Credito cooperativo, Dell’Erba: «Il 10% del mercato bancario italiano, ma nei settori strategici raggiungiamo il 25%»

Augusto dell'Erba
Augusto dell'Erba
Il credito cooperativo consolida il proprio ruolo nell’economia italiana, con quote di mercato che raggiungono il 25% in settori come l’artigianato, il turismo alberghiero e le costruzioni. Il presidente di Federcasse, Augusto Dell’Erba, sottolinea i risultati raggiunti grazie alla riforma avviata dieci anni fa e ribadisce l’importanza delle banche cooperative nel sostegno all’economia reale.

Il credito cooperativo attraversa una fase positiva, sostenuta dai risultati della riforma bancaria e da una presenza sempre più significativa nei comparti produttivi dell’economia italiana. A fotografare l’attuale situazione è Augusto Dell’Erba, presidente di Federcasse, che richiama l’attenzione soprattutto sui numeri: le banche di credito cooperativo rappresentano circa il 10% del mercato bancario nazionale, ma raggiungono quote comprese tra il 20 e il 25% in alcuni dei settori economici di riferimento.

«Il credito cooperativo sta vivendo sicuramente una stagione fortunata, ma è una fortuna che viene dalla grande esperienza e dal grande lavoro fatto soprattutto negli ultimi dieci anni», afferma Dell’Erba. Un percorso che il presidente riconduce alla scelta di affrontare una profonda trasformazione del sistema. «Abbiamo accettato la sfida del cambiamento, abbiamo accettato la sfida della riforma e questa riforma ha rafforzato il credito cooperativo e lo ha reso protagonista dell’economia italiana».

A testimoniare il peso assunto dalle banche cooperative sono soprattutto le quote di mercato nei comparti tradizionalmente legati al territorio e alle piccole e medie imprese. Se la presenza complessiva del credito cooperativo nel sistema bancario italiano si attesta intorno al 10%, la sua incidenza risulta infatti sensibilmente superiore in alcune attività produttive.

«I dati che ci riguardano, cioè le quote di mercato nei settori di elezione, sono veramente diventati straordinari», osserva Dell’Erba. Il riferimento è in particolare all’artigianato, al settore alberghiero e alle costruzioni civili, comparti nei quali il credito cooperativo registra quote comprese tra il 20 e il 25%. Percentuali che, secondo il presidente di Federcasse, dimostrano la capacità delle banche cooperative di rispondere alle esigenze del tessuto produttivo nazionale.

Il confronto tra il 10% di quota complessiva e il 20-25% raggiunto in questi comparti evidenzia una presenza particolarmente marcata proprio nelle attività economiche tradizionalmente vicine al modello cooperativo. Un risultato che Dell’Erba considera significativo non soltanto sotto il profilo bancario, ma anche per il contributo che il sistema può offrire allo sviluppo del Paese.

«Evidentemente c’è bisogno in Italia di un sistema bancario che ha dinanzi a sé l’interesse nazionale», sottolinea il presidente di Federcasse, richiamando la capacità del credito cooperativo di intercettare le esigenze concrete di famiglie e imprese.

È proprio il rapporto con l’economia reale a rappresentare, nella lettura di Dell’Erba, uno degli elementi distintivi del modello cooperativo. La funzione delle banche non si esaurisce infatti nella raccolta e nella gestione del risparmio, ma comprende anche il finanziamento delle attività produttive e il sostegno alla creazione di nuova ricchezza.

Il credito cooperativo, conclude Dell’Erba, è soprattutto capace di «intercettare i bisogni reali delle persone», sostenendo «quella famosa economia reale che non solo si preoccupa di gestire i risparmi, ma soprattutto di generarli».

Una prospettiva nella quale i risultati raggiunti negli ultimi dieci anni e le quote di mercato registrate nei principali settori di riferimento diventano, secondo il presidente di Federcasse, la dimostrazione del ruolo assunto dal credito cooperativo nell’economia italiana.

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