su quello che potrà essere lo sviluppo economico dell’Italia, e allora ci vorranno sempre più banche capaci di mettere in moto la ricchezza che è depositata fiduciariamente presso di noi», ha affermato Dell’Erba, richiamando l’attenzione sul fatto che il Paese dispone di un patrimonio di risparmio significativo, che però non sempre si traduce in crescita diffusa.
Secondo il presidente di Federcasse, una parte rilevante di questa ricchezza prende oggi altre direzioni. «Sappiamo che esiste una grande quantità di risparmio italiano ed europeo che va verso gli Stati Uniti nelle modalità che conosciamo», ha osservato, riferendosi ai flussi intercettati dai grandi fondi e dai mercati finanziari internazionali. Risorse che, una volta conferite a questi strumenti, seguono logiche di rendimento globale e si svincolano dai territori di origine, senza generare un ritorno diretto per le comunità, le imprese e le famiglie che quel risparmio lo hanno prodotto.
È proprio in questo passaggio che Dell’Erba ha voluto marcare la differenza tra il modello dei fondi finanziari e quello delle banche di credito cooperativo. «Il sistema delle banche, delle banche che danno soldi agli imprenditori e alle famiglie, è un sistema che riguarda l’interesse generale», ha spiegato, sottolineando come le Bcc non si limitino a gestire capitali, ma svolgano una funzione economica e sociale. A differenza dei fondi, che per loro natura spostano le risorse dove il rendimento è più elevato, le Bcc raccolgono il risparmio sui territori e lo reinvestono negli stessi territori, sostenendo attività produttive, lavoro e coesione sociale.
«Quelle banche come le nostre che hanno la capacità di relazione sui territori, e che non l’hanno dispersa trasformandosi in soggetti finanziari, sono quanto mai essenziali», ha aggiunto il presidente di Federcasse, rivendicando il valore della relazione diretta con imprese e famiglie. Un rapporto che consente di valutare i progetti non solo attraverso modelli standardizzati, ma anche sulla base della conoscenza del contesto economico locale, delle persone e delle dinamiche sociali, mantenendo il credito ancorato all’economia reale.
Il messaggio che emerge è chiaro: mentre i fondi finanziari intercettano il risparmio e lo indirizzano verso mercati lontani, le banche di credito cooperativo continuano a svolgere una funzione insostituibile, trasformando la ricchezza raccolta localmente in sviluppo locale. «Il sistema economico ha bisogno di essere rilanciato», ha concluso Dell’Erba, indicando nelle Bcc uno dei pilastri su cui costruire una crescita più equilibrata, radicata nei territori e orientata all’interesse generale.

