In otto minuti da Gallarate a Malpensa con il nuovo collegamento ferroviario

Collegamento Gallarate Malpensa
Collegamento Gallarate Malpensa
Il nuovo collegamento ferroviario accorcia le distanze e ridisegna l’accessibilità allo scalo intercontinentale

Otto minuti per collegare Gallarate al Terminal 2 di Malpensa. È questo il dato che sintetizza meglio l’impatto del nuovo servizio ferroviario entrato in funzione sulla linea Gallarate–Malpensa, un’infrastruttura destinata a modificare in modo significativo l’accessibilità allo scalo e l’organizzazione complessiva della mobilità nel Nord Ovest lombardo. Un tempo di percorrenza che segna una netta discontinuità rispetto al passato, quando per coprire la stessa tratta erano necessari circa trenta minuti, e che avvicina ulteriormente l’aeroporto non solo a Milano, ma anche all’asse del Sempione e ai collegamenti transfrontalieri.

Il nuovo collegamento ferroviario a doppio binario si sviluppa su 4,6 chilometri tra il Terminal 2 e la linea RFI del Sempione in direzione Gallarate, mentre è già prevista una seconda fase che porterà alla realizzazione di un raccordo di 1,1 chilometri verso Casorate Sempione. La riduzione dei tempi di percorrenza rende Malpensa più facilmente raggiungibile da un’area ampia e strategica, rafforzando il ruolo dello scalo come nodo di interscambio ferroviario di breve e medio raggio.

Dal punto di vista del servizio, i benefici sono immediati. «Ieri ci volevano 30 minuti, oggi 8. Diventiamo più vicini alla Svizzera, a Porto Ceresio, a Domodossola», ha spiegato il presidente di Trenord Andrea Severini, sottolineando come il nuovo collegamento migliori in modo sensibile le connessioni regionali e internazionali. Guardando all’operatività quotidiana, ha poi aggiunto: «Da domani la responsabilità è nostra», richiamando il ruolo centrale del gestore ferroviario nella piena riuscita del servizio.

Il valore strategico della linea è stato evidenziato anche sul piano istituzionale. Il prefetto Salvatore Pasquariello ha definito la Gallarate–Malpensa «un’opera di interesse nazionale che rafforza il ruolo dell’Italia nei grandi corridoi di mobilità». Il progetto rientra infatti nella programmazione europea dei corridoi Ten-T ed è sostenuto da finanziamenti dell’Unione europea, confermandone la rilevanza all’interno delle reti transeuropee dei trasporti.

A ribadire la portata dell’intervento è stato il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana: «Il nuovo collegamento ferroviario potenzia la rete di connessioni in Lombardia e migliora ulteriormente l’accessibilità a Malpensa. Come Regione abbiamo fortemente creduto in questo progetto, da un lato stanziando risorse importanti e dall’altro attuando un lavoro politico-istituzionale che ha consentito di ottenere i finanziamenti e il sostegno anche da parte dell’Unione europea, sempre attenta al tema ambientale. L’opera ha una rilevanza internazionale, considerando l’incidenza sui corridoi europei, ed è un esempio concreto degli investimenti in campo sulla mobilità sostenibile».

L’infrastruttura consente inoltre la chiusura dell’anello ferroviario attorno all’aeroporto e permette di ampliare il bacino d’utenza di Malpensa, attraverso una riorganizzazione dei servizi nel quadrante Nord Ovest della regione. In questa prospettiva si inserisce anche la visione espressa dall’amministratore delegato di SEA Armando Brunini: «Pianificazioni di lungo periodo portano a buoni frutti». La nuova linea, ha spiegato, non garantisce soltanto l’accesso al nodo di Gallarate, ma «si inserisce in una logica di sistema ferroviario complessivo ed è propedeutica anche all’accesso dell’Alta Velocità quando il mercato sarà maturo».

Dal punto di vista territoriale, l’impatto del servizio è stato sottolineato dall’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso: «Per il mio territorio è una giornata davvero da ricordare, densa di significati. Il nuovo collegamento ferroviario porta benefici tangibili alla provincia di Varese e in particolare alla mia Gallarate, ora connessa all’aeroporto attraverso un viaggio agevole di pochi minuti, che invoglierà molti a lasciare l’auto in garage per fare una scelta di sostenibilità. Si apre un nuovo capitolo per la mobilità locale e non solo, una nuova pagina di cui essere fieri e orgogliosi».

Il servizio poggia su un’infrastruttura realizzata affrontando criticità tecniche e ambientali rilevanti: dieci gallerie artificiali per oltre 2,6 chilometri, una galleria naturale di 385 metri, trincee ferroviarie per più di 1,6 chilometri, oltre a sottopassi, sovrappassi, impianti tecnologici e una nuova sottostazione elettrica. Un intervento che ha richiesto anche la modifica e la ricostruzione di importanti arterie stradali interferenti, come la SS336 Gallaratese, la SS33 del Sempione e la SP68.

L’investimento complessivo supera i 264 milioni di euro, sostenuto da un mix di risorse europee, statali, regionali e da contributi diretti di SEA, oltre ai fondi previsti dal Piano complessivo delle opere olimpiche. Un impegno finanziario che riflette l’ambizione dell’opera e il ruolo assegnato a Malpensa come nodo centrale della mobilità sostenibile.

Dal punto di vista tecnico, la realizzazione dell’opera ha richiesto interventi di grande complessità. Il tracciato si sviluppa all’interno del sedime aeroportuale e in prossimità di importanti infrastrutture viarie come le statali SS336 e SS33 e la provinciale SP68, oltre al sottopassaggio del binario RFI della linea del Sempione. Sono state realizzate dieci gallerie artificiali per una lunghezza complessiva di 2.638 metri, una galleria naturale di 385 metri e trincee ferroviarie per 1.615 metri. Il nuovo tracciato comprende inoltre quattro sottopassi, tre sovrappassi, sette uscite di sicurezza, fabbricati tecnologici e una sottostazione elettrica in corrispondenza del nuovo bivio di Cardano. Sono stati completati anche i nuovi impianti di segnalamento, la trazione elettrica, l’armamento e le opere di smaltimento delle acque ferroviarie e stradali. La stazione del Terminal 2 è stata parzialmente demolita e ricostruita per consentire il proseguimento della linea verso il Sempione. Complessivamente sono stati utilizzati 177 mila metri cubi di calcestruzzo e 16 mila tonnellate di acciaio, con modifiche significative anche alla viabilità locale, tra deviazioni provvisorie e ricostruzioni definitive delle principali arterie stradali interferenti.

L’investimento complessivo per la realizzazione dell’opera ammonta a 264.553.700 euro. Le risorse provengono in larga parte dal “Patto per la Lombardia”, con 87 milioni di euro, e dall’Unione europea, che ha contribuito con 63.402.000 euro, pari al 30 per cento del totale, attraverso il programma CEF – Connecting Europe Facility. A questi si aggiungono 55.937.000 euro del Ministero delle Infrastrutture, 11 milioni di euro della Regione Lombardia nell’ambito del Piano Lombardia, 1.001.000 euro a carico di SEA e 46.213.700 euro stanziati con il DPCM dell’8 settembre 2023 relativo al Piano complessivo delle opere olimpiche. Un mosaico di finanziamenti che riflette la dimensione strategica dell’infrastruttura e il suo ruolo chiave nel futuro della mobilità lombarda ed europea.

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