Numeri che ci soddisfano pienamente e di cui voi soci dovreste essere orgogliosi, perché attestano equilibrio, solidità e capacità di adattamento della nostra banca. È con questo spirito che possiamo leggere i risultati dell’esercizio 2025: un anno che conferma una Bcc in salute, capace di navigare con il vento in poppa anche in un contesto di mercato che cambia rapidamente.
Il 2025 si chiude infatti con un utile netto di 14,4 milioni di euro, in flessione rispetto ai 20,4 milioni del 2024. Un dato che va letto correttamente, perché la riduzione del risultato non nasce da un indebolimento dell’attività commerciale né da una minore capacità della banca di sostenere il territorio. È invece la conseguenza quasi esclusiva dell’andamento dei tassi di mercato.
La voce che più lo evidenzia è il margine di interesse, sceso da 37,5 milioni a 30,9 milioni di euro. La flessione è legata principalmente alla riduzione dei tassi: il tasso sui depositi presso la Banca centrale europea è passato dal 3% al 2% e anche l’Euribor, che incide direttamente sui finanziamenti indicizzati, è sceso rispetto ai livelli dell’anno precedente. In altre parole, il minor margine deriva da un contesto monetario diverso, non da una contrazione dell’attività della banca.
Anzi, guardando ai fondamentali, emerge un quadro molto positivo. Gli impieghi medi alla clientela sono cresciuti da 849 a 883 milioni di euro. In un mercato bancario che complessivamente ha registrato una flessione dei finanziamenti, la nostra banca ha invece continuato a sostenere famiglie e imprese, accompagnando progetti e investimenti sul territorio. È un segnale concreto dell’attenzione che continuiamo a riservare al tessuto economico e sociale delle comunità in cui operiamo.
Accanto a questo dato, ce n’è un altro particolarmente significativo: la crescita delle commissioni nette, passate da 17,3 milioni a 18,1 milioni di euro, con un incremento del 4,88 per cento. È un risultato importante per due ragioni. La prima è la crescita in sé; la seconda riguarda il confronto con il sistema delle altre banche di credito cooperativo del Gruppo Iccrea, a cui apparteniamo. Nella macroarea del Nord-Ovest la stessa voce cresce mediamente del 2,42 per cento e a livello nazionale dell’1,59 per cento. Questo significa che la nostra banca ha registrato una crescita sensibilmente superiore rispetto al sistema di riferimento.
È un elemento strategico, perché proprio le commissioni rappresentano una fonte stabile di reddito e consentono alla banca di mantenere equilibrio anche quando i tassi di mercato cambiano. Se una banca è capace di generare valore attraverso i servizi offerti alla clientela, allora il conto economico diventa più solido e meno esposto alle oscillazioni del mercato monetario.
Un dato lo dimostra con grande chiarezza: nel 2025 le commissioni nette, pari a 18,145 milioni di euro, hanno coperto integralmente il costo del personale, pari a 17,422 milioni. Il rapporto supera il 104 per cento ed è un indicatore molto significativo anche rispetto agli standard del sistema.
Altrettanto importante è il controllo dei costi. Nonostante l’aumento generalizzato delle spese di mantenimento e gestione, i costi operativi complessivi sono cresciuti soltanto dell’1,38 per cento. È il risultato di una gestione attenta e di una programmazione costante delle spese, che ci consente di mantenere una visione prospettica sull’andamento dei costi durante l’intero esercizio.
Il quadro complessivo che emerge è quello di una banca solida e ben equilibrata, con un margine di intermediazione di 49,6 milioni di euro e un risultato netto della gestione finanziaria di 45,5 milioni. Numeri che confermano la capacità della nostra Bcc di mantenere stabilità e continuità anche in un contesto economico che richiede attenzione e adattamento.
Guardando al futuro, continueremo a lavorare per rafforzare ulteriormente lo sviluppo commerciale della banca. In questa direzione si inserisce anche l’operazione straordinaria avviata nel 2025 e destinata a concludersi, se tutte le condizioni previste saranno rispettate, entro settembre 2026 con l’acquisizione di quattro sportelli. Un passaggio che porterà nuova linfa commerciale e rafforzerà la presenza della banca sul territorio.
Parallelamente stiamo rimodulando il nostro modello distributivo su tre macroaree territoriali: l’area Milano, con capofila Busto Garolfo; l’area Malpensa, che comprende Busto Arsizio e Gallarate; e l’area Varese, che includerà la filiale storica della città e le nuove filiali acquisite. In prospettiva, ciascuna di queste aree esprimerà un prodotto bancario lordo mediamente superiore al miliardo di euro.
Sono numeri che raccontano non solo la dimensione della nostra banca, ma soprattutto la direzione in cui stiamo andando. Una direzione che resta coerente con la nostra identità: essere una banca del territorio capace di crescere, di sostenere famiglie e imprese e di trasformare la propria solidità in valore per le comunità che rappresentiamo.

